Cronaca Bianca

LA MORTE DELL'ANGELO DI CARDITELLO - il Ministro Bray: "Quando l'ho conosciuto gli ho fatto una promessa che manterrò"

Uno degli ultimi messaggi di Tommaso Cestrone, postato sulla bacheca di facebook: ''Auguri dalla Reggia di Carditello. Il mio Natale e' qua''. SAN TAMMARO - Era diventata una


Uno degli ultimi messaggi di Tommaso Cestrone, postato sulla bacheca di facebook: ''Auguri dalla Reggia di Carditello. Il mio Natale e' qua''. SAN TAMMARO - Era diventata una ragione di vita, era la sua lotta. Da molto tempo difendeva la Reggia di Carditello senza se e senza ma. Il fatto che tutti avessero abbandonato il sito borbonico di San Tammaro, in provincia di Caserta, lo definiva uno "schiaffo". E persino il 24 dicembre era li', "da solo"a difendere la Reggia. A poche ore dalla sua morte. Tommaso Cestrone chiamato da tutti "l'angelo di Carditello", l'altra sera, è stato stroncato da un'infarto, a soli 48 anni. E in tantissimi, sui social network ora chiedono che la sua battaglia continui. Cestrone proteggeva la Reggia da volontario, semplicemente perche' il suo sogno era quello di non volerla '"veder morire". Uno degli ultimi messaggi da lui inviati, tramite Facebook, e' stato, neanche a dirlo, sulla Reggia di Carditello, protagonista di una procedura di vendita giudiziaria a causa di debiti accumulati con le banche dal Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, ente pubblico che ne e' il proprietario. Il messaggio, rivolto al ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, diceva: ''Auguri dalla Reggia di Carditello. Il mio Natale e' qua''. A raccontarlo, sempre su Facebook, e' lo stesso Bray che assicura: "Quando l'ho conosciuto gli ho fatto una promessa che manterrò". E in queste ore sono in tanti a chiedergli di farlo davvero. "Ministro mantenga la promessa, adesso l'angelo l'aiutera' da lassu' e salvera' Carditello", scrive Linda, mentre c'e' chi chiede di intitolargli una strada, i giardini della Reggia stessa. Da quella Reggia, Tommaso, ha portato via rifiuti, copertoni. Quel sito ha cercato di proteggerlo dai ladri, da chi, in questi mesi, per la sua lotta, lo ha anche intimidito. Infatti, ignoti hanno fatto esplodere una bomba carta nella sua azienda, e poi gli hanno bruciato l'auto, la sua roulotte. Hanno ucciso alcune delle sue pecore, come ha ricordato Raffaele Zito di "Agenda 21 per Carditello", una delle più attive associazioni che si occupano dei problemi del Real Sito. Lo scorso 11 dicembre, l'ennesima asta sul sito Borbonico, la numero undici, e' andata deserta. Sul tavolo del giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Valerio Colandrea, titolare della procedura, neanche questa volta sono pervenute offerte. Si partiva da una base di 10 milioni di euro senza incanto; chiunque avesse voluto acquistare il Real Sito avrebbe potuto farlo presentando un'offerta superiore anche di un centesimo alla base. Invece, nulla. "La Regione Campania si aspetta che il governo eserciti il suo diritto di prelazione su Carditello. Se questo avverra', come speriamo, faremo la nostra parte", aveva commentato a caldo il presidente della Regione, Stefano Caldoro. La prossima asta e' prevista per il 9 gennaio 2014 quando si procedera' con incanto, per cui le eventuali richieste d'acquisto dovranno superare la cifra di partenza del 15%. E' probabile, dunque, che anche la prima vendita del nuovo anno vada deserta. Lo scorso 26 ottobre, in una visita improvvisata al sito, il ministro aveva promesso 'grandissima attenzione a tutto il sistema delle regge e dei siti borbonici che vanno valorizzati nell'ambito di un progetto complessivo di rilancio che e' in fase di realizzazione':''Carditello e' chiusa da troppo tempo. Cerchero' una soluzione perche' torni alla sua bellezza e sia aperta a tutti'', aveva twittato Bray.    Valentina Musella