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AVERSA - Sagliocco aveva promesso e non ha mantenuto. Forza Italia all'attacco: "devi scegliere ora se fare il sindaco o il consigliere". E Domenico Ventriglia....

Il presidente Paolo Romano sta provando in tutti i modi di tenere il primo cittadino di Aversa anche in Consiglio regionale, per metterlo al servizio della sua campagna elettorale


Il presidente Paolo Romano sta provando in tutti i modi di tenere il primo cittadino di Aversa anche in Consiglio regionale, per metterlo al servizio della sua campagna elettorale. Ma il sindaco di Curti fornisce un'arma alla battaglia già aperta dai forzisti contro il Nuovo Centrodestra: "Se entro in consiglio, nello stesso giorno mi dimetto dalla carica di sindaco". AVERSA - Non sarà facilissimo per il sindaco Sagliocco tenere i piedi in due staffe, così come ha pianificato con il suo amico Paolo Romano. Agli aversani, Sagliocco ha raccontato, nella conferenza stampa di cui abbiamo scritto un paio di settimane fa, che lui sarebbe rimasto a fare il sindaco di Aversa. Ma per fare il sindaco di Aversa, deve rinunciare alla poltrona di consigliere regionale, acquisita, temporaneamente, al posto di Angelo Polverino, che si trova ridotto agli arresti in carcere, per effetto della nota ordinanza di custodia cautelare, legata allo scandalo Asl. Sagliocco ha detto, ma poi, come avevamo facilmente previsto noi di Casertace, non ha mantenuto. Paolo Romano, nel caso in cui Polverino continuasse la sua fase di impossibilità, punta a tenere Sagliocco in consiglio regionale almeno fino alle elezioni europee, in modo da utilizzarlo come sostegno clientelare per la campagna elettorale. Il gruppo regionale di Forza Italia, però, sta provando ad impedire l'operazione e ha già attaccato il presidente Romano nell'ultima seduta del Consiglio, invitandolo, senza tante carinerie, a sciogliere immediatamente, il nodo dell'incompatibilità di Sagliocco, intimandogli di scegliere tra la carica di sindaco e quella di consigliere regionale. Parallelamente, sempre Forza Italia, si è mossa anche nella commissione per le elezioni, presieduta, anch'essa, da Paolo Romano. La strategia del gruppo consiliare forzista che non vuole dare al nuovo centrodestra un altro consigliere e altri vantaggi elettorali, viene puntellata dalla disponibilità, già formalizzata, da parte di Domenico Ventriglia, sindaco di Curti e secondo dei non eletti della lista del Pdl, a scegliere il posto in consiglio regionale, dimettendosi dalla carica di sindaco. Gesto interessante , dato che Ventriglia abbandonerebbe la poltrona di primo cittadino per uno, due, massimo tre mesi in consiglio regionale, visto che, se anche in Cassazione dovesse andare male a Polverino, non crediamo che la sua detenzione in carcere o ai domiciliari, si possa trascinare al di là di maggio, massimo giugno, cioè al di là del tempo di reclusione sopportato da Nicola Cosentino per ipotesi di reato speculari a quelle contestate a Cosentino. In poche parole, Ventriglia, in questa vicenda appare più lineare e coerente, e meno prigioniero dei giochetti della politica rispetto a Sagliocco, anche perchè il comune di Curti che conta sui 9000 abitanti, non rientrerebbe neppure, come invece vi rientra a pieno titolo Aversa, tra quelli che non possono tenere insieme, sul piano della compatibilità, la carica di sindaco a quella di consigliere regionale. Insomma, quello espresso da Ventriglia al segretario della commissione regionale per le elezioni, è un impegno scritto volontario: si dimetterebbe da sindaco nello stesso giorno in cui entrerebbe in Consiglio regionale. Ciò anche per evitare di mettere a rischio alcuni atti deliberativi del Consiglio, a rischio di nullitò, proprio perchè votati, nella veste di consigliere, da un sindaco in carica, in un conflitto di interessi tra poteri che sarebbe costantemente dietro l'angolo. Questa la situazione. L'evoluzioni le seguiremo già a partire da domani. Gianluigi Guarino