Cronaca Nera

IL NATALE DI CASERTACE. ASL, CAMORRA & APPALTI D'ORO. De Feudis: "Ebbi la sensazione che Grillo dovesse pagare tangenti a Polverino e a Gasparin"

In esclusiva le prime pagine dell'interrogatorio del titolare del consorzio Colocoop, a cui l'imprenditore marcianisano si appoggiava per aggiudicarsi le decine e decine di milion


In esclusiva le prime pagine dell'interrogatorio del titolare del consorzio Colocoop, a cui l'imprenditore marcianisano si appoggiava per aggiudicarsi le decine e decine di milioni dell'affidamento del servizio di pulizia CASERTA - Fino ad ora, abbiamo concentrato la nostra attenzione soprattutto sulle dichiarazioni rese, in sede di interrogatorio, ai Pm della Dda di Napoli, di Giuseppe Gasparin, ex dirigente del provveditorato, poi del settore risorse umane e, infine, anche direttore amministrativo dell'Asl di Caserta. Ma la fase degli interrogatori ha riguardato anche altri personaggi, coinvolti nell'inchiesta, solo apparentemente di secondo piano. Uno di questi è Pasquale De Feudis, dirigente del consorzio Coloocop, con sede a Milano, alleato di Angelo Grillo, il quale si affidò proprio a questo consorzio per mettere le mani sulla super gara per le pulizie in tutti gli stabili dell'Asl casertana. Il dettaglio dell'interrogatorio lo potete leggere qui sotto. Noi sottolineiamo solamente quella parte politicamente più rilevante, dato che riguarda i racconti che Grillo fece a De Feudis in un lungo incontro tenuto nel ristorante meneghino La Bomboniera. L'imprenditore marcianisano, sospettato di essere un referente del clan Belforte, disse due cose fondamentali a De Feudis: che Polverino e Gasparin erano, in pratica, una cosa sola e che lui, proprio su quest'asse tra il dirigente Asl e il consiglio regionale contava affinché l'appalto fosse aggiudicato alla Colocoop. De Feudis dichiara ancora ai Pm che sempre durante la stessa chiacchiera ebbe la sensazione che la richiesta esplicitatagli da Grillo di ricevere una porzione più grande del subappalto fissato in un primo tempo al 20, 30%, portandolo a una quota del 50%, fosse legata a un accordo economico, forse a una tangente che su questo appalto si sarebbe dovuto corrispondere a Polverino e a Gasparin. Attenzione, però: De Feudis non cita mai parole esplicite da parte di Grillo, ma mette insieme una serie di avvenimenti che, quantomeno, devono indurre gli inquirenti a ulteriori riflessioni e a ulteriori indagini. Esiste, ad esempio, un collegamento tra un no che il De Feudis oppone alla richiesta di Grillo e la prima bocciatura temporanea del consorzio nel processo di aggiudicazione, sancita proprio da Gasparin? E quale è la connessione tra queste dinamiche e l'avvicendamento, non certo gradito dal diretto interessato, di Gasparin, tolto da Menduni dalla tolda di comando del provveditorato? Certo che queste parole di De Feudis forniscono, a nostro avviso, un minimo di maggiore concretezza materiale agli indizi che gli inquirenti ritengono di avere in mano. Non in misura sufficiente, secondo noi, per giustificare la lunga detenzione carceraria di alcuni indagati, tra cui Polverino, ma leggendo queste dichiarazioni non siamo più di fronte a quello che, a nostro sommesso avviso, appariva l'impianto evanescente delle ipotesi accusatorie formulate dal Gip nella sua ordinanza. G.G.