Cronaca Nera

Agg.13.15 - ESCLUSIVA MONDRAGONE, LA CAMORRA DEI LA TORRE-BOCCOLATO-MUZZONI - Il Riesame dice no alla scarcerazione del "guardiano" di Pescopagano, Lorenzo Cipriani. Liberato anche Di Meo

La decisione giunta dopo una lunga giornata in cui i giudici hanno valutato le istanze di scarcerazioni degli avvocati difensori. Ieri sono stati scarcerati il macellaio Neri e Ma


La decisione giunta dopo una lunga giornata in cui i giudici hanno valutato le istanze di scarcerazioni degli avvocati difensori. Ieri sono stati scarcerati il macellaio Neri e Mario Cuoco di Max Ive     Agg.13.15 - MONDRAGONE  - Il Tribunale del Riesame solo nella tarda mattinata odierna, venerdì,  ha accolto il ricorso difensivo degli avvocati Giovanni Zannini e Angelo Raucci, scarcerando anche Carlo Di Meo accusato di aver preso stabilmente parte al clan mafioso operante nel comune di Mondragone. Di Meo, tuttavia, non sarà scarcerato completamente perché gravato da altro, successivo, titolo custodiale per usura . MONDRAGONE - L'ottava sezione del Tribunale del Riesame di Napoli, durante tutta la giornata di ieri, giovedì ha continuato ad esaminare le istanze di scarcerazione presentate dagli avvocati difensori per coloro che furono arrestati lo scorso 3 dicembre con l'accusa di essere fiancheggiatori o appartenenti ai clan La Torre-Boccolato-Muzzoni. La vicenda giudiziaria, ricordiamo, è quella riguardante la presunta introduzione nel carcere di Carinola di droga e missive mediante le guardie giurate e i parenti dei ras, nonchè di una serie di estorsioni e azioni criminali compiute nel tempo da esponenti dei due clan del litorale Domizio. Alla fine, i giudici hanno rimesso in libertà il macellaio Carlo Neri e Mario Cuoco, quest'ultimo accusato di gestire assieme a Giovanni Cascarino le piazze di spaccio di Mondragone. Al riguardo l'avvocato Giovanni Zannini, che difende entrambi è riuscito ad ottenere la loro scarcerazione, in quanto su di loro sarebbe stato acclarato il presupposto della "non sussistenza di gravi indizi di colpevolezza". Tutt'altro discorso, invece, per Lorenzo Cipriani, il "custode" - "guardiano" di Pescopagano arrestato con l'accusa di essere stato non solo un esponente del clan (articolo 416 bis), ma anche perchè coinvolto nella vicenda delle presunte estorsioni richieste per la realizzazione dei marciapiedi e della condotta idrica nella località di Torre di Pescopagano, compresa tra Mondragone e Castel Volturno. Per lui l'ottava sezione del Tribunale del Riesame ha confermato l'ordine di carcerazione, quindi resterà recluso.