Cronaca Nera

CASTEL VOLTURNO - I commercianti del Giolì disperati: "La società è fallita, noi andiamo per strada. L'autorità giudiziaria ci aiuti"

La struttura in questione da sempre è oggetto di un'inchiesta della Dda di Napoli, nonchè di una richiesta di processo di camorra  dove sono coinvolti anche volti noti della po


La struttura in questione da sempre è oggetto di un'inchiesta della Dda di Napoli, nonchè di una richiesta di processo di camorra  dove sono coinvolti anche volti noti della politica locale. Dopo l'apposizione dei sigilli ai beni del pentito Tammaro Diana da parte della Finanza con l'operazione Molecola, l'impianto non è riuscito più a decollare.    di Massimiliano Ive CASTEL VOLTURNO - Quella che pubblichiamo in calce è una lettera che nei prossimi giorni farà certamente discutere, in quanto redatta e firmata dai 30 operatori commerciali che svolgono la loro attività nell'ipermercato Giolì di Castel Volturno, più volte finito al centro delle cronache giudiziarie casertane per le note inchieste di camorra che hanno coinvolto il suo "edificatore", cioè colui, che lo ha realizzato, il pentito-imprenditore di Villa Literno, Tammaro Diana. Una delle ultime operazioni della Guardia di Finanza che hanno caratterizzato tale struttura, la quale risulta essere anche oggetto di una richiesta di processo che vede coinvolti i due ex sindaci di Castel Volturno, Francesco Nuzzo e Lorenzo Marcello per un presunto giro di tangenti pagate al fine di ottenere delle autorizzazioni, nonchè l'ex sindaco forzista Antonio Scalzone per altri capi di accusa, è quella definita "Molecola", mediante la quale la Dda di Napoli tentò di ricostruire passaggi di titolarità, rapporti di parentela e di frequentazione dei soggetti intestatari e nel contempo si concretizzò con l'apposizione dei sigilli alle proprietà di Tammaro Diana. Mediante la lettura della lettera inviata idealmente a Babbo Natale, ma spedita realmente a Papa Francesco, al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, alla Dda di Napoli, alla Procura della Repubblica e alle testate giornalistiche di Caserta, si evince "che la società che gestisce , nonche’ proprietaria, del centro commerciale potrebbe essere dichiarata fallita o, comunque, cessare la propria attività". Pertanto gli operatori commerciali che hanno deciso di investire e rimanere nel centro commerciale in questione, ubicato tra la Domiziana e via Veneto temono di divenire, proprio nel periodo delle feste di Natale, dei nuovi disoccupati. Nel contempo i 30 esercenti fanno leva proprio sulle loro precarietà per ottenere una risposta dall'autorità giudiziaria al fine di scongiurare una chiusura irrevocabile dell'intero impianto su cui pende una storia giudiziaria del tutto particolare dove sono stati delineati anche stucchevoli intrecci tra imprenditori, clan e rappresentanti della politica locale. Staremo a vedere, a questo punto, cosa accadrà nei prossimi giorni.     QUI SOTTO LA LETTERA     TUTTI I DIPENDENTI E OPERATORI COMMERCIALI CENTRO COMMERCIALE GIOLI’ CARO BABBO NATALE Spett.le Tribunale di S.Maria Capua Vetere 81055 – Santa Maria Capua Vetere (Ce) Sezione Fallimentare alla c.a del Presidente Procura della Repubblica di Napoli Centro Direzionale Via Grimaldi Is. E/5 Direzione Distrettuale Antimafia Napoli Sezione Penale alla c.a del Presidente       Siamo circa 30 operatori commerciali e 200 dipendenti, che tutti i giorni da tre anni e mezzo a questa parte vanno al lavoro presso il Centro commerciale Giolì di Castel Volturno. Consapevoli delle tante difficoltà in cui versa il nostro paese ed in particolar modo il sud, quest’anno non Ti avremmo scomodato per chiedere regali e doni, sapendoti impegnato con chi se la passava peggio di noi. Purtroppo, da qualche giorno abbiamo appreso che la società che gestisce , nonche’ proprietaria, il centro commerciale potrebbe essere dichiarata fallita o, comunque, cessare la propria attività e, dunque, abbiamo capito che forse il nostro destino di qui a poco sarà quello di andare ad accrescere i numeri dei disoccupati. Caro Babbo Natale non ci interessano i regali, il cenone, i fuochi d’artificio, vogliamo solo dirti che tra noi ci sono quelli che hanno il mutuo o il fitto da pagare, quelli che hanno la rata per l’università dei figli, quelli che devono saldare l’IMU o la cartella esattoriale, il gas, l’elettricità, il condominio; pensavamo di passarcela male, ma adesso che faremo???? Caro Babbo Natale quando abbiamo chiesto perché dovevamo finire così male ci hanno risposto che era stata l’autorità giudiziaria che aveva chiesto il fallimento, e non quelli che devono avere soldi; allora Ti chiediamo perché quelli che dovrebbero tutelarci ed aiutarci, invece, ci stanno infliggendo un castigo, stanno punendo noi e le nostre famiglie. Il Natale è sinonimo di felicità, serenità, allegria ed allora noi Ti chiediamo solo di evitare che ci venga tolta quella unica fonte di sostentamento, necessaria per fare sorridere i nostri figli e mantenere viva in noi la speranza che il loro futuro possa essere migliore. Per informazioni:  Salvatore Di Caprio Responsabile del Comitato dipendenti ed operatori commerciali Giolì In fede