Cronaca Nera

MONDRAGONE - LA CAMORRA DEI LA TORRE-BOCCOLATO-MUZZONI: "Indimostrato" l'ingresso del Rolex con la droga nel carcere di Carinola. Liberati dal Riesame i fratelli Giramma, ma Cascarino resta in carcere

Dopo le scarcerazioni delle donne del clan, il tribunale del Riesame continua a valutare i capi di imputazione a carico dei 35 indagati, arrestato lo scorso 3 dicembre MONDRAGO


Dopo le scarcerazioni delle donne del clan, il tribunale del Riesame continua a valutare i capi di imputazione a carico dei 35 indagati, arrestato lo scorso 3 dicembre MONDRAGONE - Dopo la scarcerazione di Cosetta Miraglia avvenuta ieri sera, martedì sul tardi, stamane, l'ottava sezione del tribunale del Riesame di Napoli, ha accolto l'istanza dell'avvocatessa Sandra Coletta, liberando i fratelli Giramma: Alfredo alias Magone di 51 anni e Vittorio Egidio 26enne, entrambi accusati dalla Dda di usura, minacce e intimidazioni nonchè di appartenere al clan organizzato da Arturo Pagano. Entrambi furono arrestati lo scorso 3 dicembre nell'ambito di un'articolata operazione dei carabinieri del comando provinciale di Caserta, eseguita a seguito dell'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Napoli, Francesco Giannone De Falco a carico di 35 esponenti dei clan La Torre-Boccolato -Muzzoni. Confermata, invece l'accusa per Davide Cascarino, difeso dall'avvocato Iannettone. Pertanto, sempre Cascarino resterà sottoposto alla misura cautelare disposta dal Gip. Sarebbero venuti meno, invece, i capi di imputazione ai capi 18 e 8 dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del capo clan Emilio Boccolato, Salvatore Gallo (detto Pierluigi), Carlo Neri e Maria Laura Boccolato (scarcerata già lo scorso 14 dicembre), quest'ultimi sono stati difesi dall'avvocato Giovanni Zannini. I precedenti capi di imputazione che sono stati addebitati ai suddetti indagati riguarderebbero la vicenda della tentata estorsione subita dal titolare di un fondo agricolo di Falciano del Massico e quella pertinente l'ingresso nel carcere di Carinola di un Rolex contenente droga al fine di consegnarlo proprio ad Emilio Boccolato. In poche parole secondo quanto è stato rilevato dalla difesa, e quindi valutato dal tribunale del Riesame è stata annullata la contestazione di cui ai capi 18 e 8 del titolo cautelare, in quanto l'ipotesi accusatoria (e cioè l'ingresso di un orologio contenente droga in carcere) è risultato "indimostrata e non sorretta dai necessari gravi indizi colpevolezza". Max Ive