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ESCLUSIVA - Il Gip respinge una nuova istanza per gli arresti domiciliari di Polverino. Non basta essere stato sospeso dalla carica di consigliere regionale

A un mese di distanza dalla ecisione del tribunale del riesame le motivazioni non sono state ancora depositate. E questo allunga i tempi della carcerazione preventiva CASER


A un mese di distanza dalla ecisione del tribunale del riesame le motivazioni non sono state ancora depositate. E questo allunga i tempi della carcerazione preventiva CASERTA - Non siamo degli estimatori del Polverino politico e più volte abbiamo auspicato che il più votato dai casertani se ne tornasse a casa a condurre una vita da privato cittadino. Ma questo non può condurci a violentare la nostra tempra di inguaribili liberali, che di fronte a un uso, diciamo così, eccentrico della carcerazione preventiva vivono momenti di autentica inquietudine, dato che in una storia come quella che coinvolge Polverino la quale riassume in se mille storie simili, cogliamo gli elementi patologici, i fondamenti liberali di uno stato di diritto. Un mese fa Polverino si è visto rigettare dai giudici della XII sezione del tribunale di Napoli, competente per i ricorsi  sui provvedimenti cautelari, l'istanza di scarcerazione presentata dal suo difensore, avvocato Vittorio Giaquinto. Da allora lo stesso tribunale non ha ancora depositato le motivazioni. Questo vale per Polverino, per Francesco Bottino e per tutti gli indagati dell'affare Asl. I dato è tutt'altro che irrilevante, perché solo dal momento in cui le motivazioni vengono depositate decorrono i 10 giorni entro i quali, eventualmente, si può presentare un ricorso in cassazione, la quale, a sua volta, si prende un altro paio di mese, se non tre, per decidere. Dunque, più tardi arrivano le motivazioni, più lunghi sono i tempi della carcerazione preventiva che, giusto per dire, colpisce un innocente per la costituzione e per il diritto. Oggi, lunedì, l'avvocato Giaquinto, anche come riflesso indiretto di questi tempi lunghi del deposito, è ritornato alla carica presentando una istanza finalizzata a ottenere gli arresti domiciliari per Polverino, recluso da qualche giorno nel carcere di Civitavecchia. L'istanza è stata respinta dal gip Iaselli. L'avvocato Giaquinto aveva segnalato al giudice il dato della sospensione dalle sue funzioni di consigliere regionale da parte di Polverino. Questo, ad avviso del legale, determinava un azzeramento delle possibilità del poltiico di reiteare il reato. Ma il giudice ha sottolineato nelle motivazioni del rigetto he i motivi del'arresto di Polverino non sono legate alla relazione tra i fatti penalmente rilevanti e la funzioe di consigliere regionale, ma solo alla considerazione di una presunta personalità criminae che emrgerebbe dall'inchiesta. Vogliamo leggerle con attenzione queste motivazioni. Impartire a una persona la gogna del carcere preventivo dovrebbe essere n fatto eccezionale, collegato a valutazioni concrete, situate dentro a comportamenti chiaramenti caratterizzati nella loro finalizzazione e nella loro tensione rispetto al reato. Arrestare in base alla personalità non è roba da stato di diritto, anche quando il provvedimento riguarda un pessimo politico quale è stato, a nostro avviso, Angelo Polverino. Gianluigi Guarino