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JUVECASERTA. Difesa, Brooks e Moore: il segreto della vittoria

I nei restano (il tiro da 3, qualche problema di Hannah ed alcuni cali di concentrazione) ma la squadra ha imparato a nasconderli La seconda vittoria interna stagionale, ad olt


I nei restano (il tiro da 3, qualche problema di Hannah ed alcuni cali di concentrazione) ma la squadra ha imparato a nasconderli La seconda vittoria interna stagionale, ad oltre due mesi dalla spumeggiante prestazione contro la Reyer Venezia, lascia alla Pasta Reggia, oltre a due punti fondamentali per la corsa alla salvezza, la certificazione di essere squadra che può imporre il suo gioco alla partita. I 57 pt subiti da una squadra come la Granarolo Bologna, che in genere gioca a punteggi alti, sono un ulteriore conferma della vocazione difensiva della Juve: ieri Caserta ha ripreso a correre in contropiede in modo efficace ed ovviamente ciò è frutto di difese aggressive. Molin contro la Granarolo non ha schierato la zona vista al Pianella domenica scorsa perché ovviamente quella è stata un eccezione per far fronte alle difficoltà difensive nell’uno contro uno ma l’atletismo dei bianconeri si presta di più a marcature ad uomo. Analizzando le prestazioni difensive dei singoli non si può non sottolineare quelle del solito Brooks ma anche di Cameron Moore, non solo autore di 20 pt con 8 rimbalzi (fondamentale un suo rimbalzo offensivo con tanto di realizzazione nel momento in cui la Virtus si stava avvicinando pericolosamente), ma anche dominatore dell’area nonostante il mismatch con Jordan che è stato praticamente annullato (8pt e 2 rimbalzi), tanto da costringere Bologna a giocare eccessivamente sul perimetro, fatto considerato un fattore della partita da parte del coach delle “V nere” Bechi. Anche Stephon Hannah per alcune fasi della partita ha imbrigliato Casper Ware, ma comunque la sua prova difensiva non passerà alla storia con una sola palla recuperata e subito persa (saranno 5 i palloni persi alla sirena finale, decisamente non pochi per un playmaker titolare). Nella metà campo avversaria la Juve ha giocato molto poco sul perimetro preferendo la penetrazione al tiro pesante, complice anche il bruttissimo 11% da tre punti (2/18): una pecca questa che la squadra di Molin si porta dietro da un inizio stagione (ad eccezione delle partite contro Venezia e Montegranaro) e che ieri è dipesa anche dallo 0/2 di Mordente e dallo scarso utilizzo per problemi fisici di Michele Vitali. E così, l’unico ad andare a segno dall’arco dei 6,75m è stato Chris Roberts con due triple messe a segno su sei tentativi. La sensazione in certe azioni è stata quella di giocatori timorosi di prendersi tiri anche abbastanza aperti preferendo l’extrapassaggio o la penetrazione. Se nel tiro da tre punti gli ospiti hanno praticamente doppiato i padroni di casa (anche se con un misero 22%), dalla linea della carità Caserta ha posto le basi di questo successo: nonostante abbia tirato con l’85% contro l’88% avversario, la Juve ha ottenuto ben 17pt dai tiri liberi contro i soli 7 avversari (17/20 Caserta e 7/8 Bologna). Dalle valutazioni fatte in precedenza si può facilmente dedurre il perché della differenza nel numero di viaggi in lunetta delle due squadre: Caserta ha attaccato il ferro con maggiore decisione degli avversari, tanto è vero che i primi punti del primo quarto sono arrivati da tiro libero. Quattro schiacciate, tre delle quali di Roberts che sta tornando agli standard di inizio stagione, tanti alley op e tanto spettacolo, come contro Venezia. Insomma questa squadra partendo da difese aggressive sa creare contropiedi anche spettacolari, ma non deve forzare lanciando palla in aria in modo cieco: ieri non lo ha fatto ed ha perso solamente 16 palloni contro i 21 avversari, molti dei quali per infrazioni di passi. Insomma la gara di ieri ha mostrato una Juve che ha si dei difetti cronici: percentuali non esaltanti da tre, cali di concentrazione, stavolta non nel terzo ma nel quarto quarto, difficoltà nel far girare la palla a difesa schierata, ma che comunque sta imparando a nasconderli e a far si che non diventino fattori chiave della partita. Emanuele Terracciano