Economia e Territorio

MARCIANISE - LO SCANDALO DELLA DELIBERA PRO OUTLET - commercianti furiosi: pronto il ricorso al TAR

Si preannuncia un Natale caldo, costellato dalle polemiche, dopo l'incredibile epilogo dell'operazione speculativa dei paperoni che gestiscono l'area commerciale, realizzata grazi


Si preannuncia un Natale caldo, costellato dalle polemiche, dopo l'incredibile epilogo dell'operazione speculativa dei paperoni che gestiscono l'area commerciale, realizzata grazie ad una politica, a voler essere generosi, genuflessa e collaterale Marcianise - nell'istante preciso in cui la delibera di giunta che ha disonorato l'intera città , svenduta politicamente e istituzionalmente a quelli dell'Outlet, sarà pubblicata all'albo pretorio e nel sito del comune, diverse decine di commercianti della città, con il sostegno pieno delle organizzazioni di categoria Ascom e Confesercenti, daranno mandato ad un avvocato, il nome che gira è quello dell'amministativista casertano Adinolfi, per presentare un ricorso al TAR affinchè la delibera che autorizza la costruzione di un'altra cinquantina di negozi all'interno dell'outlet grazie ad una profonda modifica del piano regolatore vigente, senza che questa sia mai stata approvata dal consiglio comunale, venga annullata. Non si sa quali siano i margini effettivi praticabili in questo ricorso, in considerazione del fatto che tutti gli scaltrissimi personaggi, a partire dal commissario prefettizio Cimmino si sono mossi in modo tale da utilizzare ogni piccolissimo pertugio per rimanere all'interno del perimetro che la legge non considera spazio di illegalità e di irregolarità. Ma questa autentica vergogna proietta un'ombra inquietante su questo sindaco e su questa amministrazione, che si erano presentati, pensate un po', come il sindaco e l'amministrazione del cambiamento non aver fatto passare la delibera per il consiglio comunale denota che il primo cittadino vuole dare un'impronta di governo finalizzata a favorire i poteri forti. Associandoci le solite bagattelle clientelari, come quella che si è concretizzata nell'ingloriosa concessione di un contributo di poche migliaia di euro ai 2 consiglieri Amoroso e Rivellini, che, manco a dirlo, 5 minuti dopo, hanno ritirato la loro firma che avevano già apposto, sotto al documento con cui veniva convocato il  consiglio comunale. Un consiglio comunale di cui il sindaco de Angelis, evidentement, aveva paura. E se ha paura del consiglio comunale e il suo vice Accinni, mai come in questo caso dell'outle, saldati con gli interessi del predecessore, Antonio Tartaglione, vuol dire che hanno paura della democrazia. Gianluigi Guarino