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CARINOLA, IL CASO DEL POLO SCOLASTICO. L'intervento dell'ex sindaco, ora renziano, Gennaro Mannillo

L'ex primo cittadino sostiene che con 2 milioni di euro si poteva soltanto costruire una nuova struttura, perché quelle già preesistenti andavano abbattute e ricostruite, cosa c


L'ex primo cittadino sostiene che con 2 milioni di euro si poteva soltanto costruire una nuova struttura, perché quelle già preesistenti andavano abbattute e ricostruite, cosa che, invece, avrebbe richiesto più fondi CARINOLA - Il polo scolastico che è stato, in questi giorni, oggetto delle nostre cronache, fu ideato dall'ex sindaco Gennaro Mannillo (ora referente dell'area Renzi di Carinola) e condiviso da parte dell'amministrazione, in seguito agli eventi che ci furono in Abruzzo. A quel tempo, dopo un stima dell'ing. Martullo, era stato accertato che nessuna scuola di Carinola fosse stata costruita con criteri antisismici. Mannillo preoccupato dallo studio passo ai fatti, ma era realmente complicato visto che non c'erano abbastanza fondi. L'allora sindaco si rivolse alla Regione Campania la quale aveva garantito che tutti i progetti inerenti alle scuole di Carinola negli ultimi 2 anni, erano stati bocciati dato che non era mai stata presentata l'anagrafica scolastica del comune. Allora Mannillo contattò il consigliere regionale Uliviero, presentando un progetto e ottenendo così dalla Regione  un finanziamento ordinario di 2 milioni di euro da destinare alla costruzione di un polo scolastico. L'ex primo cittadino, strizzando l'occhio alla Di Maio, adesso, sostiene che con 2 milioni di euro si poteva soltanto costruire una nuova struttura, perché quelle già preesistenti andavano abbattute e ricostruite, cosa che, invece, avrebbe richiesto più fondi. La gara, ricorda il renziano, fu espletata alla Stazione Unica Appaltante (SUA) con un ribasso molto alto (25-30%). Ritornando alla storia del polo scolastico, i vertici decisero che la struttura  avrebbe ospitato solo le scuole medie, quindi al trasferimento degli alunni di Nocelleto sarebbe seguito quello di Casale di Carinola. Riguardo la problematica Rio Pozzano, Mannillo spiega che se c'è stata qualche leggerezza da parte dei tecnici a non considerare la distanza dal Rio, si tratta di una leggerezza sanabile. “Con tutto il rispetto per la legge Galasso, il Rio Pozzano non rappresenta alcun tipo di pericolo per la struttura, basta presentare alla sovrintendenza di Caserta dei Beni Culturali una istanza che dimostra che il Rio non riceve più di 10 litri di acqua. Non è giusto- commenta Mannillo - che un edificio  del genere rimanga chiuso, come dice la Di Maio, perché ci sono altri istituti certamente più pericolosi del polo”. Infine il democrat ricorda, ironicamente, di quanto Carinola, Casanova e Casale siano sfortunati a non avere un assessore come la Di Maio che dispone la sua indennità per le luminarie. Antonio Caputo