Cronaca Bianca

AGG. 21,40 - REFERENDUM INDESIT - 79% per il sì al nuovo piano, alla fine firma anche Fiom

Ecco il responso   AGG.21,40 - Con il 79,3% di si', e il voto positivo di tutte le fabbriche italiane del gruppo, i lavoratori di Indesit Company hanno approvato l'accor


Ecco il responso   AGG.21,40 - Con il 79,3% di si', e il voto positivo di tutte le fabbriche italiane del gruppo, i lavoratori di Indesit Company hanno approvato l'accordo sul nuovo piano di riorganizzazione, sottoscritto il 3 dicembre da Fim, Uilm e Ugl ma non dalla Fiom. A risultati appena proclamati anche la Fiom ha annunciato la propria firma, pur mantenendo un giudizio negativo sui contenuti dell'intesa: ''abbiamo sempre sostenuto, alla Fiat, alla Indesit e in tante altre vertenze, anche in anni di divisione sindacale, che il giudizio dei lavoratori e' sovrano e vincolante, dunque firmiamo'' dira' il segretario della Fiom delle Marche Giuseppe Ciarrocchi. Soddisfatto l'Ad e presidente di Indesit Marco Milani: ''ora - annuncia - gli investimenti partiranno subito e ci permetteranno di ridisegnare quasi completamente la nostra gamma di prodotti e di rafforzare l'assetto produttivo del gruppo in Italia''. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti sottolinea la capacita' dei lavoratori di cogliere ''tutti i passi avanti compiuti nella lunga trattativa, che hanno determinato un netto cambiamento del piano industriale dell'azienda: radicamento italiano e investimenti in Italia per 83 milioni, produzioni all'estero che rientrano nel nostro Paese, azzeramento degli esuberi e messa in sicurezza dei lavoratori''. La trattativa era cominciata il 4 giugno con l'annuncio di 1.425 esuberi nei poli di Fabriano, Comunanza e Caserta. Si e' interrotta piu' volte, e in questi mesi ha visto 130 ore di sciopero, blocchi stradali, manifestazioni nelle piazze, presidi sotto il ministero. Oggi Indesit e sindacati ritrovano un terreno di convergenza, sulla spinta di un voto quasi plebiscitario anche nelle fabbriche della protesta piu' radicale, come Melano (77,7% i si') o Caserta (65,3%), mentre nello stabilimento di Comunanza il referendum passa con il 91,1%, e negli uffici di Fabriano e Milano supera l'86%. In base all'accordo non ci saranno esuberi (330 i pensionamenti). Indesit fara' ricorso ad ammortizzatori sociali ''conservativi'', come contratti di solidarieta' e Cig, impegnandosi a non licenziare nessuno per 5 anni. Produzioni che si fanno in Spagna, Polonia e Turchia torneranno in Italia: un punto questo che non convince la Fiom, che parla di produzione ''marginali: Melano ad esempio perde 400 mila piani cottura in cambio di alcune migliaia di piccoli forni a incasso''. Sullo sfondo, resta l'ipotesi di una partnership internazionale per Indesit, tuttora controllata dalla finanziaria della famiglia di Vittorio Merloni. ''L'accordo - commenta Gianluca Ficco della Uilm - crea i presupposti per cercare di superare la crisi e di traguardare una possibile ripresa, affidando a ciascun stabilimento italiano un missione produttiva''. Dal Governo ci si aspetta la convocazione di un tavolo di settore sul futuro dell'elettrodomestico.       CASERTA - Ok all'accordo Indesit siglato il 3 dicembre dai sindacati, ad esclusione della Fiom, dal referendum nel sito di Caserta: su 835 votanti, 536 sono stati i si' (64%), 285 i no (36%), 14 le schede bianche e nulle. A riferirlo e' il segretario generale della Uilm Campania, Giovanni Sgambati. "C'e' stata una lunga lotta di sei mesi e il voto a stragrande maggioranza dei lavoratori ci conferma l'apprezzamento per un accordo che e' un vero peccato non sia stato condiviso da tutte le organizzazioni sindacali. Ma - aggiunge - sapevamo che era un buon compromesso per difendere lavoro e produzione in Italia".