Cronaca Nera

L'EDITORIALE - La prima patacca di Matteo Fonzie. I giovani del porcellum nella segreteria nazionale del Pd indicati dalle correnti, con tanto di Picierno

Avrebbe dovuto, per far quadrare gli atti con le parole e gli impegni presi, valutare con calma i curricula e le modalità con cui i trentacinquenni in questione sono percepiti ne


Avrebbe dovuto, per far quadrare gli atti con le parole e gli impegni presi, valutare con calma i curricula e le modalità con cui i trentacinquenni in questione sono percepiti nei loro territori, dato che sono stati indicati dalle segreterie dei partiti, dai capi-bastone e non certo dal popolo sovrano   Colui il quale il suo guru della comunicazione, Giorgio Gori, ex marito di Cristina Parodi, allevato nel pollaio di re Silvio, fece vestire come Fonzie in una mitica puntata di "Amici", potrà anche conquistare l'Italia, che sogna il cambiamento e di costruire una realtà nuova, non attraverso un processo di autocoscienza, ma con la faccia di un trentottenne, che è buono solo perchè è un trentottenne, dicevamo, uno così può essere il non plus ultra per il popolo bue, ma non per chi ha la memoria, gli occhie le orecchie lunghe. Cosa ha detto ieri sera Matteo Renzi subito dopo la sua schiacciante vittoria nell'elezione popolare del nuovo segretario nazionale del Pd? Ha detto che il suo primo provvedimento sarebbe stato quello di abolire la sua corrente: Parole testuali: "Da questo momento, i renziani non esistono più". Qualcuno, al colmo dell'entusiasmo, ha pensato di interpretare estensivamente questa affermazione: non solo non esistono più i renziani, ma non esiste più nemmeno il Pd, almeno come partito frutto di una insalata russa immangiabile, risultato della mescolanza tra vecchi e post-democristiani e vecchi e post-comunisti. A questi entusiasti consigliamo di darsi una calmata, perchè il buon Matteo ha cominciato nel solco ortodosso e tradizionale dei politicanti di professione: in poche parole, ha detto una cosa e ne ha fatta un'altra. Oggi pomeriggio, lunedì, ha reso nota, infatti, sulla sua pagina Facebook, la composizione della segreteria nazionale. Mo' non è perchè all' interno abbia rimesso la Picierno noi possiamo dargli del cantastorie. L'argomentazione deve essere più profonda. Il punto non è che abbia confermato la Picierno. Il punto è un altro. Renzi ha confermato la Picierno e molti altri, perchè gli sono stati indicati dai capi-corrente che lo hanno sostenuto. Ma Renzi, dall'alto del suo 70% di voti raccolti, potrebbe ben infischiarsene dei capi-corrente, anche perchè ieri sera ha detto che le correnti sono finite. Lo ha detto, ma non è vero, vista la composizione della sua nuova segreteria nazionale, la quale non può diventare un fatto buono a prescindere, solo perchè, come ha scritto Fonzie nel suo post, è formata da persone di età media 35 anni. Perchè questo non può essere sufficiente. Se è vero, infatti, che il dato anagrafico conta nell'operazione di affermazione di un partito rinnovato, è anche vero che non tutti i trentenni e i trentacinquenni sono giovani nell'accezione che Renzi ha dichiarato di voler dare a questa parola. Non ogni trentenne e i trentacinquenne, soprattutto se è stato eletto con il porcellum, cioè come ascari, reggicoda e reggiletto dei vecchi oligarchi del Pd, può rappresentare il modello nuovo sulla cui proposta convincente Renzi ha costruito il suo torrenziale consenso. Il sindaco di Firenze avrebbe fatto bene ad esaminare i curricula di tutti gli aspiranti alla segreteria nazionale. Avrebbe fatto bene a valutare come questi sono percepiti sui territori da cui provengono. Avrebbe fatto bene a verificare la credibilità riscossa dalle loro parole e dalle loro prese di posizione. E avrebbe fatto bene proprio perchè la maggior parte di questi sono arrivati in parlamento non grazie ad una indicazione sovrana degli elettori, ma grazie alla designazione di un capo-corrente. Insomma, Fonzie parte male, ma proprio molto male.   Gianluigi Guarino