Cronaca Bianca

Polo universitario a SESSA AURUNCA? Solo buone intenzioni. Ecco il perché

Il comune, al momento, ha siglato solamente, con alcuni enti e dipartimento, protocolli d'intesa SESSA AURUNCA - Leggendo i giornali locali qualche giorno fa c’erano titoloni


Il comune, al momento, ha siglato solamente, con alcuni enti e dipartimento, protocolli d'intesa SESSA AURUNCA - Leggendo i giornali locali qualche giorno fa c’erano titoloni che parlavano di un importante accordo per portare l’Università a Sessa. Nasce il Polo Inter Universitario, finalmente studenti a Sessa,  si leggeva. Al di là delle buone intenzioni dell’amministrazione Tommasino, del neo Vescovo Orazio Francesco Piazza e di qualche dipartimento della Sun o di altra università, purtroppo non c’è niente di tutto questo. Leggendo attentamente la delibera di Giunta n. 227 del 25 novembre 2013 con oggetto “ Polo Culturale InteUniversitario della Città di Sessa Aurunca” si chiarisce che parliamo di altre cose. In effetti si legge che la Giunta, ha deciso di incrementare l’offerta culturale e di valorizzazione dell’immenso patrimonio materiale ed immateriale che caratterizza Sessa e frazioni, migliorandone l’accesso e la fruibilità ai numerosi turisti che scelgono la località e ai cittadini e gli studenti di ogni ordine e grado. La verità è che il Comune ha solo siglato con alcuni enti e dipartimenti dei protocolli di intesa. Vediamoli nel dettaglio. Il dipartimento di Lettere e beni culturali della Sun, accordo siglato dalla professoressa Rosanna Cioffi, si impegna ad avviare e realizzare programmi di ricerca nonché progetti di valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio, sia nell’ambito del sostegno finanziario regionale che comunitario ad attività di promozione colturale e territoriale. Risultato? Possibili fondi ma nessuno studente in circolo per la città. La Diocesi si impegna a rendersi promotrice di istituire una collaborazione con la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e/o con eventuali altri istituti accademici e non per promuovere in armonia con le finalità generali della Facoltà stessa iniziative di interscambio culturale e di ricerca volte a svariati stiufdi. Risultato? Molti ipotetici studi, nessuno studente in loco. Il terzo protocollo siglato con il dipartimento di diritto ed economia dell’università del Sannio prevede che quest’ultimo si impegni a progettare e attivare master universitari sui temi della promozione e gestione dei beni culturali e del turismo religioso, master organizzati con il supporto scientifico e didattico dei docenti del dipartimento; inoltre si impegna anche a progettare e realizzare ricerche sui temi agroalimentari ed enogastronomici volte ad individuare linee di indirizzo per lo sviluppo del territorio comunale. In quest’ultimo caso almeno si parla di eventuali master che, ove mai divenissero operativi, porterebbero in loco qualche studente. E il costo per il comune e quindi per la collettività a quanto ammonta? In tutte le convenzioni il Comune con in testa il sindaco Tommasino garantisce a tutti di mettere a disposizione strutture, servizi e risorse necessarie per la realizzazione delle attività connesse all’implementazione dei corsi di Master e mette a disposizioni strutture e risorse per lo svolgimento di tutte le attività. Il costo? Non calcolato. Questo ipotetico dovrebbe nascere nella splendida struttura  di S. Domenico. Ops!  Ma non c’è qualche delibera che prevedeva per questo complesso l’ingresso di Università dietro compenso, pagamento di fitto, portierato, spese ecc?.