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RECALE - Dissesto finanziario, i consiglieri di centrosinistra: "Non una soluzione, ma una dichiarazione di fallimento politico"

E' prevista per domani mattina, sabato, la nuova seduta di consiglio comunale     RECALE - Mercoledì mattina, il consigliere Luigi Ferraro, dopo l'assenza alla sedut


E' prevista per domani mattina, sabato, la nuova seduta di consiglio comunale     RECALE - Mercoledì mattina, il consigliere Luigi Ferraro, dopo l'assenza alla seduta di consiglio comunale dello scorso sabato, pare abbia deciso di non schierarsi più in un gruppo indipendente con il vicesindaco Antimo Argenziano. Tale decisione porterà quasi sicuramente all'approvazione del dissesto finanziario, in quanto Ferraro, appoggiando la maggioranza del sindaco Patrizia Vestini con il suo voto presumibilmente a favore del dissesto, farà prevalere la maggioranza durante il consiglio comunale previsto per domani mattina, sabato. Il centrosinistra di Recale, tuttavia, esprime forte preoccupazione per la decisione della maggioranza consiliare di avviare la procedura di dissesto finanziario. Enzo De Angelis, Nello Romano e Massimo Argenziano hanno dichiarato di non avere elementi per mettere in dubbio la gravità della situazione economica del Comune, ma di sapere con certezza che il dissesto non rappresenta una soluzione, piuttosto un fallimento che certifica la rinuncia a cercare una strada politica per il risanamento del bilancio cittadino. Con rammarico, hanno pronunciato le seguenti parole: "Questo atteggiamento significa lasciare la città in balìa di una Commissione Straordinaria di Liquidazione che, come tutti i liquidatori fallimentari, avrà l'unico obbiettivo di ripianare i debiti nel più breve tempo possibile scaricando sui cittadini le conseguenze degli errori di gestione passati e presenti, con costi drammatici. La dichiarazione di dissesto impone l'aumento di tutte le aliquote, tributi e tasse ai livelli massimi, il taglio di servizi quali mense, trasporti scolastici e interventi sociali. Inoltre ciò porterà alla vendita dei beni patrimoniali del Comune, alla drastica riduzione degli organici e all'impossibilità di ottenere mutui o finanziamenti, per non parlare del fatto che dovremmo retribuire per un tempo imprecisato ben tre commissari governativi. In breve - proseguono i segretari del Partito Democratico, di Sinistra Ecologia Libertà e del Partito Socialista - rappresenta la rinuncia del Comune all'autodeterminazione nelle scelte amministrative e il blocco di qualsiasi progetto per la comunità cittadina. Ci sembra abbastanza per comprendere che un'amministrazione responsabile, per non dover abbandonare definitivamente tutti i propri programmi, dovrebbe adoperarsi fino all'impossibile pur di scongiurare il dissesto". I consiglieri De Angelis, Romano e Argenziano, inoltre, sostengono che le alternative ci sono e che la situazione potrebbe risolversi attraverso la predisposizione di un piano di riequilibrio, prefissando l’obbiettivo di raggiungere, nel massimo di dieci anni, la sana gestione dei conti e svolgendo tale compito sotto la stretta sorveglianza della Corte dei Conti, mantenendo l'autonomia amministrativa e il controllo del piano anti-dissesto, coinvolgendo e responsabilizzando l’intera collettività. Il centrosinistra di Recale rivolge un appello pressante agli amministratori di maggioranza e di opposizione: "Questo non è il momento di rinfacciarsi reciproche accuse, ci sarà tempo e modo per accertare le colpe presenti e passate. Ora si tratta di operare responsabilmente per scongiurare un evento drammatico e carico di conseguenze negative per i cittadini. La dichiarazione di dissesto - concludono De Angelis, Romano e Argenziano - segnerebbe l'irrevocabile fallimento politico per tutti".   Anna Salzillo