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LA FOTO MADDALONI. Il parsimonioso Nicola Caputo con gli imprenditori danarosi: Santangelo attratto con il miraggio, ma proprio miraggio, di Luigi Bosco a Roma

Nella foto, la cena svolta ieri sera. Per l'elenco completo dei presenti leggere all'interno dell'articolo

Questa la foto fatta girare su facebook, c'è anche l'inopportuna presenza del direttore sanitario asl Correra, poi Giovanni Sferragatta e...


MADDALONI - (g.g.) Nicola Caputo è un uomo razionale. Tra i più razionali che abbiamo mai conosciuto. Persegue il raggiungimento delle proprie ambizioni, ma rimane sempre con i piedi per terra.

Parsimonioso come pochi, forse solo ilfrtello Mario è più parsimonioso di lui, sta attentissimo al bilancio personale quando scende in campo per una candidatura. E' riuscito a farlo finanche alle Europee del 2014, dove occorrevano montagne di preferenze personale, ma dove è stato eletto grazie alla propria capacità ed abilità di ottenere il sostegno dell'allora sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. A maggior ragione lo farà oggi, allorquando ha accettato il sacrificio della candidatura nel collegio uninominale del Senato che i sondaggi danno come stra-perdente, inserendo il candidato del Pd al terzo posto dopo quello del centrodestra e quello di 5 Stelle, che si contenderanno la vittoria.

E allora, va bene il sacrificio, purchè non sia un sacrificio di tasca. Caputo riscuote simpatia umana. E come vedete da questa tavola imbandita, probabilmente messa insieme a casa di Angelo Campolattano, alla vigilia delle elezioni politiche, i denari che contano (quelli assai), quelli di Giovanni Sferragatta ed Enzo Santangelo stanno attorno a quel tavolo.

L'abile Caputo ha organizzato questo ragionamento ammaliante: candidando Luigi Bosco nel collegio uninominale di Caserta, Santangelo  farebbe di tutto e di più pur di sostenerlo, perchè un'elezione di Bosco a Roma significherebbe un ingresso dell'imprenditore  maddalonese in consiglio regionale, quale primo dei non eletti nella lista di Campania Libera.

Con questa idea, Caputo è riuscito a mobilitarlo ideologicamente e materialmente. E per attrazione conseguenziale, ha calamitato anche Giovanni Sferragatta, il quale (rifornitevi di cachet per il mal di testa), al pari di Santangelo, è già in parola con Andrea De Filippo, che correrà appoggiato anche dalla lista di Forza Italia e quindi dal centrodestra ufficiale alle prossime elezioni comunali di Maddaloni, che si svolgeranno presumibilmente tra maggio e giugno prossimi.

Ma si sa che da queste parti se ti applichi troppo a scrivere ogni giorno di politica, dopo un paio di mesi ti ricoverano alla Neuro. A meno che tu non ti faccia guidare da un concetto più realistico: la politica serve solo e solamente al raggiungimento degli obiettivi
personali di chi la esercita. E allora, centrosinistra e poi centrodestra, che differenza fa? Nessuna.

Caputo spera, tutto sommato, che Pina Picierno, alla fine si candidi nel proporzionale alla Camera. Perchè questo renderebbe il piano da lui elaborato ancora più efficace.

Il suo sacrificio in un collegio uninominale già perso in partenza sarebbe poi ristorato dal pd con una candidatura alle elezioni
europee dell'anno prossimo che, badate bene, saranno celebrate, con ogni probabilità, con una legge elettorale diversa da quella
di oggi cioè molto più simile a quella delle Politiche con una quota importante di candidati in listini bloccati.

Lì vuole entrare Caputo, perchè questo gli garantirebbe due cose. La prima, una rielezione sicura, la seconda, per uno parsimonioso come lui, ancor più significativa, di non spendere neppure un euro anche per quella campagna elettorale. Naturalmente senza la Picierno tra i piedi, con la donna Pina tornata a Roma, la sua candidatura all'interno del listino bloccato non incontrerebbe nessun tipo
di ostacolo, quando si tratterà di definire la scelta del candidato casertano da inserire nella compagine dei garantiti.

Ritornando al tavolo, si vedono il fedelissimo Clemente Di Rosa sulla destra e poi vicino a Caputo il direttore sanitario dell'asl di Caserta Arcangelo Correra, il quale farebbe bene ad evitare queste cenette politiche e a mantenere almeno la forma di un profilo istituzionale. E poi ancora Angelo Campolattano, Santangelo, Giovanni Sferragatta, Alfonso Ventrone e Ginotto Correra.