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IL RETROSCENA - Berlusconi li ha fulminati: l'augusto deretano di Nitto Palma, la cena con "meatball" Cesaro, Carfagna e Caldoro. Ora "Forza Italia" è libera da queste caricature di satrapi

Se ne era parlato un mese fa ma poi l'atteggiamento del coordinatore regionale aveva lasciato pensare che le reggenze del nuovo partito sarebbero rimaste invariate e invece, il ca


Se ne era parlato un mese fa ma poi l'atteggiamento del coordinatore regionale aveva lasciato pensare che le reggenze del nuovo partito sarebbero rimaste invariate e invece, il cavaliere ha lasciato tutti con un palmo di naso, a partire da quelli che in un ristorante della capitale si erano riunitosi segretamente per spartirsi il partito Se si votasse domani mattina, il cavaliere prenderebbe a Caserta almeno il 35% . E forse anche il sottoscritto, dopo 14 anni buoni, tornerebbe a votarlo. Il repulisti netto, serio, definito con parole chiare ed inequivocabili ( " forza italia", oggi, ha un presidente e una portavoce, la Bergamin, e nessuna altra carica". Questo ha scandito ieri Berlusconi) permette, finalmente, anche alla stampa di definire con precisione quelle che saranno le linee di comando e di coordinamento del partito. Neanche il coordinamento dei parlamentari sarà un organismo politico rigidamente statuito. Saranno loro, proprio i parlamentari gli unici , veri riferimenti di Berlusconi nei vari territori regionali e provinciali. Dovranno andare d'accordo e se non andranno d'accordo, sarà Roma a decidere. D'altronde, avendo il cavaliere sancito l'orizzontalità, capito bene, l'orizzontalità di queste forme di coordinamento molto vaghe, non esisterà al loro interno un primus inter pares. E tutto ciò definisce bene anche quelli che sono i poteri espressi a livello regionale. Un contesto nel quale, tra parlamentari italiani, europei e quadri istituzionali assortiti, che comunque dovranno essere coinvolti, si arriverà ad un centinaio di persone. Mò, siccome non è possibile, nè in forma nè insostanza, che Berlusconi, "alla vecchiaia", sia divenuto un cultore della democrazia assembleare stile Atene periclea, ciò significa che nessuno, a livello regionale, a partire da Nitto Palma, comanderà un cazzo. Un pò diverso è il ragionamento per il livello provinciale casertano dove i parlamentari sono" solo tre", cioè Giovanna Petrenga, Carlo Sarro ed Enzo D'Anna. I triumviri, se vorranno contare qualcosa, sono condannati ad andare d'accordo. Perchè, in un contesto di veti incrociati, neanche qui, a Caserta ci sarebbe un primus inter pares, un delta, in grado di dire l'ultima parola. Torna a casa, a godersi la sua sontuosa pensione di giudice e di parlamentare, il 73 enne Pasquale Giuliano, che nei prossimi mesi si potrà dedicare più tranquillamente, senza più nascondersi dietro alla maschera dell'infingimento e della finzione scenica, a portare Diada alla stalla di Paolo Romano e del nuovo centro Destra, dato che da tempo Romano è l'effettivo riferimento politico di Giuliano, ormai completamente fagocitato ad Aversa dal sindaco Giuseppe Sagliocco, anche lui ormai in comunione di spirito e di corpo con Romano e le sue stanze napoletane. Per quel che riguarda Nitto Palma, la sua defenestrazione, non ce ne voglia il giudice, al quale confermiamo il nostro rispetto personale non può che far bene al movimento di Berlusconi in Campania. Non se l'aspettava proprio Nitto Palma, al punto che ieri sera sfoggiava un ghigno temporalesco durante la riunione tra Berlusconi e i parlamentari, svoltasi nella nuova sede di Piazza San Lorenzo in Lucina, A 50 m di distanza dallo storico studio di Giulio Andreotti, a 70 m dalla chiesa che custodisce la graticola del santo spagnolo e a pochi metri dal Comando provinciale di Roma dei carabinieri. Se qualcuno, ateo e profanatore, avesse preso per mezz'ora la graticola laurentina facendoci sedere sopra l'augusto deretano del giudice, lo sfrigolio si sarebbe sentito anche al di là del Tevere. Umore nero. D'altronde, nell'ultimo fine settimana, Nitto Palma si era sentito molto figo. Coccolato, adulato, blandito da uomini ma anche da molte donne. Cene e cenette : pacchia da potente. Il massimo del fighettismo nelle diciotto ore trascorse all'hotel Plaza, prima nella suite dell'albergo, poi, bello sciolto in gilet di cachemire, un pò Bertinotti un pò Briatore, a presiedere i lavori di un'assemblea per la quale Giovanna Petrenga e detto onestamente anche Lucrezia Cicia avevano lavorato per giorni allo scopo di portare in quella sala congressi, più di mille persone. Nitto Palma, prima fighetto e poi furbetto, dato che la sera dopo, tomo tomo, cacchio cacchio, ha organizzato una cena" tra no altri" nella capitale alla quale erano presenti Stefano Caldoro, Giggino "meetball" Cesaro, Paolo Russo, la finta algida, Mara Carfagna, Daniela Lugnes e, udite udite il solito Carlo Sarro, il quale se ne era stato defilato durante la convention di sabato, salvo poi insieme al furbetto di calabria, andarsi a vendere i risultati di quell'assemblea a un tavolo di pochi eletti, che hanno pensato di spartirsi il partito confidando sul rincitrullimento da terza età di un cavaliere, diventato il puncingball della magistratura e del PD. Ma Berlusconi, oltre a nutrirsi di viagra, si nutre anche di Gerovital e ieri sera li ha fregati tutti,  facendo capire di essersi fatto un'idea articolata di quello che è capitato nelle settimane della scissione latente, diventata, poi, patente. Berlusconi non ce l'ha solo con Alfano e con l'ex piaciona Sannita, antica frequentatrice, insieme alla sorellina, della villa di Arcore prima di passare nella sfera di influenza di Dennis Verdini e concludere la sua parabola, diciamo così politica, nel talamo nuziale del parlamentare del PD, Boccia.  Berlusconi, proprio nel perimetro di questa sua valutazione articolata, ha individuato in certi comportamenti ambigui dei caldoriani e dello stesso Nitto Palma, una forma di esercizio della propria militanza esclusivamente strumentata e finalizzata a conservare potere, poltrone e suites "fruttate" e dotate di letti a tre piazze degli alberghi più lussuosi. Se questo è stato un colpo di coda di un 77enne, che non vuol darsi per vinto, allora viva la terza età.   Gianluigi Guarino