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IL PUNTO - MADDALONI, tutto è appeso in vista del 5 dicembre, ma le difficoltà di Rosa De Lucia sono destinate ad aumentare col caso Lutri e con le divisioni di Forza Italia

Se il primo cittadino dovesse superare il giudizio del Tar di dopodomani, giovedì, dovrebbe attenderne un altro, quello del 19, non esiziale, ma insidioso, relativo all'ormai fam


Se il primo cittadino dovesse superare il giudizio del Tar di dopodomani, giovedì, dovrebbe attenderne un altro, quello del 19, non esiziale, ma insidioso, relativo all'ormai famoso ricorso di Lutri. E sulla sponda del fiume attendono in molti, che oggi non hanno grande potere contrattuale, ma che con una maggioranza depauperata sarebbero destinati decisivi, a partire da Clemente Di Rosa MADDALONI -  E' difficile sbilanciarsi e sbilanciare ragionamenti sulle prospettive politico amministrative della città fino alla giornata di dopodomani, giovedì, quando il Tar della Campania si pronuncerà sul ricorso presentato allo scopo di invalidare l'esito delle ultime elezioni amministrative comunali. Dal 21 novembre scorso, i pronostici, che propendevano per l'accoglimento dle ricorso si sono ribaltati, in considerazione di quello che il Tar ha deciso su una speculare iniziativa assunta dagli sconfitti delle elezioni comunali di S.Felice a Cancello. Abbiamo già scritto nei giorni scorsi che in caso di ricorso respinto, De Filippo e gli altri ricorreranno al Consiglio di Stato. Ma perché l'organo supremo della giurisdizione amministrativa fornisca il suo definitivo verdetto occorreranno minimo 40 giorni. Se saranno effettivamente 40, arriveremo a metà gennaio, dunque in tempo utile per un eventuale ritorno alle urne nella primavera del 2014. Se si dovesse andare, al contrario, oltre alla fine di febbraio, il pericolo è che un annullamente delle elezioni porti a un commissariamento lungo un anno con le prossime elezioni comunali fissate, con ogni probabilità, in coicndienza con quelle regionali del 2015. Queste le tappe di un cronoprogramma giudiziario che si mescola e condiziona pesantemente l'agenda politica e amministrativa. Se il 5 dicembre, Rosa De Lucia dovesse salvarsi, il 19 dovrà attendere un ulteriore pronunciamento del Tar sull'ormai famoso ricorso presentato dal primo dei non eletti della lista Udc, Lutri,  che, in questo caso, veramente con molta probabilità, avrà riconosciute le sue ragioni a danno dell'attuale consigliere Massaro. Se Lutri entrerà in Consiglio, non starà nell'Udc neanche un minuto, ma potrebbe entrare, dalla porta di Pasquale De Lucia, nel Nuovo Centrodestra nel quale porterebbe anche Gennaro Cioffi, in attesa di una possibile, seppur non scontata, adesione di Clemente Di Rosa, il quale se da un lato non nega la sua vicinanza personale a Pasquale De Lucia, attende una verifica politica attraverso un incontro già fissato con il sindaco Rosa De Lucia, per i primi giorni di gennaio. A quel tempo i numeri della maggioranza, alla luce della non adesione a Forza Italia di Luigi Bove e della possibile costituzione di un gruppo del Nuovo Centro destra, targato De Lucia, potrebbero essere diversi da quelli attuali. Una condizione in grado di far lievitare il potere contrattuale di Clemente Di Rosa, che, insieme a Santangelo, si è ormai staccato dal gruppo civico di Impegno comune, collegato alla candidatura a sindaco di Enrico Pisani. In questo scenario non certo lineare si inserisce l'attuale condizione non certo idilliaca delle diverse componente interne di Forza Italia, pure in grado di determinare pericolose fibrillazioni nel Consiglio comunale come ha dimostrato, nell'ultima seduta, l'assenza, preannunciata da Casertace del consigliere D'Addiego, riferimento del gruppo forzista che fa capo all'ex sindaco Antonio Cerreto e che, sostanzialmente, si contrappone all'area del sindaco, molto condizionata, anche per effetto delle relazioni romane, concretamente evidenziatesi nel pranzo svoltosi tra lei e Francesca Pascale in Berlusconi, della capogruppo Giusy Pascarella, oggi molto più inserita nei meccanismi del partito rispetto al primo cittadino, che ha anche il problema di dare degli spazi di protagonismo agli altri due consiglieri, Dora Caturano e Carfora, i quali sono entrati in tandem grazie all'appoggio del padre della prima, ex sindaco di Maddaloni, e che non ci stanno affatto a recitare la parte delle comparse. Gianluigi Guarino