Cronaca Bianca

Il Comune di MARCIANISE vuole acquisire immobili abusivi in sordina. Ecco la denuncia degli "Abusivi per necessità"

PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE LA NOTA DELL'ASSOCIAZIONE "ABUSIVI PER NECESSITA'". La nota, nasce dal fatto che - pare - l'ufficio Tecnico Comunale di Marcianise stia acquisendo al


PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE LA NOTA DELL'ASSOCIAZIONE "ABUSIVI PER NECESSITA'". La nota, nasce dal fatto che - pare - l'ufficio Tecnico Comunale di Marcianise stia acquisendo al patrimonio comunale i loro immobili abusivi e non demoliti. Lamentano il silenzio ed il lassismo dell'amministrazione circa i loro problemi rispetto, invece, alla solerzia usata per modificare la destinazione d'uso di aree industriali onde consentire insediamenti commerciali ed allargamenti (vedi questione Outlet)       MARCIANISE - “Abbiamo appreso, non senza stupore che i nostri immobili starebbero per essere acquisiti – silenziosamente – al patrimonio comunale. Tutto questo mediante una procedura, abbastanza segreta, da parte del dirigente l’Ufficio Urbanistica del Comune senza darne avviso alcuno ai diretti interessati. Ancora una volta constatiamo che l’urgenza, la fermezza edil rigore, è sempre e solo a senso unico. I furbi dovranno ricevere la lezione esemplare,ma solo coloro che hanno perpetrato le illegalità urbanistiche ai danni del territorio non già tutti quelli – conosciuti -  che nei decenni le hannoconsentiteomettendo ogni sorta di controllosul territorio anzi quasi ad autorizzare l’illecito, (vedi lo scandalo e l’inchiesta sui falsi condoni rilasciati con tanto di firme e oneri). Lenecessitàper il lavoro, l’abitazione, l’assistenza sanitaria, l’assistenza sociale, ecc.sono temi che rappresentano solo i cavalli di battaglia politica nel periodo preelettorale ma che poi diventano questioni irrisolvibili allorquando quelle promesse dovranno e dovrebbero tradursi in azione concreta. Tutti ligi e col petto gonfioper ilrigore e legalità. E’ paradossale che si mantenga fermezza e rigore contro gli illeciti urbanistici, realizzati solo per la necessità di avere un’abitazione e non per quelli commessi per scopi speculativi. Si passi con tanta disinvoltura aconsentire, modificare piani urbanistici o a promuoverne altri al già insostenibileinsediamento commerciale. Infatti,  vige ancora il Piano Regolatore Generale del 1985( Variante al PRG. del 1977) è nessuna urgenza o rigore, nonostante la perentoria scadenza del gennaio 2014, è stata mai impressa alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale c.d. “PUC” eccezion fatta per la faseiniziale del conferimento dell’incarico e per la redazione del piano,accompagnatoda tantiautorevoli annunci e che poi è servita solo a giustificare il lauto compenso preliminare versato alluminare urbanista, redattore ancora lontano dall’essere pago dell’acconto ricevuto. Due modi di vedere le cose, due modi diametralmente opposti diconcepire l’amministrazione e l’agire politico.Unopronoad assecondare ogni prurito dei neo padroni della nostra area industrialeche da anni catalizzano l’attenzione e il totale impegno degli amministratori di questa cittàalle loro esigenze economico-affaristiche,è un altro,invece, poco sensibile all’interesse sociale di cui anche la casa, alla stregua del lavoro,ne rappresenta una componente primaria. Sonostati certo flessibili ed esperti nel proporre soluzioni che consentiranno attraverso illegittimi cambi di destinazione d’uso, un’ampliamento dell’offerta commerciale per l’Outlet o addirittura l’esercizio di attività commerciali in strutture abusive qualiMaison du Monde, Happy Casa, Euronix e Mondo Convenienza, (sorte successivamente agli accordi di programma con l’ISE), di converso sono stati burocrati inflessibili di fronte agli illeciti di necessità, incapaci di proporre soluzioni,magari, attraverso il redigendo strumento urbanistico comunale,aree di completamento di quelle stesse areegià urbanizzatee interessate dalla gran parte degli abusi edilizi. La soluzione è a portata di mano ma non interessa o forse è antieconomico ed antipolitico occuparsene. Basterebbe studiare soluzioni sul modello di quellaproposta al Comune di Licata (AG) di mettere all’asta le costruzioni abusive acquisitedal comune con un diritto di prelazione riservato agli ex proprietari, autori degli illeciti. Peroltre un trentennio. I nostri amministratori,non hanno ritenuto opportunodotarsi di un piano urbanistico rispondente alle esigenze di sviluppo demografico. Viceversalo è stato l’alienazione di aree destinate all’edilizia economica e popolare aspeculatori organizzatiin pseudo cooperative. Inoltresolo di recente si è ottenuto dal TAR Campania lo sblocco della zona edificabile C2 tenuta fermaad ogni intervento edilizio per oltre un ventennio mentre ancora permane, nonostante sia completa l’istruttoria degli interventiprevisti, il blocco del Programma di Recupero Urbano “PRU”per l’area 167 di via De Santis iniziata nel lontano 1997 e non ancora autorizzata. Questo,con il rischio della perdita di finanziamenti Regionali per oltre 2 ml di euro se entro luglio 2014 non si daranno inizio ai lavori previsti”.