Politica

L'EDITORIALE - "Marcianise Più" passa in blocco con Romano: similis cum similibus, tutto regolare. Questa è la politicaccia in salsa casertan-marcianisana

Non può stupire certamente noi la mossa dei cinque consiglieri, a cui il consigliere regionale, ora in carcere, aveva fornito un pseudo-marchio politico   E dai, non vi st


Non può stupire certamente noi la mossa dei cinque consiglieri, a cui il consigliere regionale, ora in carcere, aveva fornito un pseudo-marchio politico   E dai, non vi stupite e non considerate sorprendenti fatti come quelli capitati a Marcianise: il passaggio in blocco del gruppo di "Marcianise Più", creato da Angelo Polverino, alla corte di Paolo Romano, rappresenta un atto di coerenza politica e anche umana. Se, infatti, la ragion d'essere della costituzione dei gruppi contrassegnati dal suffisso "Più", "Caserta Più", "Marcianise Più", "Maddaloni Più" e via discorrendo, non è mai appartenuta alla sfera della politica, non dico intesa in senso aristotelico, ma quantomeno, a stracciarla, come esercizio di una attività per il 90% finalizzata a coltivare i cazzi propri e per il 10% al servizio della res publica, allora per quale motivo, con Polverino sbattuto in galera senza troppi riguardi i suoi adepti avrebbero dovuto rispettare la buona creanza di aspettare quantomeno che uscisse dal carcere, prima di intraprendere una strada diametralmente diversa da quella tracciata dal loro condottiero? Ecco perchè quello che è capitato con i vari Filippo TopoDomenico LaurenzaFilomena LetiziaDomenico AmarandoPasquale Tartaglione e Giuseppe Zibideo, non ha nulla di cronicamente patologico, ma appartiene ad una patologia trasfiguratasi in normale fisiologia di questa politica casertana: ci si aggancia ad un carro, ci si aggancia ad un politico, perchè da questo carro e da questo politico si possono trarre dei vantaggi personali. Perchè, ora, è inutile che vi incazzate, cari cinque consiglieri della fu "Marcianise Più", oggi "Marcianise Meno": una roba del genere si fa senza ritegno solo se la propria concezione della politica è priva di ogni qualsivoglia etica collegata ad un concetto, seppur vago, seppur remoto, di servizio reso alla comunità. Paolo Romano era stato, negli ultimi tempi, il peggior nemico di Angelo Polverino. I polveriniani apparenti oggi salgono sul carro di Paolo Romano, perchè quest'ultimo, esattamente come Polverino, è l'espressione viva e, purtroppo, vegeta, di una politica di stampo esclusivamente opportunistico, in grado di parlare un linguaggio recepito immediatamente da personalità della stessa specie. Similis cum similibus.   Gianluigi Guarino