Cronaca Bianca

CASERTA - E menomale che almeno la Corte dei Conti legge CasertaCe: citazione da 17 milioni di euro a Petrella, D'Urso, Delvino, Piscitelli

Quanti articoli avrete letto su questo giornale sullo sfrontato utilizzo delle anticipazioni di cassa? E quanti su quella, che a nostro avviso resta una distrazione e non un s


Quanti articoli avrete letto su questo giornale sullo sfrontato utilizzo delle anticipazioni di cassa? E quanti su quella, che a nostro avviso resta una distrazione e non un semplice utilizzo improprio dei fondi vincolati? E quanti ne avete letti sull'utilizzo dei soldi, proventi delle multe stradali?   Sarà il primo di una lunga serie ed è solo l'inizio del lavoro che la Corte dei Conti sta facendo sul Comune di Caserta. Fa piacere che i giudici contabili leggano CasertaCe con uno zelo diverso da quello utilizzato da altre Autorità Giudiziari. Perchè nei 100 e più articoli che abbiamo dedicato alla vergognosissima questione dei conti del Comune in questi ultumi anni abbiamo composto una sorta di "petrelleide". E manco a dirlo, traiamo un altro motivo di soddisfazione nel verificare che, nell'atto di citazione è stato quantificato in 13 milioni di euro il presunto danno erariale, legato ad un uso a dir poco estemporaneo delle anticipazioni di cassa, con ampia profusione di utilizzi, diciamo così, alternativi di somme vincolate. Dobbiamo per forza utilizzare la figura retorica dell'eufemismo, dato che l'Autorità Giudiziaria titolare dell'azione penale questo ci concede di fare visto che l'addebito, almeno per il momento, è solo di tipo contabile, ma quello che è successo  nell'ufficio ragioneria del Comune di Caserta è una cosa che non ha eguali in Italia. E non ha eguali nemmeno il fatto che  gli autori di questi atti, coloro che utilizzavano i soldi del Comune per farci quello che gli pareva. Dovevano servire per i servizi sociali? E a noi che ci frega: li usiamo per fare le strade, per liquidare le somme urgenti. Poi c'è lavicenda dell'utilizzo dei soldi incassati succhiando il sangue agli automobilisti casertani. Altra storia notissima, questa, ai lettori di CasertaCe, dato che, invece di essere utilizzati, come la legge prevede, per un importo di almeno 50%, per la manutenzione delle strade, venivano allegramente dissipati per altro. In conclusione, anticipazioni di cassa, distrazione, pardon, uso improprio di fondi comunali. Complessivamente, la calcolatrice della Procura della Corte dei Conti, rappresentata nel caso di specie dal giudice della ripartizione regionale campana, Catalano, è di circa 17 milioni di euro. Ora ci sono almeno altre tre storielline sulle quali la Corte dei Conti non potrà non agire allo stesso modo. Ma non ve lo diciamo. Vi diciamo solo che il grande Gioacchino Petrella non era il solo a determinare le strategie del Comune. C'era il livello politico, quello burocratico e nell'ufficio ragioneria non ci lavorava certo solo Petrella. Non ci risulta, ad esempio, che Santonastaso, fratello del Consigliere Comunale di Caserta Più, in pratica numero due di quell'ufficio, si sia mai dissociato dalle strategie dissipatorie e dissolutorie di Petrella. Ma questa è un'altra storia che poi vi andremo a raccontare. G.G.