Cronaca Nera

AGG. 16,03 - ECCO I NOMI DEI DUE ARRESTATI - CAMORRA, PIZZO ED ARMI - "Siamo i Casalesi, tirate fuori i soldi". Due Ras ARRESTATI. Vessavano imprenditori edili e operatori di videogames e slot

  L'operazione è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Caserta nell'alto casertano e nel beneventano. Il dispositivo di arresto richiesto


  L'operazione è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Caserta nell'alto casertano e nel beneventano. Il dispositivo di arresto richiesto dai magistrati della DDA ed emesso dal GIP di Napoli.   AGG. 16,03 - I ras arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Caserta sono Tommaso Aragosa, 43 anni, e Tommaso Rispoli, 53 anni, entrambi originari di Limatola e attualmente detenuti presso la casa circondariale di Benevento.     All’esito di un’ articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Caserta hanno eseguito un’ordinanza cautelare con la misura coercitiva della custodia in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di due persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di detenzione e porto abusivo di arma. Gli indagati, secondo quanto emerso dalle indagini, svolte da marzo 2011 a dicembre  2012, minacciando le vittime e avvalendosi della forza intimidatrice determinata sul territorio dal sodalizio camorristico dei Casalesi, hanno avanzato richieste estorsive nei confronti di imprenditori del settore edile  e del settore noleggio di videogiochi e slot machine dell’alto casertano e della provincia di Benevento. In relazione ad altri precedenti connessi episodi estorsivi, già  in data 19 aprile 2012  è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere agli stessi soggetti, unitamente ad una terza complice. Oltre ai predetti reati, nel provvedimento cautelare viene contestata ad uno degli indagati la violazione della misura della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno a cui era sottoposto, nonché  la detenzione e  il  porto illegale in luogo pubblico di una pistola di marca e calibro imprecisato. Nel corso dell’attività di indagine è stata registrata, anche in questo caso, la collaborazione di alcuni  imprenditori che, acquistata fiducia nelle Istituzioni,  hanno denunziato gli episodi di cui erano stati vittime.