Cronaca Bianca

CASERTA - Bimbi delle scuole della città costretti a comprare l'acqua. 9 pagine di interrogazione di Luigi Cobianchi

Il consigliere di opposizione chiede all'amministrazione comunale chiarimenti sulla qualità del servizio offerto CASERTA - Lo scorso 8 ottobre, un genitore arrabbiato di un ba


Il consigliere di opposizione chiede all'amministrazione comunale chiarimenti sulla qualità del servizio offerto CASERTA - Lo scorso 8 ottobre, un genitore arrabbiato di un bambino che frequenta la scuola materna del quartiere Puccianiello ci aveva scritto una lettera nella quale lamentava il fatto, che era stata sospesa, da parte della ditta che gestisce il servizio mensa, la distribuzione delle bottiglie di acqua naturale ai bambini del plesso. Mediante un manifestino il Comune informò i cittadini che dal 21 ottobre del corrente anno presso le scuole materne del comprensorio sarebbero state distribuite delle caraffe sigillate così compre prevede il capitolato speciale d'appalto e del DM 25 luglio 2011. I genitori dei bambini furono costretti, assieme agli insegnanti, all'improvviso, a comprare confezioni d'acqua naturale per dissetare la sete degli alunni delle scuole materne. Di fronte a tale situazione che ha sollevato un polverone di polemiche sul servizio mensa e sull'attuazione del capitolato speciale, il consigliere di opposizione Luigi Cobianchi ha deciso di presentare al sindaco Pio Del Gaudio una corposa e meticolosa interrogazione consiliare che pubblichiamo in calce al nostro articolo. In poco più di 9 pagine il consigliere di Fli sintetizza criticità e criteri di un appalto e di un affidamento che ora sarà sicuramente oggetto di un lungo ed ampio dibattito nel venturo civico consesso. Max Ive QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL?INTERROGAZIONE   Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Comunale della Città Capoluogo di Caserta INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN AULA DEL “REGOLAMENTO DELLE ATTIVITÀ CONSILIARI” FORNITURA DI ACQUA POTABILE E DI ALIMENTI PER IL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA EX ART. 28, COMMI 2 E 3 Il sottoscritto Luigi Cobianchi, nella qualità di Capogruppo Consiliare di “FLI – Futuro e PREMESSO CHE - con Deliberazione di Consiglio Comunale n°77 del 16/11/2006 veniva approvato il “Regolamento per l’Erogazione del Servizio di Refezione Scolastica” della Città di Caserta (di - successivamente, il Dirigente Responsabile del Settore “Cultura – Politiche Sociali” dell’“Area Generale di Coordinamento Tecnico e Contabile” dell’Amministrazione Comunale avviava apposita “Procedura Aperta per l’Affidamento del Servizio di Ristorazione Scolastica a Ridotto Impatto Ambientale” (CIG: 4330273E4F) per il “Periodo 1.9.2012/30.06.2015” sulla base di un “Capitolato Tecnico-Amministrativo (C.T.A.)” (di seguito detto semplicemente “Capitolato”) - consistente di trentaquattro articoli - in cui si stabilisce (cfr. art. 4, comma 1) che l’appalto decorre dall’anno scolastico 2012/13 e termina il 30/06/2017; - il servizio interessa i seguenti plessi scolastici: I Circolo Didattico “De Amicis” (corso Giannone - 2 turni Scuola d’Infanzia, 2 giorni a settimana Scuola Primaria); II Circolo Didattico “L. Radice” (via Roma (3 turni), via Barducci (2 turni)), III Circolo Didattico (via Benevento, via Kennedy); IV Circolo Didattico “Lorenzini” (viale Cappiello, piazza Cavour, via Ruggiero, Casola, Casolla (2 plessi) Sommana, rione Vanvitelli); Scuola Materna Comunale (viale Beneduce); V Circolo Didattico (via Cilea, via Rossini, Cerasola - parco Habitat, Parco Aranci, S. Barbara, S. Clemente); Istituto Comprensivo “Collecini” (Sala, S. Leucio (2 plessi) Vaccheria, Puccianiello, Ercole); Istituto Comprensivo “Ruggiero” (S. Benedetto); Scuola Secondaria di I Grado “D. Alighieri” (viale Medaglie d’Oro, 2 volte a settimana); Scuola Secondaria di I Grado “L. da Vinci” (via Ruggiero, 2 volte a settimana), per un totale di circa millecinquecento pasti/ Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale die, in funzione delle presenze scolastiche, da erogarsi in favore degli alunni, degli insegnanti e del personale ausiliario aventi diritto al pasto (cfr. art. 1, comma 1, ed art. 3, commi 3, 4 e 5del Capitolato); - aggiudicataria del servizio per il periodo dianzi indicato è risultata “SAGIFI” S.p.A., con CONSIDERATO CHE - l’art. 10 del Capitolato, in recepimento delle disposizioni contenute nel paragrafo 5.3 (“Specifiche tecniche di base”) del Decreto 25 Luglio 2011 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 21 Settembre 2011, n°220), prescrive: “1. L’aggiudicatario, nell’esecuzione del presente appalto, DOVRÀ ATTENERSI alle seguenti specifiche tecniche: a1 Frutta, verdure e ortaggi, legumi, cereali, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farina, patate, polenta, pomodori e prodotti trasformati, formaggio, latte UHT, yogurt, uova, olio extravergine - per almeno il 40% espresso in percentuale di peso sul totale, da produzione biologica in accordo con i regolamenti (CE) 834/2007/CE e relativi regolamenti attuativi, - per almeno il 20% espresso in percentuale di peso sul totale, da “sistemi di produzione integrata” (con riferimento alla norma UNI 11233:2009), da prodotti IGP DOP e STG - come riportato nell’Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite (Regolamento CE N. 1898/2006 della Commissione del 14 dicembre 2006 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari e Regolamento (CE) n. 509/2006) e da prodotti tipici e tradizionali, compresi negli elenchi nazionali, regionali e provinciali previsti dagli articoli 2 e 3 del Decreto del Ministro per le Politiche Agricole 8 settembre 1999, n. 350. Per quanto riguarda le uova, la quota non proveniente da allevamenti biologici, deve provenire da allevamenti all’aperto di cui al codice 1 del Regolamento 589/2008 della Commissione Europea in applicazione del Regolamento 1234/ 2007 relativo alla commercializzazione ed etichettatura delle uova. I prodotti ortofrutticoli devono essere stagionali, rispettando i “calendari di stagionalità” definiti da ogni singola stazione appaltante. Per prodotti di stagione si intendono i prodotti coltivati in pieno campo. - per almeno il 15% in peso sul totale, da produzione biologica in accordo con i Regolamenti (CE) - per almeno il 25% in peso sul totale, da prodotti IGP e DOP - come riportato nell’Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette (Regolamento CE N. 1898/2006 della Commissione del 14 dicembre 2006 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari) - e da prodotti tipici e tradizionali, compresi negli elenchi nazionali, regionali e provinciali previsti dagli articoli 2 e 3 del Decreto del Ministro per le - per almeno il 20%, espresso in percentuale di peso sul totale, da acquacoltura biologica, in accordo con i Regolamenti (CE) n. 834/07 e relativi regolamenti attuativi (tra i quali il Regolamento 710/2009 che riguarda l'introduzione di modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell'acquacoltura biologica) o pesca sostenibile (rispettando i criteri della certificazione MSC - Marine Stewardship Council od equivalenti). Il pesce somministrato nelle mense, in ogni caso, se surgelato, non deve essere ottenuto da prodotti a4 Sono fatte salve le disposizioni legislative vigenti, che stabiliscono criteri più restrittivi di quelli a5 Tutti i prodotti da produzione integrata devono provenire da fornitori che operano obbligatoriamente all’interno del regime di controllo e certificazione previsto dalla norma UNI a6 Tutti i prodotti DOP IGP e STG devono provenire da fornitori che operano obbligatoriamente all’interno del regime di controllo e certificazione previsto dai regolamenti (CE) N.510/2006, (CE) N. 1898/2006 e (CE) N. 509/2006, con successive modificazioni e devono, quindi, essere assoggettati a uno degli Organismi di controllo e certificazione riconosciuti dal Ministero delle a7 Tutti i prodotti da produzione agroalimentare tradizionale devono provenire da fornitori di prodotti iscritti nell’Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali istituito presso il Ministero per le politiche agricole previsti dagli articoli 2 e 3 del Decreto del Ministro per le a8 Per Fornitore si intende ogni Azienda che consegna direttamente o tramite vettore il prodotto alimentare nei centri refezionali, la cui ragione sociale è presente nel documento di trasporto che a9 I prodotti devono essere certificati da organismi di certificazione conformi ai sensi dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 882/2004 ed alla norma europea EN 45011 o alla guida ISO/CEI 65 (Requisiti generali relativi agli organismi che gestiscono sistemi di certificazione dei prodotti) e - l’art. 2 del Capitolato, rubricato: “Attività costituenti il Servizio”, precisa, al comma 1, che: “Le attività costituenti il servizio di refezione consistono: … omissis… c) ACQUA FILTRATA DA ACQUEDOTTO COMUNALE. OVE PARTICOLARI SITUAZIONI DI EMERGENZA NON CONSENTISSERO L’UTILIZZO DI ACQUA EROGATA DALL’ACQUEDOTTO COMUNALE, L’AGGIUDICATARIO È TENUTO A FORNIRE ACQUA MINERALE NATURALE IN CONFEZIONE PET da 50 cl senza ulteriori oneri per l’Amministrazione”; Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale - con propria nota prot. n° 3413/GS-CE dell’08/11/2013 (v. all. 1) la SAGIFI S.P.A. comunica che: “… omissis… la preparazione del pasto che costituisce il MENU’ – TABELLE DIETETICHE del Servizio di Refezione scolastica anno2013/2014, sviluppato dalla ASL CASERTA deve osservare il punto 5.3. SPECIFICHE TECNICHE DI BASE del D.M. 25.07.2011. - Pertanto al punto 5.3.1 Produzione degli alimenti e delle bevande del precitato D.M. prevede espressamente l’utilizzo di acqua e bevande sfuse: distribuzione di acqua di rete, pertanto come previsto dal C.S.A. e quanto da noi dichiarato in sede di gara, si procederà a decorrere da LUNEDI 11 NOVEMBRE a fornire il servizio di Caraffe in policarbonato con coperchio tutt’uno al pasto presso le scuole, dove ns personale A.S.M. procederà al riempimento con acqua - a dispetto di quanto affermato da SAGIFI S.p.A., il richiamato Decreto Ministeriale 25 Luglio 2011 non contiene alcun divieto assoluto di utilizzo di acqua microfiltrata o di acqua minerale confezionata. Si legge, invero, nel paragrafo 5.3.1., che disciplina la materia, rubricato: “Produzione degli alimenti e delle bevande”: “Non dovrà essere previsto l’utilizzo di acqua e bevande confezionate se non PER SPECIFICHE E DOCUMENTATE ESIGENZE TECNICHE (LOGISTICHE E IGIENICO-SANITARIE).Dovrà pertanto essere individuata la soluzione più idonea in base all'utenza e al contesto, prevedendo l’utilizzo di acqua e bevande sfuse: distribuzione di acqua di rete, distribuzione di acqua microfiltrata e bevande alla spina naturali e La ditta che effettua il servizio di microfiltrazione e distribuzione delle bevande si deve attenere al rispetto di procedure certificate e della normativa vigente in materia e dovrà utilizzare attrezzature che rispondano agli standard di efficienza energetica previsti nel presente documento. Dovrà inoltre dichiarare in sede di gara la soluzione che si impegna ad adottare per evitare i - ciò in disparte, la determinazione assunta da SAGIFI S.p.A. appare in stridente contrasto rispetto alle prescrizioni, testé richiamate, contenute nel Capitolato, all’art.2, comma 1, lettera c) che prevede esclusivamente due alternative per quanto attiene alla fornitura di acqua potabile, nell’ambito del servizio di refezione scolastica della Città di Caserta: acqua microfiltrata; oppure minerale, confezionata all’origine in bottiglie di PET, da cl 50 cadauna, non attribuendo all’aggiudicatario alcuna discrezionalità nella scelta tra le due soluzioni prospettate; - alla luce di quanto sopra, i comportamenti messi in essere da SAGIFI S.p.A. configurano una modificazione unilaterale, arbitraria dei termini contrattuali che, a tenore dell’art. 27 del Capitolato, importa la risoluzione del contratto in essere; - la situazione igienico-sanitaria che investe l’intera Provincia di Caserta - ed, in particolare, il Capoluogo - determinata dai ben noti sversamenti abusivi, diffusi di rifiuti, anche pericolosi, tossici e radioattivi, comporta un concreto rischio di compromissione delle falde acquifere, da una parte; le analisi delle matrici ambientali, sono tutt’ora in corso, dall’altra, si impone, nelle more, l’adozione di ogni precauzione volta a salvaguardare soprattutto i bambini, gli adolescenti, le donne in gravidanza dagli effetti cancerogeni e teratogeni di alcune sostanze, contenute in alimenti prodotti in aree inquinate ed in bevande contaminate; Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale - il Decreto Legislativo 2 Febbraio 2001, n°31, recante: “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” (pubblicato nella pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 3 Marzo 2001, n° 52 - Supplemento Ordinario n. 41), dopo aver riaffermato, all’art. 4 (“Obblighi generali”), che: “1. Le acque destinate al consumo umano devono 2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano: a) non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; b) fatto salvo quanto previsto dagli articoli 13 e 16, devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A e B dell’allegato I; c) devono essere conformi a quanto previsto nei provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 14, comma 1. 3. L’applicazione delle disposizioni del presente decreto non può avere l’effetto di consentire un deterioramento del livello esistente della qualità delle acque destinate al consumo umano tale da avere ripercussioni sulla tutela della salute umana, né l'aumento dell’inquinamento delle acque destinate alla produzione di acqua potabile.”, precisa, al successivo art. 5 (“Punti di rispetto della conformità”), che: “1. I valori di parametro fissati nell’allegato I devono essere rispettati nei seguenti punti: a) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano; b) per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui fuoriescono dalla cisterna; c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori; d) per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto in cui sono utilizzate 2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, lettera a), il gestore si considera aver adempiuto agli obblighi di cui al presente decreto quando i valori di parametro fissati nell'allegato I sono rispettati nel punto di consegna, indicato all'articolo 2, comma 1, lettera b). Per gli edifici e le strutture in cui l’acqua è fornita al pubblico, il titolare ed il gestore dell’edificio o della struttura devono assicurare che i valori di parametro fissati nell’allegato 1, rispettati nel punto di consegna, siano mantenuti nel 3. Qualora sussista il rischio che le acque di cui al comma 1, lettera a), pur essendo nel punto di consegna rispondenti ai valori di parametro fissati nell'allegato 1, non siano conformi a tali valori al rubinetto, le aziende unità sanitarie locali, anche in collaborazione l'autorità d'ambito e con il gestore, dispongono che: a) siano prese misure appropriate per eliminare il rischio che le acque non rispettino i valori di parametro dopo la fornitura; b) i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti e sui comportamenti da adottare.”, disponendo dettagliati controlli che, nel caso che ci occupa, sarebbero tutti a carico di SAGIFI S.p.A., qualora intendesse procedere nel confezionamento “artigianale” di acqua della rete in caraffe. Recita, invero, l’art. 6 (“Controlli”): “1. I controlli interni ed esterni di cui agli articoli 7 e 8 intesi a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino, nei punti indicati nell’articolo 5, comma 1, i requisiti del presente decreto, devono essere effettuati: a) ai punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee da destinare al consumo umano; b) agli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione; c) alle reti di distribuzione; d) agli Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale impianti di confezionamento di acqua in bottiglia o in contenitori; e) sulle acque confezionate; f) sulle acque utilizzate nelle imprese alimentari; g) sulle acque fornite mediante cisterna, fissa o 2. Per le acque destinate al consumo umano fornite mediante cisterna i controlli di cui al comma 1 devono essere estesi anche all'idoneità del mezzo di trasporto. 3. Nei casi in cui la disinfezione rientra nel processo di preparazione o di distribuzione delle acque destinate al consumo umano, i controlli di cui al comma 1 verificano l’efficacia della disinfezione e accertano che la contaminazione da presenza di sottoprodotti di disinfezione sia mantenuta al livello più basso possibile senza compromettere la disinfezione stessa. 4. In sede di controllo debbono essere utilizzate, per le analisi dei parametri dell’allegato I, le 5. I laboratori di analisi di cui agli articoli 7 e 8 devono seguire procedure di controllo analitico della qualità sottoposte periodicamente al controllo del Ministero della Sanità, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità. Il controllo è svolto nell'ambito degli ordinari stanziamenti di - il Decreto Legislativo 23 Giugno 2003, n°181, recante: “Attuazione della direttiva 2000/13/CE concernente l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità.” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 21 Luglio 2003, n°167) dispone all’art. 13 (“Prodotti sfusi”), comma 5: “Le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, somministrate nelle collettività ed in altri esercizi pubblici, devono riportare, ove trattate, la specifica denominazione di vendita "acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata" se è stata addizionata di anidride carbonica.”; - sempre con riferimento all’eventuale confezionamento in loco di acqua della rete in caraffe fornite dalla SAGIFI S.p.A., la stessa ditta dovrebbe, a prescindere da ogni altra considerazione, garantire il pieno rispetto delle prescrizioni di cui nel Cap. X (“Requisiti applicabili al confezionamento e all’imballaggio di prodotti alimentari”) del Regolamento CE 29 Aprile 2004, n°852: “1. I materiali di cui sono composti il confezionamento e l’imballaggio non devono costituire una fonte 2. I materiali di confezionamento devono essere immagazzinati in modo tale da non essere esposti 3. Le operazioni di confezionamento e di imballaggio devono essere effettuate in modo da evitare la contaminazione dei prodotti. Ove opportuno, in particolare in caso di utilizzo di scatole metalliche e di vasi in vetro, è necessario garantire l'integrità del recipiente e la sua pulizia. 4. I confezionamenti e gli imballaggi riutilizzati per i prodotti alimentari devono essere facili da - relativamente alla microfiltrazione dell’acqua di rete, il Ministero della Salute ha fatto pervenire agli Assessorati alla Sanità di Regioni e delle Province Autonome una nota con la quale sottolinea come l’attività relativa alla distribuzione al pubblico di acque destinate al consumo umano, sottoposte a processi di trattamento si configura come “somministrazione di bevande” e, pertanto, i relativi gestori assumono la veste di “operatori del settore alimentare” e sono sottoposti Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale al rispetto della disciplina vigente ed, in particolare, agli obblighi di cui al Regolamento CE 852/ 2004, come sancito nell’Accordo Stato Regioni del 29 aprile 2010 (“Linee Guida applicative al Reg. CE - in particolare, a tenore delle disposizioni contenute nel punto “2” delle Linee Guida testé richiamate, “Tutte le attività di produzione, trasformazione, trasporto, magazzinaggio, somministrazione [ivi compresa quella di bevande, tra cui l’acqua microfiltrata] e vendita sono soggette a procedura di registrazione, qualora non sia previsto il riconoscimento ai sensi del Regolamento Ogni operatore del settore alimentare deve quindi notificare all’autorità competente, al fine della sua registrazione, ogni stabilimento posto sotto il suo controllo, laddove per stabilimento si intende ogni unità di un’«impresa alimentare» a sua volta definita come “ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti” (art. 3 del Reg. 178/2002).”; - le medesime Linee Guida precisano che: “In considerazione delle procedure attualmente vigenti in materia di procedimenti amministrativi stabiliti dalla legge 241/90 e seguenti, si individua la procedura di Denuncia di Inizio Attività (di seguito denominata D.I.A.) come quella da applicarsi ai fini della registrazione delle attività alimentari.”; - dalla documentazione in possesso all’Ente non si evince che SAGIFI S.p.A. abbia provveduto ad ottemperare alle prescrizioni appena enunciate, provvedendo a presentare una D.I.A. volta all’ottenimento della “registrazione” di cui al Regolamento CE 852/2004 per la “somministrazione di bevande” con riferimento alla trasformazione dell’acqua di rete in acqua microfiltrata, prodotta presso i propri stabilimenti, ovvero all’interno di ciascun plesso - diversi studi scientifici, condotti nell’ultimo decennio, hanno evidenziato non poche criticità connesse al processo di microfiltrazione dell’acqua di rete, che, peraltro non assicura un efficace abbattimento dei metalli pesanti eventualmente presenti, né di altri inquinanti, ivi compresi i pesticidi, presenti nell’acqua di fonte. Le analisi effettuate hanno dimostrato come in molti casi le caratteristiche dell’acqua sottoposta a microfiltrazione risultino peggiorate, innanzitutto sul piano dell’igiene, con significativo aumento di miceti e della carica batterica patogena, anche ad elevato rischio per l’uomo (v. Pseudomonas aeruginosa ), e produzione di micotossine soprattutto allorquando i filtri non sono sottoposti ad un’adeguata manutenzione, nel rispetto della normativa vigente. Semplicemente allarmanti appaiono i dati al riguardo evincibili da uno studio condotto presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Veterinarie per la Sicurezza Alimentare dell’Università degli Studi di Milano (MARZANO M.A., BALZARETTI C.M.. Preliminary investigation on the bacteriological quality of microfiltered drinking water dispensers in catering establishments. Italian Journal of Food Safety, vol. 1 N. 1).Scrivono gli Autori: “Il trattamento microfiltrante è effettuato immediatamente prima che l’acqua sia erogata. In commercio esistono molteplici sistemi di filtrazione, i più comuni sono costituiti da carbone attivo in polvere piuttosto che in scaglie o estruso, che esercita una filtrazione fisica: l’acqua entra all’interno del sistema filtrante con un moto turbolento cosi che la massa filtrante viene fatta fluttuare insieme all’acqua. Prima Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale dell’uscita, l’acqua viene separata dal materiale filtrante mediante una membrana a soffietto in fibre di polietilene calandrate a caldo con una capacita filtrante inferiore a 0,5 ?m. Sovente i filtri semplici a carbone attivo sono arricchiti con sostanze ad azione battericida/batteriostatica come ioni argento, oppure sono associati a lampade UV. Tuttavia queste attrezzature possono essere responsabili di problemi in materia di igiene e salute pubblica qualora la manutenzione ordinaria e straordinaria si rivelino inadeguate oppure a causa di un decremento dell’uso, con lunghi periodi di inutilizzo. E’ ben risaputo che, nei dispositivi in cui il flusso dell’acqua è rallentato in una rete di tubi, i batteri possono formare biofilm multispecie adesi all’interno delle tubature. … omissis… L’acqua microfiltrata analizzata in questo studio e risultata essere inappropriata per il consumo umano ai sensi della normativa vigente, nella misura dell’87.5% dei campioni di acqua temperatura ambiente e dell’80% di quelli a temperatura refrigerata. Queste percentuali sono state calcolate considerando tutti i campioni con almeno un parametro microbiologico eccedente i limiti di legge. … omissis… I nostri risultati confermano l’ipotesi che la stagnazione dell’acqua seppur trattata all’origine, quale è l’acqua di rete, all’interno dei sistemi di microfiltrazione, può causare l’aumento dei livelli batterici. … omissis… I RISULTATI OTTENUTI RICHIEDONO LA MASSIMA ATTENZIONE DA PARTE DI TUTTI GLI OPERATORI DEL SETTORE ALIMENTARE E DI TUTTI GLI ORGANISMI DI VIGILANZA. Lo studio e la messa in atto di procedure sanificanti più efficaci e più frequenti a carico di queste apparecchiature filtranti è di peculiare importanza non solo per ridurre il rischio microbiologico associato al consumo di questa tipologia idrica nei luoghi pubblici, quali le strutture della ristorazione oggetto di questo studio, ma anche per tutelare i luoghi più vulnerabili dal punto di vista della salute umana, come i luoghi privati, i quali non sono protetti dalla vigilanza permanente - la microfiltrazione, inoltre, atteso che - come detto - nella generalità dei casi avviene esclusivamente per via fisica, altera la composizione biochimica dell’acqua di rete depauperandola, in maniera non selettiva, di preziosi sali minerali, fondamentali per il corretto sviluppo dell’apparato scheletrico di bambini ed adolescenti nell’età dello sviluppo, mentre si dimostra - infine, il Capitolato, inspiegabilmente, tra le summenzionate prescrizioni contenute nell’art. 10, in recepimento delle disposizioni contenute nel paragrafo 5.3 (“Specifiche tecniche di base”) del Decreto 25 Luglio 2011 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 21 Settembre 2011, n°220), non contiene quella per la quale: “Tutti i prodotti biologici devono provenire da fornitori che operano obbligatoriamente all'interno del regime di controllo e certificazione previsto dai regolamenti (Ce) n.834/2007 e (Ce) n. 889/2008 della Commissione e devono, quindi, essere assoggettati a uno degli Organismi di controllo e certificazione riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole e Città Capoluogo di CASERTA Medaglia d’Oro al Merito Civile Consiglio Comunale RITENUTO CHE - la situazione igienico-sanitaria, sopra descritta, in cui versa la Città di Caserta, unitamente alle criticità del sistema di microfiltrazione dell’acqua di rete imponga l’utilizzo esclusivo per la refezione scolastica di acqua minerale preconfezionata, sigillata; - la lacuna testé esposta nel Capitolato, relativa alle caratteristiche che devono assistere i prodotti “biologici” somministrati nelle mense, debba essere immediatamente colmata, per - l’Ente, per offrire le massime garanzie all’utenza del servizio di refezione scolastica, debba effettuare, a cadenza almeno mensile, controlli a campione, a tenore dell’articolo 10, comma 2 del Regolamento, in ossequio al quale: “In qualsiasi momento il comune può svolgere verifiche sulla qualità e l’efficacia del servizio reso, sia autonomamente che su segnalazione dell’utenza o dei competenti organi scolastici, anche mediante affidamento di specifico incarico ad un INTERROGA il Signor Sindaco e l’Assessore al ramo, ex art. 28, commi 2 e 3, del “Regolamento delle Attività Consiliari”, domandando Loro formalmente, in virtù dei poteri di sindacato ispettivo conferiti dalla Legge ai Consiglieri Comunali in carica, di rispondere oralmente in Aula “nel primo Consiglio comunale utile” (cfr. art. 28, comma 3 del “Regolamento delle Attività Consiliari”), sentito il Dirigente competente, secondo le precipue attribuzioni di Legge ai seguenti quesiti: 1) se il Sindaco, anche in qualità di Primo Ufficiale Sanitario della Città di Caserta intenda – o meno – imporre alla SAGIFI S.p.A., a tenore dell’art. 2 del Capitolato la somministrazione di 2) se - e con quale cadenza - intendano effettuare controlli sugli alimenti somministrati nella refezione scolastica, volti a verificare in particolare il pedissequo rispetto del disposto 3) se all’Ente è stato fornito da parte di SAGIFI S.p.A. un elenco dettagliato dei fornitori delle materie prime di base per la preparazione degli alimenti oltre che di quelli di prodotti alimentari (pasta, biscotti, bevande, ecc.) utilizzati nel servizio di refezione in parola; ciò sia la fine di verificare che gli stessi siano in possesso dei requisiti di Legge; sia la sussistenza del sinallagma 4) se - ed in che tempi - l’Amministrazione intenda colmare la lacuna nel Capitolato Con osservanza