Cronaca Bianca

Spiagge "in vendita", lettera aperta del SIB ai senatori e alle associazioni di categoria

Domani, venerdì, il Parlamento discute del decreto Baretta Cari amici, così come deciso all’unanimità nell’ultima Giunta, abbiamo preparato e distribuito insieme agli altri


Domani, venerdì, il Parlamento discute del decreto Baretta Cari amici, così come deciso all’unanimità nell’ultima Giunta, abbiamo preparato e distribuito insieme agli altri sindacati una lettera aperta con la quale mettiamo in chiaro la vera natura del progetto Baretta e di tutte le altre iniziative da raggiungere sul piano legislativo che si rendono indispensabili per garantire un domani alle imprese balneari italiane. Il documento verrà pubblicato domani dal Sole24Ore ma è già stato inviato agli altri giornali tanto che è stato riassunto nel comunicato ansa che segue. E’ stata inoltre rimesso via mail a  tutti i Senatori anche in funzione del fatto che proprio nella giornata di domani potrebbe essere votata in Aula la legge di stabilità e, dunque, l’opportunità di tentare di convincere anche i deputati incerti o titubanti ad appoggiare l’eventuale proposta del Governo sulle concessioni, sui canoni pertinenziali e sulla Tari. Nei prossimi giorni e, cioè, quando l’approvazione della legge di stabilità arriverà in seconda lettura alla Camera, sarà nostra cura svolgere la stessa  procedura nei confronti di tutti i Deputati. Vi preghiamo di fare la stessa cosa con i Senatori che hanno il collegio nella Vostra regione così che lo sforzo di tutti noi possa assicurare quel numero di voti che si renderà assolutamente necessario per appoggiare e trasformare in legge gli eventuali emendamenti presentati dal Governo sulla sdemanializzazione delle aree servizi, la moratoria sui canoni pertinenziali e le opportune modifiche che si renderanno necessarie per sottrarre le aree scoperte degli stabilimenti dall’assoggettamento ala Tari. Cordiali saluti.                  IL PRESIDENTE Riccardo Borgo   Qui sotto la notizia relativa al dibattito sulla vendita delle superfici demaniali e delle spiagge   Negli emendamenti alla legge di stabilita' "incriminati", "nessuno propone la vendita di tratti di spiaggia" ma esclusivamente "delle superfici occupate da strutture destinate a fornire i servizi balneari e quelli accessori e che ormai spiaggia non sono piu'"; nessuno legittima neanche la sanatoria di eventuali abusi "perche' l'alienazione riguarderebbe le superfici coperte realizzate dietro debita autorizzazione e sulle quali non siano stati realizzati abusi edilizi"; ne' si vuole "la selvaggia cementificazione: le leggi lo impediscono e, se i litorali italiani sono stati preservati dall'edilizia selvaggia, e' anche grazie a chi ha salvaguardato le coste perche' la loro integrita' rappresentava il bene piu' importante della propria azienda". Ad esporre le proprie ragioni sono gli imprenditori balneari, in una lettera aperta firmata da tutte le sigle sindacali. I balneari si dicono "pronti a rivedere i meccanismi di calcolo dei canoni per renderli piu' equi". Ne' si chiedono, spiegano, prezzi di favore, "perché l'alienazione dovra' avvenire sulla base delle valutazioni correnti di mercato". "Abbiamo, invece, assistito sulla nostra pelle -scrivono i balneari- a una colossale mistificazione di queste proposte e a una palese strumentalizzazione degli importi dei canoni demaniali con l'esito calunnioso di criminalizzare la categoria. In questa sede ribadiamo la nostra disponibilita', espressa da lungo tempo e in ogni sede, a rivedere i meccanismi di calcolo dei canoni per renderli piu' equi e precisiamo che il canone demaniale costituisce solo una parte del trattamento fiscale complessivo riservato alle nostre imprese che, tra l'altro, comprende: l'Iva al 22% invece che al 10% come per tutte le altre imprese turistiche; l'Imu che siamo gli unici a dover pagare anche se affittuari e non proprietari; la Tares che viene calcolata sull'intera superficie oggetto di concessione (fino alla battigia!)". "Altro che potente lobby di privilegiati: conferiamo allo Stato cio' che ci viene chiesto e non si tratta di cespiti irrilevanti per attivita' prettamente stagionali", concludono i 30.000 stabilimenti balneari nei quali lavorano 100.000 addetti diretti. CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA AI SENATORI