Cronaca Nera

LA NOTA - Asl, camorra, politica e appalti: E' possibile che Raffaele Crisci abbia fatto tutto da solo, quando ha liquidato gli 850mila euro a Grillo? Tari, Balivo, Menduni non sapevano nulla?

I dubbi che tante volte Casertace ha sollevato, si consolidano alla luce di quello che abbiamo letto nell'ordinanza dei 13 arresti e nel verbale di interrogatorio di Gasparin C


I dubbi che tante volte Casertace ha sollevato, si consolidano alla luce di quello che abbiamo letto nell'ordinanza dei 13 arresti e nel verbale di interrogatorio di Gasparin CASERTA - L'ordinanza dei 13 arresti, i suoi contenuti, le argomentazioni poste dal Gip Iaselli a giustificazione dei suoi provvedimenti cautelari, ma soprattutto quello che emerge dall'interrogatorio di Giuseppe Gasparin, il quale, tra le altre cose dà l'impressione di conoscere di più di quanto non abbia già dichiarato ai Pm della Dda, riaprono a nostro avviso, un problema che da anni abbiamo messo sul tappeto di quelli più gravemente collegati alla questione morale nell'ambito dei servizi qualificati erogati negli uffici della pubblica amministrazione casertana, a partire da quelli dell'Asl. Un po' per scherzo, un po' seriamente, noi di Casertace li abbiamo sempre definiti mandarini, accostandoli alla potentissima casta dei dipendenti delle grandi dinastie imperiali della Cina antica. L'ordinanza e l'interrogatorio di uno di questi mandarini conferma pienamente quella nostra scelta di caratterizzazione. Al momento non ci sono altri indagati, ma è chiaro che ciò che dichiara e ciò che potrebbe dichiarare Gasparin è in grado di aprire una prateria sconfinata davanti ai magistrati inquirenti. Una domanda, per dirla alla Lubrano sorge spontanea. Ma Raffaele Crisci, l'uomo che ha liquidato, alla fine quello che il presunto camorrista Grillo e i suoi figli volevano che gli fosse liquidato ha prodotto un atto monocratico e confinato esclusivamente nella sfera delle competenze del provveditorato dell'Asl. E' mai possibile che un solo uomo possa decidere individualmente che in un solo secondo dalle casse dell'azienda debba uscire fuori una cifra superiore al miliardo e mezzo delle vecchie lire, per di più dentro ad una procedura che se si avvaleva di decreti ingiuntivi provenienti dal tribunale di Roma e dobbiamo capire perchè da Roma, è anche vero che era stata oggetto di un contenzioso durissimo, dentro al quale Gasparin si era avvalso per contestare l'importo del credito vantato da Grillo di una commissione di esperti. Insomma, Crisci ha deciso da solo o ha deciso insieme ad altri dirigenti? Ad esempio, il signor Michele Tari, da titolare della delega ai controlli sui tetti di spesa non era a conoscenza dell'esborso mostruoso che Crisci stava autorizzando? E il signor Balivo, dirigente al settore economico finanziario, era completamente disinformato sull'operazione? E Menduni, se è vero che questa liquidazione affondava le sue radici in una vicenda a cui il direttore generale attuale era completamente estraneo, è anche vero che un direttore generale appena assennato è dotato di conoscenza e contezza quando un suo delegato sta per fornire il lasciapassare ad una operazione tanto onerosa. Se prima, se al tempo in cui scrivemmo l'articolo che forse ha scatenato questa vicenda, nutrivamo dubbi sul fatto che la determina di Crisci non fosse solo ed esclusivamente Farina del suo sacco, questi dubbi si sono accresciuti dopo aver letto l'ordinanza e il contenuto dell'interrogatorio di Giuseppe Gasparin. Gianluigi Guarino