Cronaca Nera

CASERTA - Dodici vigili urbani alla sbarra per il presunto pestaggio di alcuni immigrati. Il Centro Sociale Ex Canapificio e Nero e Non Solo diventano parti civili

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere così ha deciso.   CASERTA - Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (collegio presieduto da Maria Francica) ha ammesso la cos


Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere così ha deciso.   CASERTA - Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (collegio presieduto da Maria Francica) ha ammesso la costituzione come parti civili delle associazioni "Centro sociale Ex Canapificio" e "Nero e Non Solo" (difesi dagli avvocati Francesco Vicino e Antonio Garofalo) nel processo a carico di 12 vigili urbani del Comando di CASERTA per i reati di sequestro di persona e abuso d'ufficio. Tra gli imputati anche l'ex comandante della Polizia Municipale del capoluogo Francesco Delvino, attualmente funzionario del Comune di CASERTA. I fatti oggetto del dibattimento avvennero nell'aprile 2006, quando i caschi bianchi effettuarono una retata presso le abitazioni di alcuni immigrati senegalesi nel corso della quale, sostiene la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sarebbero avvenute violenze e irregolarita' non giustificabili nei confronti degli extracomunitari. L'operazione fu definita dai centri sociali e dalle associazioni di volontariato una vero e proprio "rastrellamento", e sollevo' molte polemiche fino alle scuse reciproche tra il primo console dell'Ambasciata senegalese, l'allora prefetto Maria Elena Stasi e i rappresentanti delle istituzioni locali. L'obiettivo del blitz era di individuare un venditore ambulante senegalese il quale, per sottrarsi ad un controllo, aveva tentato qualche giorno prima di investire con la propria vettura un ufficiale dei vigili casertani, rimasto leggermente ferito. Subito dopo l'operazione i senegalesi, tutti venditori ambulanti, accusarono i caschi bianchi di averli prelevati di forza dalle loro abitazioni, messe tra l'altro a soqquadro, e di averli condotti presso il comando e rinchiusi in piccole celle fino al mattino successivo. Il blitz si concluse con semplici verbali di identificazione e nessuna ipotesi di reato formulata. Nell'udienza di oggi e' stata anche sentita una delle vittime, che ha confermato che quando gli agenti della Municipale fecero irruzione a casa sua gli dissero che erano li' "perche' uno di voi ha picchiato un vigile urbano". Si tornera' in aula il 13 dicembre prossimo