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E la Picierno... furiosa per l'elezione della Capacchione abbanondò l'assemblea del Pd pensando di stare all'Onu. TUTTI I NOMI DEGLI ELETTI

Quando il neosegretario provinciale, Vitale, ha fatto il nome della senatrice per la guida della commissione di garanzia, Pi.Pi. si è ricordata, all'improvviso, di avere un treno


Quando il neosegretario provinciale, Vitale, ha fatto il nome della senatrice per la guida della commissione di garanzia, Pi.Pi. si è ricordata, all'improvviso, di avere un treno che alle 9 partiva per Roma CASERTA - Eppure il neo segretario provinciale del Pd, Raffaele Vitale, non assomiglia affatto all'ex presidente iraniano Ahmadinejad, e neanche ci pare che nel suo discorso di insediamento, tenuto ieri sera nell'Hotel Vanvitelli, abbia venato le sue affermazioni di tracce antisemite, ma nonostante questo, l'unica vera Pi.Pi. della politica casertana ha fatto esattamente quello che fecero, il 24 settembre del 2009, le delegazioni occidentali all'Onu, quando, al cospetto delle accuse del presidente iraniano, nella rituale sessione annuale delle Nazioni Unite, di fronte alla non smentita delle posizioni negazioniste rispetto all'olocausto, abbandonarono, sdegnosamente la grande sala assembleare. La Picierno non appenna Vitale ha pronunciato della Capacchione è stata percorsa da una scossa che si è arrestata proprio dentro ai cips della sua memoria  "Mannaggia, c'è il treno che mi parte per Roma". Si è alzata dalla sedia e se ne è andata, quasi che alla guida della commissione dei garanti, fosse stato nominata la nipote di Goering. Il fatto che quelle lenze, mica da poco che rispondono al nome di Stefano Graziano e Dario Abbate, avevano messo appunto e realizzato un disegno, valido e double face. Buono nell'idea di dotare il Pd di una dirigente di indubbio prestigio e moralità, e allo stesso tempo buona anche per le ragioni degli equilibri di potere all'interno del partito. Come si fa, infatti, a sostenere che la Capacchione è una presidente che rappresenta una delle due correnti del partito? Finanche Pi.Pi., che non ama la Capacchione da cui si sente oscurata dalla personalità, dalla storia della Capacchione dentro a un perimetro che, artificialmente e artificiosamente, la Picierno aveva scelto come suo luogo in cui esprimere il proprio esercizio testimoniale, pur possedendo rispetto ai temi della legalità, la cultura di un Bignamino di terza mano. Esaurita la descrizione del siparietto passiamo ai risultati: Commissione di garanzia: Rosaria Capacchione, presidente,  Peppe Bucci ( area Abbate), Tommaso Spinosa (area Graziano), Alfonso Ventrone (area Abbate-Graziano), Ernesto Pagano, Vincenzo Matarazzo, Felice Parisella di Aversa (area Caputo-Picierno-Marino) Giuseppe Scialla di Castel Volturno tesoriere del partito (area Graziano-Abbate) Commissione adesioni: Gianfranco Piccirillo (area Caputo-Picierno),presidente (Il segretario Vitale aveva proposto per questa carica proprio Pina Picierno, che però, per effetto dell'accordo con Caputo ha lasciato spazio a un uomo del consigliere regionale.  la Commissione adesione),  Carlo Maisto, Gino Parisini, Aneillo Riello (tutti e tre area Abbate-Graziano) e Maria Canzano Presidente del Pd, Enzo Cappello