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BASKET. PASTA REGGIA sconfitta ad Avellino. La partita dalla curva degli ospiti

76-70 il finale per la Scandone: non basta l'ennesima rimonta. Il derby visto dal settore ospite, dove c'era anche Nando Gentile. Domenica con Brindisi ci si gioca una fetta impor


76-70 il finale per la Scandone: non basta l'ennesima rimonta. Il derby visto dal settore ospite, dove c'era anche Nando Gentile. Domenica con Brindisi ci si gioca una fetta importante di campionato La Juve ha perso il derby in casa della Scandone Avellino per 76-70, con tanto rammarico per l’ennesima rimonta sfumata e per una serie di errori dalla linea del tiro libero che hanno inevitabilmente influenzato la partita. Sostanzialmente la sconfitta è meritata, però il lavoro da fare per tornare ad esprimersi ai massimi livelli non è immane ed il campionato è ancora lungo, adesso tocca a Molin e a tutto l’ambiente cercare di dare serenità ai giocatori, quella serenità che in certe fasi della partita è mancata ieri sera. Il pubblico casertano come ogni hanno ha occupato la curva Nord del Pala Del Mauro e si è fatta sentire dai propri giocatori e dagli avversari. All’arrivo dei gruppi organizzati da Caserta la polizia ha fatto buttare via tutti i tappi delle bottigline ai tifosi, spiegando, con un ragionamento logico e lineare, che per motivi di sicurezza una bottiglina col tappo è notevolmente più pericolosa di una senza tappo, in quanto, se lanciata, perde il suo contenuto e diventa più leggera. All’ ingresso della curva Nord c’era un tifoso d’eccezione: Nando Gentile. Dopo aver ingurgitato litri d’acqua e bevande varie (purtroppo qualcuno non lo ha fatto), i casertani entrano in un palazzetto non di certo pieno in ogni suo settore, ma comunque di fronte alla muraglia verde della curva Sud. Inizialmente c’è qualche dissidio tra i tifosi su chi dovesse chiamare i cori, ma la passione e l’euforia è tale che si trova subito un accordo. La partita inizia, dopo il minuto di silenzio in onore del campione olimpico scomparso Raimondo D'Inzeo. Lo speaker avellinese si incanta spesso sulla “s” finale annunciando i canestri del centro Will Thomas e la sirena di disturbo dei tifosi irpini (qualche considerazione a livello federale non andrebbe fatta sull’ uso di queste sirene assordanti che possono confondersi con quelle di campo?), ma le schiacciate di Moore fanno tornare il sorriso ai casertani. L’ improvviso exploit di Daniele Cavaliero, giocatore conosciuto come poco più che decente dalla gran parte dei supporters di “Terra di Lavoro”, fa pensare a molti che in realtà non fosse serata. Ogni tentativo di rimonta della Juve è accolto con grande entusiasmo dalla Nord, gli ospiti ci credono ma l’errore dalla lunetta di Moore (l’ultimo di una lunga serie di errori che ha coinvolto anche Mordente, Mmp casertano insieme a Michele Vitali) spegne ogni speranza di rimonta. Sul finale di partita un distinto signore in cappotto nero dalla tribuna alla sinistra della Nord invita con ampi gesti i tifosi ospiti ad andarsene, cosa accettata poco serenamente dagli stessi e purtroppo qualche “mitomane” in cerca dei suoi cinque minuti di gloria lancia una bottiglietta in campo. Un giornalista dal tavolo sotto le gradinate occupate dagli ospiti intrattiene “cordiali scambi verbali” con essi, mentre un altro tifoso ben pensante lancia un'altra bottiglina, questa volta all’ indirizzo di Iavazzi e Barbagallo, cosa che la dice lunga sulla competenza cestistica di questi personaggi. Alla fine grazie anche all’ intervento del tifo organizzato si risolve tutto e, dopo un po’ di attesa al freddo delle montagne irpine, tutti tornano a casa, con la delusione di aver buttato via una partita e con la consapevolezza che già domenica contro Brindisi ci si gioca un pezzo di campionato. Emanuele Terracciano