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ALLA SCOPERTA DEL PIANETA GIOVANI Sua "eccellenza" Michela Fonsmorti: "Roma e la Luiss sono una grande palestra, ma all'estero i miei coetanei, oltre a protestare, propongono e ottengono"

Nella seconda puntata della nostra rubrica incontriamo, via Skype, una giovanissima universitaria di Caserta, titolare di un percorso di studi inappuntabile. "Il mio futuro? Disoc


Nella seconda puntata della nostra rubrica incontriamo, via Skype, una giovanissima universitaria di Caserta, titolare di un percorso di studi inappuntabile. "Il mio futuro? Disoccupata. Ma mi piacerebbe fare l'avvocato in America, a Roma o a Firenze" La voglia di mettersi in gioco. Protagonista del secondo appuntamento della rubrica "Alla scoperta del Pianeta Giovani" è Michela Fonsmorti brillante studentessa di Giurisprudenza. Michela ha lasciato il liceo Diaz nel 2010 e, dopo aver conquistato le vette della classifica ai test anche della Bocconi, si è iscritta alla LUISS portando nella sua valigia un bel 100 e lode. Adesso è al quarto anno con un curriculum universitario di eccezione, le chiedo di parlarmi della sua esperienza, forse è possibile fare un bilancio. Ci colleghiamo con la web-cam e iniziamo la nostra chiacchierata. Sullo schermo appare il suo sorriso dolce, è in tuta “ Sono appena tornata dalla palestra” mi dice “Sono pronta!”. Oramai ha superato la metà del suo percorso  e le chiedo di parlarmi di questi anni trascorsi a Roma.  Attraverso la web-cam mi giunge il suo sguardo intenso che svela una natura razionale ed equilibrata. Conosco Michela da quando era in prima liceo, l’equilibrio è una sua dote come la naturale generosità. Metodo e razionalità segnano la sua bella intelligenza. Sorride e inizia a raccontarsi: "Un bilancio? Bè..sicuramente questi anni sono stati impegnativi, più dal punto di vista della mia crescita personale che per l’impegno nello studio. Mandare avanti una casa da sola, pensare alle bollette…insomma tutto quanto concerne una vita autonoma senza l’aiuto e la protezione della famiglia”. Racconta che il suo percorso universitario non è stato difficile, certo l’ottima formazione liceale ha determinato un approccio positivo allo studio. “Ho un ricordo bellissimo dei miei anni al Diaz dove ho avuto un’insegnante che per me è stata una guida, un riferimento, ma ora che ho vissuto la dimensione universitaria alla LUISS e le opportunità che offre una città come Roma dove si riesce a percepire la storia, si respira l’arte millenaria e si è immersi nella contemporaneità, rimpiango di non essermi impegnata in prima persona negli anni di liceo nella vita della scuola o anche della mia città. Nella mia maturazione oggi c’è questo, la voglia di partecipare, di fare qualcosa”. Michela mi racconta della sua esperienza all’estero con l’Erasmus e  di come sia stata determinante nella sua crescita confrontarsi con coetanei di tutta Europa. “Un’esperienza a tutto tondo, assolutamente non una vacanza come molti possono pensare. A Leven, in Belgio, oltre allo studio e agli esami, ho conosciuto ragazzi con i quali ho discusso di politica e ho potuto constatare che all’estero i giovani non si fanno scivolare le cose addosso, hanno un atteggiamento critico rispetto al sistema e riescono anche a formare dei gruppi di pressione che difficilmente possono essere ignorati dalle autorità. Questo è l’aspetto che più mi ha coinvolto, il nucleo della questione, che è anche la differenza tra la Michela del liceo e quella di oggi, è che sento di essere non proiettata ma immersa in una realtà, che sento il bisogno di confrontarmi, di verificare, di mettere alla prova il mio senso critico”. A tratti  la razionalità diventa entusiasmo, sono molti i sogni che animano gli occhi di Michela, le chiedo di dirmi come si vede a trent’anni. Mi fa un sorriso e mi dice “disoccupata” ma, subito dopo, all’ironia subentra la sua voglia di futuro “non penso di intraprendere la carriera in magistratura, come avvocato mi vedo meglio, casomai anche all’estero. C’è infatti la possibilità di fare un master per poter lavorare in America…ma non mi dispiacerebbe fare l’avvocato a Roma o anche a Firenze. Sono queste le due città che mi emozionano, la loro arte che racconta la loro storia…mah chissà!”. Riprende il suo sorriso, dopo un attimo di perplessità che nasconde il timore per le nuove sfide, per un futuro che veramente si prospetta difficile per i nostri ragazzi, e aggiunge: “Ma penso a me anche con  una famiglia, con una mia famiglia, a dei figli…ho avuto la fortuna di avere una mamma giovane, dinamica, complice e disponibile e vorrei essere una mamma giovane come lei”. Stefania Modestino