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ESCLUSIVA - Paolo Romano diserta il consiglio nazionale per Forza Italia. Va con Alfano e presto perderà la presidenza del consiglio regionale

Da pochi minuti, verso le 11,15, è iniziato a Roma il consiglio nazionale che scioglierà il Pdl e riformerà Forza Italia. Romano si è accordato con Alfano che lo candiderà al


Da pochi minuti, verso le 11,15, è iniziato a Roma il consiglio nazionale che scioglierà il Pdl e riformerà Forza Italia. Romano si è accordato con Alfano che lo candiderà alle europee. Oggi, tra i consiglieri regionali, mancano solo lui e Schifone   CASERTA - Stiamo ultimando le verifiche ai quattro angoli del Pala Congressi dell'Eur di Roma, ma, al momento, nessuno ha visto il presidente del consiglio regionale Paolo Romano. Visto il personaggio potrebbe trattarsi di un espediente per tenere ancora il piede un po' di qua e un po' di là. Siccome ieri sera, è stato visto ben in forma a Capua ad un convegno, in verità non molto partecipato, da lui organizzato, vanno escluse motivazioni legate alla salute. Da pochi minuti, Silvio Berlusconi ha cominciato a parlare, inaugurando la seduta del consiglio nazionale del Pdl che segnerà lo scioglimento di questo partito e la ricostituzione di Forza Italia, Gli alfaniani, come spiegano in maniera torrenziale i media nazionali, hanno deciso di rompere definitivamente e di scindersi dal partito di Berlusconi, in modo da poter continuare a sedere sulle poltrone di governo. Paolo Romano, alcune settimane fa, aveva annunciato la sua scelta di stare con Alfano, salvo, poi, rimangiarsi, sostanzialmente, quanto detto. Oggi, se non parteciperà al consiglio, vedrà sfumare definitivamente la possibilità di essere candidato alle elezioni europee con Forza Italia, dato che, difficilmente, questo partito gli consentirà di coltivare ulteriormente l'esercizio dell'ambiguità. Al consiglio, invece, sono presenti Caldoro, la Nugnes, gli altri assessori regionali Pdl e i consiglieri. Si porrà, dunque, qualora Romano andasse con Alfano, anche il problema della sua posizione di presidente del consiglio  regionale. La candidatura alle europee l'avrebbe nel nuovo partito, in cui dovrebbero convergere Alfano, Casini e, dunque, anche Zinzi. Un partito con almeno sei ministri e molti sottosegretari, che sulla carta dovrebbe superare agevolmente lo sbarramento del 4% che consente di eleggere deputati al parlamento di Strasburgo e Bruxelles. Sulla carta, anche il partito che Fini fondò dopo la scissione con Berlusconi doveva prima attestarsi sul 7/8 %, poi sul 4%, poi almeno sul 2%. Si sa come è finita. Tanto più che Forza Italia mai e poi mai consentirebbe a Romani di candidarsi alle europee con gli scissionisti di Alfano, agevolandolo con la rendita di posizione della presidenza del consiglio regionale.     Gianluigi Guarino