Cronaca Nera

ASL, CAMORRA, POLITICA E AFFARI - Il pentito: "Fecondo e Squeglia chiesero alla camorra di candidare nel 2005 una faccia pulita. Scegliemmo Grillo"

La cena a Roma tra Pierino, Buttone, Grillo e il deluso Domenico Cuccaro. Senza offesa per nessuno, siamo in grado di vivisezionare l'ordinanza dei 13 arresti, grazie ad una conos


La cena a Roma tra Pierino, Buttone, Grillo e il deluso Domenico Cuccaro. Senza offesa per nessuno, siamo in grado di vivisezionare l'ordinanza dei 13 arresti, grazie ad una conoscenza storica e grazie al fatto che siamo stati testimoni e attenti narratori di quel tempo MARCIANISE -  Completati gli interrogatori di garanzia a carico dei 13 indagati nella vicenda dello scandalo Asl, prima di concludere l'analisi sull'ordinanza emessa dalla Gip, Iaselli, emergono altre vicende, proprio dagli interrogatori espletati dai pm a carico dei collaboratori di giustizia Michele Froncillo e Domenico Cuccaro. In base a quanto risalta dal confronto delle dichiarazioni rese dai due pentiti vengono tirati in ballo anche noti esponenti politici dell'area marcianisana. Froncillo, in tale contesto, precisa con dovizia di particolari la presunta scelta dell'onorevole Pierino Squeglia e del sindaco di Marcianise, Filippo Fecondo di candidare Angelo Grillo al consiglio comunale, durante la campagna elettorale del 2005, nell'era d'oro del centrosinistra targato Bassolino e Montemarano. All'epoca il sindaco Fecondo vinse le elezioni che gli consentirono di governare per 3 anni e mezzo il Comune di Marcianise, per poi essere mandato a casa con la sfiducia sottoscritta da alcuni consiglieri comunali. Rapportando temporalmente le esternazioni di Froncillo con le vicende politiche marcianisane, effettivamente, Grillo si candidò nella lista della Margherito, di cui Squeglia era indiscusso leader.  Sempre il pentito Froncillo descrive interessi e "giri d'affari" di Angelo Grillo, considerato all'epoca "un volto pulito" sui cui sia la politica che il clan potevano contare, con il benestare proprio dell'onorevole Squeglia. Poi la storia della gara d'appalto per la pulizia e la mensa nell'ospedale Civile di Caserta alla quale partecipo' anche Grillo con la CESAP, ma che a detta del pentito  era un affare di Antonio Iovine, detto O' Ninno, il quale poi consegnava, a sua volta, ai Belforte una decina di milioni di euro... Diunque, nell'ospedale di Caserta, i Casalesi e, nello specifico il gruppo di Antonio Iovine, detto o' Ninno facevano, sempre secondo quello che la Gip Iaselli riporta nell'ordinanza, attingendo alle dichiarazioni del pentito Froncillo, il bello e il cattivo tempo. A supporto delle dichiarazioni di Froncillo, anche il deluso collaboratore  Domenico Cuccaro racconta di come Grillo e Giuseppe Buttone, con lo stesso pentito partirono per Roma, al fine di incontrare l'onorevole Squeglia, in quanto proprio Grillo intendeva inserirsi nell'affare della gestione dei rifiuti, ottenendo l'ok del parlamentare in un ristorante della Capitale. Cuccaro avrebbe giocato il ruolo di consulente, anche se rimase deluso di non poter offrire i servizi della propria ditta.    QUI SOTTO I TESTI DEGLI INTERROGATORI DEI DUE PENTITI