Cronaca Bianca

ESCLUSIVA MONDRAGONE - Il titolare dell'Ariston rinuncia al patrocinio economico. Il figlio Francesco ci scrive. IL PUNTO DI CASERTACE

In calce all'articolo la lettera del figlio di Gaetano De Lise. La nostra redazione attaccata dal mare dell'incultura locale spiega perchè l'assessora Barbato ora è meglio che s


In calce all'articolo la lettera del figlio di Gaetano De Lise. La nostra redazione attaccata dal mare dell'incultura locale spiega perchè l'assessora Barbato ora è meglio che si dimetta. "Il cognome dei La Torre in questa storia c'entra poco o nulla, se non quando un privato e il Comune devono dimostrare e garantire trasparenza nella concessione dei patrocini e nel modus operandi"    di Massimiliano Ive MONDRAGONE - L'altro ieri, lunedì abbiamo scritto un articolo sulla famosa delibera nella quale il comune di Mondragone, su proposta dell'assessora Anna Barbato, si prodigava a concedere 5000 euro al cineteatro Ariston gestito da Gaetano De Lise per supportare la stagione teatrale offerta dalla storica sala mondragonese. Tale articolo, ovviamente è stato duramente contestato e ha generato un mare di polemiche anche di carattere politico (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO) sull'opportunità del nostro giornale di associare, in un interrogativo rivolto all'assessore Zoccola, la questione del patrocinio economico al fatto che Gaetano De Lise, essendo il marito di Esterina La Torre, è a sua volta il cognato di Augusto La Torre.  Dopo due giorni ci è giunta la lettera del figlio del professore e geologo Gaetano De Lise, Francesco che ha deciso di replicare al nostro articolo (POTETE LEGGERE LA RISPOSTA IN CALCE ALL'ARTICOLO). Inoltre sempre Francesco De Lise ha inviato presso la mia posta mail facebook anche una nota spedita ai carabinieri di Mondragone e al sindaco della cittadina rivierasca (compreso gli assessori e i consiglieri), nella quale il papà, Gaetano De Lise rinuncia al patrocino economico dell'ente. Ebbene Francesco, noi come redazione non eravamo minimamente intenzionati e maliziosamente spronati ad associare gratuitamente "il cognome di famiglia" alla decisione assunta dall'assessora Barbato di proporre l'accettazione del patrocinio economico richiesto dal professore De Lise. Tutti hanno puntato gli occhi su un passaggio, pardon su una domanda nella quale giornalisticamente si chiedeva il perchè l'assessore Zoccola si fosse assentato dalla giunta che doveva approvare questa delibera, proposta dalla "compagna" di partito. Ovviamente, nell'analizzare la delibera che è pubblicata sul sito del Comune (quindi tutti la possono vedere anche senza alcun suggerimento politico), abbiamo espletato una ricerca su internet sui protagonisti indicati nel documento pubblicato in rete. Nella nostra ricerca su google siamo incappati nel testo "L'Impero: traffici, storie... dei Casalesi" e qui c'è  un capitolo dedicato alle indagini del pm Raffaele Cantone, da dove abbiamo appreso che Gaetano De Lise è il marito di Esterina La Torre. Nulla di più... Abbiamo svolto il nostro mestiere di verifica sull'attività svolta dall'amministrazione comunale, su chi gestisce il denaro pubblico... per intenderci. Questo lo sappiamo che dà fastidio, ma nel contempo, come è evidenziato nel nostro vecchio articolo, su tale delibera, Zoccola si è assentato; la "compagna" del partito l'ha proposta e nessuno ha tenuto conto, nel coacervo delle polemiche e dell'incultura locale, che noi non abbiamo criticato il cognome di famiglia, ma chiesto se era opportuno concedere 5000 euro così come sono stati concessi e volevamo sapere perchè l'assessore alla Legalità si è assentato: ragion politica o pregiudizio? Perchè in base a queste cose si valutano le scelte di un'amministrazione. Nell'ignoranza totale dei commentatori nessuno lo ha compreso. Noi non siamo contro, a priori alla concessione dei patrocini economici, ma siamo contro il metodo adottato da un'amministrazione che non sa gestire nemmeno le proposte dei privati cittadini che giungono al Comune. 1) Prima di tutto l'assessora Barbato è inutile che va predicando la promozione della cultura, quando poi non si è fatta promotrice di una proposta alternativa all'Ariston che poteva sgomberare ogni sorta di dubbio... e di pregiudizio, che invece traspare dalla delibera. L'acculturata assessora invece di pensare a come gestire i 40 abbonamenti gratuiti e le 5 serate in sala, poteva ad esempio chiedere al privato di far esibire gratuitamente o a prezzo ridotto, a margine del cartello degli spettacoli proposti dall'Ariston, anche delle compagnie teatrali mondragonesi o artisti e musicisti locali...; proporre la proiezione di cortometraggi della città di Mondragone, ecc, dando la possibilità in 5 serate, magari di aprire il teatro al pubblico gratuitamente o a prezzo ridotto, così da consentire alla cittadinanza o agli studenti di partecipare. Limitare il tutto agli studenti meritevoli o ai beneficiari delle decisioni assunte dai servizi sociali sa tanto di politicismo e di selezione. Il teatro sarebbe diventato la casa di tutti e se ci fosse stato bisogno di selezionare gli ingressi questi dovevano essere gestiti dal privato, non dal Comune, dove possono sussistere ingerenze politiche, quindi di parte. Questo è garantismo politico signori e trasparenza! Purtroppo a Mondragone vige un'altra scuola di pensiero, quindi chi ci ha additato di essere Casertace(esso) ha un po' le idee confuse sul nostro conto e non ha fatto altro che apporre sulla nostra giubba una medaglia al valore civile. 2) Francesco, in secondo luogo dovete essere anche voi privati promotori di idee e proposte nuove al fine di cambiare il modus operandi della politica locale. L'offrire 40 abbonamenti a prezzi ridottissimi in cambio di patrocini sa tanto di compravendita del patrocinio economico tra voi e il comune. Questa proposta offre il fianco a qualsiasi polemica, a qualsiasi pregiudizio giornalistico, quindi un po' ve la siete anche cercata. Ora apprezziamo il fatto che avete deciso di non incassare il contributo del Comune, ma noi non eravamo assolutamente intenzionati ad attaccare quel patrocinio, ma il modo di offrire la suddetta proposta. Il cognome di famiglia o il pregiudizio in questa storia non c'entra nulla, se non nell'ambito di una scelta politica che deve garantire a tutti trasparenza e condivisione di un "bene comune", quale la cultura. Questo purtroppo lo dovrebbe sapere la vostra concittadina Barbato, visto che nel Pd sono cresciuti a pane e beni comuni.   QUI SOTTO LA LETTERA DI FRANCESCO DE LISE, FIGLIO DEL GESTORE DELL'ARISTON GAETANO DE LISE   LA LETTERA - Massimiliano tengo a precisare solo questo, la nostra attività ha una storia di 60 anni e associare il cine teatro ad augusto la torre non e' giusto..abbiamo avuto nella nostra vita la consapevolezza che il lavoro il rispetto del prossimo e l'educazione sono i migliori biglietti da visita da mostrare..non abbiamo nulla a che fare con altre vicende e con altre persone..non ci stiamo ad un gioco politico e ad una strumentalizzazione di questo episodio..tengo inoltre a chiarire che un piccolo contributo per la diffusione di un arte millenaria come il teatro sono prassi in Italia ed in europa, in modo molto più sostanzioso e che permettono a persone che diversamente nn avrebbero la possibilità di assistere ad uno spettacolo.. detto questo, ringraziamo quanti si sono prodigati, rinunciamo a qualsiasi contributo, ma andiamo avanti per far si che il teatro, l'arte e la cultura cinematografica riprendano vita in questo paese... con stima gentile Massimiliano Ive, come anticipatole, le invio, poi la copia della nostra rinuncia al contributo; Non vogliamo entrare nella polemica politica che ne è scaturita, ne prendiamo convintamente le distanze, la politica si fa con gli argomenti e non con le chiacchiere e le offese gratuite.. voglio inoltre chiarire l'estranietà e la non associabilità del Cine teatro ariston con persone mensionate sul vostro giornale... Chiarisco inoltre che in ''Italia'' ed in '' Europa'' i contributi comunali a stagioni teatrali ed eventi culturali sono la prassi (ed in maniera molto piu sostanziosa), l'arte teatrale è una arte millenaria e la diffusione di quest'arte è momento di crescita, di socializzazione e di arrichimento personale e collettivo. L'operazione che era in corso avrebbe permesso a 40 giovani di venire al teatro gratuitamente, ed in più il comune avrebbe potuto utilizzare la sala per altre 5 serate.. detto questo, a nome della mia famiglia, chiarisco che il progetto va avanti, che abbiamo a cuore l'entertainment e che faremo sempre di piu, a prescindere da pregiudizi cattiverie e bassezze varie... Abbiamo valori quali educazione e onestà e soprattutto abbiamo rispetto per questo paese; con stima Francesco De Lise