Cronaca Nera

S. MARIA C.V. Gli nega una telefonata. Detenuto prende a bastonate un agente di polizia penitenziaria

La polemica del sindacato: situazione insostenibile


SANTA MARIA CAPUA VETERE - L'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) denuncia l'ennesima violenza nei confronti di un poliziotto penitenziario nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ribadendo la richiesta al ministro Orlando di "spray antiaggressione per gli agenti".

Questa mattina, intorno alle ore 9 nel reparto Tevere del carcere di Santa Maria Capua Vetere un detenuto italiano ha aggredito e ferito con il bastone di una scopa un assistente di Polizia Penitenziaria che è stato immediatamente soccorso e trasportato presso il nosocomio cittadino dove ha riportato una prognosi di cinque giorni di riposo e cure.

Per quanto si è appreso - come riferisce l'Osapp - il detenuto avrebbe agito in questo modo perché "contrariato" dalla mancata autorizzazione all'effettuazione di una telefonata all'esterno, in quanto già concessa ed effettuata il giorno precedente, mentre l'assistente di Polizia Penitenziaria aggredito prestava in quel momento servizio da solo in un reparto di 150 detenuti soggetti al regime di custodia aperta o vigilanza dinamica in cui i ristretti possono aggirarsi a loro piacimento per l'intera sezione detentiva senza alcun limite.

Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ci sono 250 detenuti pari al 25% in più del consentito e di questi 500 sono detenuti "Alta Sicurezza", mentre il personale di Polizia Penitenziaria è del 20% inferiore alla dotazione organica prevista per una carenza pari a circa 80 unità.

"Tali condizioni - spiega il segretario dell'Osapp Leo Beneduci - hanno da tempo comportato che il carcere di Santa Maria Capua Vetere, collocato in un territorio al centro delle zone di maggiore operatività della camorra, è uno dei carceri in cui è più pericoloso prestare servizio. Peraltro - prosegue - a nulla sono valsi gli appelli del sindacato rivolti sia a mitigare le precarie condizioni di vivibilità e di lavoro esistenti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere e sia indirizzati a frenare il crescente fenomeno delle aggressioni che coinvolge gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, minandone le condizioni psico-fisiche e la funzionalità operativa ed istituzionale oltre ad ingenerare decine di migliaia di giornate di assenza ogni anno del personale dal servizio".

RED.CRO.