Cronaca Nera

ASL, POLITICA, APPALTI E CAMORRA - I tre Grillo fanno scena muta davanti al Gip. La strategia di Gasparin: non sono responsabile e sono stato minacciato

  Primi interrogatori di garanzia, stamattina, all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere.   SANTA MARIA CAPUA VETERE - Si sono avvalsi della facoltà di


  Primi interrogatori di garanzia, stamattina, all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere.   SANTA MARIA CAPUA VETERE - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Angelo Grillo e i suoi due figli Giuseppe e Roberto, al cospetto del Gip Isabella Iaselli, la quale, stamattina, sabato, ha iniziato gli interrogatori di garanzia dei 13 arrestati nell'ambito dell'inchiesta su appalti, mazzette e camorra nell'asl di Caserta. I tre Grillo, difesi dagli avvocati Giuseppe Foglia e Renato Iappelli, hanno concordato con i loro legali questa strategia, determinata, soprattutto, dalla impossibilità che gli stessi avvocati hanno avuto ad accedere ai documenti allegati all'ordinanza di custodia cautelare che, rappresentano, al pari della stessa ordinanza, elementi fondamentali per articolare la strategia difensiva. Subito dopo Grillo padre e i Grillo figli, è stata la volta del direttore amministrativo Giuseppe Gasparin a comparire davanti al Gip. La strategia difensiva di Gasparin è intuibile dal comunicato diramato ieri venerdì dal suo difensore, avvocato Dezio Ferraro. Gasparin si dichiara non responsabile e ribadisce di aver ricevuto minacce, che avrebbe denunciato puntualmente ai carabinieri. Ovviamente, sostenendo questo, se non ammette la propria responsabilità, dichiarandosi innocente, fa prefigurare che qualcosa non abbia veramente funzionato dentro al mega appalto di 27 milioni di euro per le pulizie della struttura Asl. G.G.