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AVERSA - Consiglio comunale farsa, Sagliocco e i dissidenti litigano sulla movida. Ma della movida non interessa nessuno

Inconcludente, sterile, lontana dai problemi della gente, autoreferenziale la politica normanna lascia tutti i problemi insoluti AVERSA - Il consiglio comunale di Aversa svolto


Inconcludente, sterile, lontana dai problemi della gente, autoreferenziale la politica normanna lascia tutti i problemi insoluti AVERSA - Il consiglio comunale di Aversa svoltosi ieri, martedì 5 novembre ha dimostrato ancora una volta,qualora ce ne fosse bisogno, che gli scontri interni che stanno segnando la navigazione, tutt'altro che positiva, di questa amministrazione finiscono per ripercuotersi sulla carne viva dei cittadini, della loro vita e dei loro interessi. La questione movida, portata in consiglio dai dissidenti con una mozione, è stata l'occasione per una resa dei conti a tutto campo tra l'area del sindaco Sagliocco, rafforzata da i due fuoriusciti dell'Udc Vargas e Pamieri, che hanno dimostrato ancora una volta di essere eterodiretti dal primo cittadino e l'altra area formata dagli ex An, dalla Lama e dai due consiglieri lealisti De Cristofaro e Bisceglia. Dopo 4 ore di battibecchi è stata concessa la parola al sindaco, che ha colto l'occasione per rinfacciare agli ex assessori della giunta Ciaramella come alcune cose potevano essere fatte molti anni prima e non sono mai state, nemmeno, prese in considerazione. In totale 5 ore filate di consiglio comunale finite in farsa e poi in caciara! L'udc sulla scorta della riunione, tenuta il giorno prima alla presenza del neo commissario provinciale Gianni Mancino, ha tentato di sperimentare una posizione terza rispetto a quella del sindaco e dei dissidenti, utile a mantenere l'unità del gruppo consiliare. Ma evidentemente, i patti tra Sagliocco, Vargas e Palmieri sono talmente stretti da aver costretto questi ultimi a staccarsi immediatamente dalla posizione di De Cristofaro e di Bisceglia, i quali avevano presentato un emendamento relativo solo al primo punto della mozione di Michele Galluccio, salvo poi, grazie al blitz dei due "volponi" Vargas e Palmieri, farlo diventare un emendamento che stroncava l'intera mozione dei dissidenti. Risultato: alla fine, il gruppo si è spaccato un altra volta. Vargas e Palmieri sono andati con il sindaco. De Cristofaro e Bisceglia sono tornati a votare insieme ai dissidenti, quando questi hanno presentato, a loro volta, un contro emendamento che ricostituiva il contenuto dell'iniziale mozione. Per non tediarvi con queste bagattelle, vi diciamo solamente che, a conclusione di 5 inutili ore di dibattito non è stato deciso un bel nulla, se non la delega ad una commissione consiliare di formulare delle proposte. Bocciata la commissione speciale, invocata da Galluccio e C. ed in relatà, la cosa è poco comprensibile se è vero, come è vero che il sindaco Sagliocco aveva intenzione di dar vita ad uno strano gruppo di lavoro, formato da consiglieri comunali scelti da lui e su cui, meglio tardi che mai si è abbattuta, ieri, anche la censura-bocciatura del presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Stabile. In poche parole, i commercianti di via Seggio hanno dovuto ereditare da questo consiglio comunale una indegna gazzarra, consumata, all'interno della faida di maggioranza, su questioni che nulla ci azzeccano con le necessità e gli allarmi che gli stessi esercenti, da mesi ormai fanno arrivare alle sorde stanze del potere G.G.