DETTAGLIO ARTICOLO

La resistenza degli EPO ora che la musica “serve a commercializzare altro”. Domani il gruppo napoletano suonerà a CASERTA

La band campana si esiberà al Jarmusch Club. In occasione della tappa vanvitelliana l'intervista di Casertace al cantante del gruppo, Ciro Tuzzi CASERTA – Quando ascolti cert


La band campana si esiberà al Jarmusch Club. In occasione della tappa vanvitelliana l'intervista di Casertace al cantante del gruppo, Ciro Tuzzi CASERTA – Quando ascolti certe canzoni che hai scoperto grazie  alla fatalità della rete oppure, più romanticamente,  grazie a delle banali ed umane coincidenze, e le trovi inspiegabilmente belle, sensate (sia chiaro, non al primo giro: quello è il sintomo del tormentone passeggero), ti danni l’anima e ti chiedi meravigliato perché, incomprensibilmente,  l’artista che le canta, il gruppo che le suona, l’autore che le ha scritte, non riescono ad ottenere la giusta vetrina nazionale (del resto l’arte è condivisioni e quindi diffondere la bellezza dovrebbe essere un dovere culturale, una sorta di evangelizzazione obbligatoria, invece…) Questo, praticamente, è quello che ci è successo con gli Epo, un gruppo napoletano, nato nel 2000 e attualmente formato da Ciro Tuzzi (voce e chitarra), Michele De Finis (chitarra, basso) e Jonathan Maurano (batteria). Domani, giovedì,  gli Epo ritorneranno a suonare Caserta, al Jarmusch Club, in via Cesare Battisti. Abbiamo avuto già l’occasione di ascoltare il loro live proprio al Jarmusch, lo scorso 27 gennaio e, garantiamo noi, fu una bellissima performance. In occasione del ritorno del gruppo napoletano nella città capoluogo di Terra di lavoro abbiamo fatto una chiacchierata con Ciro Tuzzi, il cantante del gruppo. Nella parte iniziale di quest’articolo abbiamo detto, in sostanza,  che non riusciamo a spiegarci perché un gruppo come gli Epo non viene passato dai grandi canali di distribuzione. Confessiamo il peccato: in realtà siamo stati noi a scoprirli quando quel canale già li aveva diffusi e poi fugacemente abbandonati. Eh sì, perché gli Epo, nel 2007, sono riusciti persino ad arrivare su Mtv, con il brano “In cattività” (CLICCA QUI PER ASCOLTARLA) «Il mondo della discografia, - ha spiegato Ciro - è cambiato radicalmente negli ultimi 5 anni. Nel 2007, infatti, c'era ancora un minimo di spazio ed attenzione per alcuni tipi di realtà. La musica da sola, adesso, non basta più a gran parte del pubblico. E’ diventata un veicolo per commercializzare qualche altra cosa. E' cambiata anche la terminologia, ora chi organizza concerti preferisce dire che organizza eventi. Le parole sono importanti. » Il talento degli Epo è palese non soltanto alle nostre orecchie, ma anche a tantissimi altri fruitori di musica che non vivono in Campania. «Abbiamo avuto, ed abbiamo tutt'oggi ottimi riscontri, - ha confermato il cantante, - pure fuori dalla nostra regione. Il problema è più che altro legato alla difficoltà di poter affrontare le spese per spostamenti, noleggi, pernottamenti in un periodo di ristagnazione economica che nel settore dello spettacolo è ancora più accentuato. » Napoli vive un periodo artisticamente d’oro. Giovanni Block, Gnut, Foja, Le Strice, K-Conjog , gli Onirica sono solo alcuni dei nomi che stanno producendo ottima musica e Ciro Tuzzi concorda pienamente con questa nostra visione : «Gli artisti che hai citato sono amici con cui abbiamo condiviso palchi, esperienze di vita e sbornie.  Ci sentiamo orgogliosi di aver fatto da apripista per molte di queste realtà, visto che il primo disco degli Epo "Il mattino ha l'oro in bocca" è uscito 10 anni fa. » La nostra meraviglia, già spiegata,  legata al mancato passaggio degli Epo sui canali di massa  l’abbiamo provata ugualmente ascoltando Ex Otago, Esterina, Perturbazione. Accettata la difficoltà del mondo discografico e l’annessa crisi, però, a qualcuno quest’esclusione potrebbe apparire  motivata da una produzione musicale, forse, un po’ troppo di nicchia, poco pop, poco commerciale. Ma questa è una visione che il cantante degli Epo non considera, e, a nostro avviso fa bene, neppure da lontano:  «Noi suoniamo quello che ci fa stare bene, cercando di coinvolgere le persone attraverso il nostro sentire. Non sapremmo, ne vorremmo fare altro» Del resto, se le grandi radio, se la tv tardano ad arrivare è giusto non fasciarsi la testa. C’è pur sempre internet. Del resto, quando abbiamo chiesto alla voce degli Epo di spiegarci il suo rapporto con la radio, Ciro ci ha fornito una risposta abbastanza ironica: «La ascolto quando sono in macchina, cambiando continuamente stazioni alla ricerca di Rihanna» L’ultimo lavoro di questo gruppo made in Napoli è l’album “Ogni cosa è al suo posto”«E’ come se fosse un diario delle esperienze avute negli ultimi 4 anni. La tracklist, – ha spiegato Tuzzi - rispecchia l'ordine cronologico in cui sono state scritte le canzoni. Inizia con un uomo che prepara delle scatole per un trasloco e finisce con una resa all'amore. » Dire altro è superfluo. Bisogna solo ascoltarli. Se siete nei paraggi, domani sera, sarà un’ottima occasione per farlo. «Per una serie di inspiegabili ragioni a Caserta abbiamo sempre fatto dei concerti molto particolari, sia come tipo di formazione che come formula proposta. Alla fine  è divertente dover reinventare il proprio repertorio per adattarci alle situazioni, così come faremo al Jarmush. » Questa la premessa fatta da Ciro Tuzzi. Premessa che promette tanta buona musica Giuseppe Tallino