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ESCLUSIVA Che botta a Romano. Vertice segreto tra Caldoro, Nitto e Petite poudre: Martusciello Polverino ticket per le europee

Il presidente del Consiglio regionale, ultimamente (?), non ne azzecca una. Prima l'adesione frettolosa alla corrente di Alfano, con conseguente apertura di uno spazio dedicato


Il presidente del Consiglio regionale, ultimamente (?), non ne azzecca una. Prima l'adesione frettolosa alla corrente di Alfano, con conseguente apertura di uno spazio dedicato a Gioacchino Alfano, referente campano del vicepremier, poi l'esecuzione sommaria della sua portavoce moglie di Massimo Grimaldi CASERTA - Paolo Romano si sente isolato. E pare sia afflitto, in questi giorni, da una seria patologia legata a marcate carenze affettive. Ha la testa confusa e, dunque, compie ancora più sciocchezze del solito, come quella legata alla fucilazione sommaria di Alessandra Cappabianca, colpevole solo di essere la moglie di Massimo Grimaldi, che ha osato avallare un comitato direttivo dei sindaci Asl in cui ha infilato una sua protetta, Letizia Tari, puntellando un'architettura di cui fa parte anche il sindaco di Capua Carmine Antropoli che a Romano fa lo stesso effetto di quello che la criptonite faceva a Superman, con tutto il rispetto per Superman. Ma prima del siluramento della Cappabianca, il presidente del Consiglio regionale, aveva compiuto un altro grave errore, giocandosi il rischio, in passato letale per decine di politici di livello nazionale e anche internazionale, di scommettere sulla fine definitiva di Silvio Berlusconi. Ha solennizzato la sua adesione al gruppo di Angelino Alfano, dando anche un segno tangibile della sua fedeltà, dal momento in cui ha consentito a Gioacchino Alfano, omonimo e uomo di riferimento, in Campania, del vicepremier, di aprire un quartier generale, leggasi segreteria politica, nella presidenza del Consiglio regionale. Naturalmente, Nitto Palma non l'ha presa bene, allo stesso modo con cui non l'ha presa bene, in seguito, Stefano Caldoro, rispetto all'atto brutale  di siluramento della Cappabianca, a cui Romano non ha avuto neanche il coraggio di dare il ben servito direttamente, ma ha utilizzato la ben nota signora di Capua, che lo assiste in Consiglio regionale, Pina Piro. Il risultato di tutto questo è rappresentato da un ritorno in auge di petite poudre il quale, a quanto trapela dalle stanze più accorsate e più informate della Regione, avrebbe incontrato, in un vertice ristretto, il governatore Caldoro e il coordinatore regionale Francesco Nitto Palma. In questa riunione, a Polverino, sarebbero state garantite due cose: la candidatura alle prossime elezioni europee e un ticket, benedetto da Caldoro, piuttosto competitivo col mitico juke-boxe (soprannome affettuoso che gli abbiamo affibbiato noi sanniti all'epoco della sua lunga esperienza politica beneventana) al secolo Fulvio Martusciello, assessore regionale alle attività produttive . Poi c'è anche la questione Zecchinetta, ma questa è un'altra storia. Gianluigi Guarino