Cronaca Bianca

L'INCHIESTA SETTIMA PUNTATA - Quando don Cavallé scrisse una lettera di supplica a Gianni Letta perchè Caldoro scucisse i soldi. TUTTI I DEBITI DEL VILLAGGIO

E' un documento veramente esclusivo quello che pubblichiamo all'interno di questo importante capitolo in cui elenchiamo cifre e i nomi dei creditori più importanti, riservandoci


E' un documento veramente esclusivo quello che pubblichiamo all'interno di questo importante capitolo in cui elenchiamo cifre e i nomi dei creditori più importanti, riservandoci di completare il lungo elenco in un libro che abbiamo intenzione di pubblicare per fine anno MADDALONI - Siamo stati fin troppo cortesi e disponibili con il presidente della fondazione Villaggio dei Ragazzi Don Miguel Cavallè. Gli abbiamo chiesto ripetutamente di rispondere alle nostre domande, di spiegare, di dar conto. Lui ci ha ripagati con il silenzio e con delle lettere dal tono minaccioso e inaccettabile firmate dall'avvocato Michele Marra. La porta di Casertace per don Miguel è sempre aperta, ma adesso non glielo chiederemo più. Stavolta, dunque, niente appelli ulteriori e una premessa, che diventa brevissima e ci incanala immediatamente nella settima puntata della nostra inchiesta, che si occuperà di un tema parimenti importante rispetto a quelli che hanno dato contenuto ai precedenti capitoli di questa vicenda complicata e, per molti versi, inquietante. Scriveremo dei debiti ormai spaventosi della fondazione. I giornali, a partire da "Il Mattino", nell'estate scorsa hanno parlato addirittura di 12 milioni di euro. Un buco spaventoso, tenendo conto che il rapporto tra patrimonio e debiti è pari ad un allarmante 1,5, frutto del quoziente che salta fuori dal confronto tra i 18 milioni di euro circa rappresentativi del patrimonio della fondazione, e i 12 milioni, o forse più, rappresentativi dei debiti. Il che, in termini reali e concreti, relativizzando il tutto alla crisi economica spaventosa che stiamo vivendo, significa garanzie sicuramente inferiori al valore stimato delle proprietà della fondazione e dunque, usiamo di nuovo questo termine, imqietantemente vicino a quello delle esposizioni debitorie. E questo, anche per un masticatore profano di strategia aziendale significa ridotta possibilità di accesso al credito bancario.   UN'ESCALATION IMPROVVISA - Nella richiesta che il presidente Cavallè formula alla Regione Campania per ottenere un finanziamento di poco meno di 5 milioni di euro, precisamente 4 milioni 995 mila 450 euro e un centesimo (Burc n°29 del 18 maggio 2009 parte prima), viene dichiarato testualmente "saldo deficit periodo 2000-2007 è di 816 mila 996 euro e 17 centesimi" . Quest'ultimo è un numero che porta male. Ma naturalmente don Miguel che è un sacerdote integerrimo e incrollabile nella sua fede, a queste stupide superstizioni non crede, dunque, a suo avviso non è stata colpa dei 17 centesimi dichiarati a Bassolino, l'autentico tracollo che si è verificato negli anni successivi al 2007. Nel rendiconto presentato pochi mesi dopo la lettera spedita a "don Antonio", nella sezione delle passività, viene indicato in 4 milioni 504 mila 949 euro il debito al 31/12/2009. Un miglioramento rispetto al 2008 di circa 715 mila euro, dato che i debiti al 31/12 dell'anno in questione ammontavano a 5 milioni 219 mila 695 euro. In poche parole tra il 2007 e il 2008 il debito cresce di circa 4 milioni e mezzo di euro. Sarà pur un fatto normale, ma qualcuno ce lo dovrà pur spiegare e dimostrare, ma soprattutto dovrà spiegare e dimostrare ai contribuenti campani i motivi di questa lievitazione esponenziale dei debiti.   LA LETTERA A GIANNI LETTA - E qui il nostro scoop ce lo dobbiamo gustare fino in fondo, perché il documento di cui siamo in possesso è di quelli gustosissimi. Il 23 settembre dell'anno 2011 don Miguel scrive una lettera a Gianni Letta, o meglio il presidente della fondazione Villaggio dei Ragazzi spedisce una lettera al sottosegretario alla presidenza del consiglio. Scrive testualmente don Cavallè: " Egregio dottor Letta, mi rivolgo a lei, con il cuore profondamente turbato, dopo giorni di riflessione, perché sono arrivato alla conclusione che così avrebbe fatto il nostro comune amico, l'indimenticabile don Salvatore D'Angelo. La questione è questa: da mesi la fondazione Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni   si trova in una situazione finanziaria molto precaria fino al punto che questo mese non potrò pagare gli stipendi ai più di 300 impiegati. Ormai le banche non possono darmi più crediti e sono indebitato enormemente anche con Equitalia e coi fornitori. Il motivo di questa situazione è che la regione Campania ancora non liquida il pagamento ultimo del 2010 e del 2011 non mi ha dato niente....Una cosa così non era mai accaduto con il governo regionale del centro-sinistra. Purtroppo, paradossalmente, da quando al governo regionale c'è il centro-destra la situazione è disastrosa perché non ci pagano come dovrebbero. La supplico, caro dottor Letta, che mi aiuti, se può, parlando con l'onorevole Caldoro affinché risolva con estrema urgenza, questa situazione. Grazie infinite! Con affetto e le mie preghiere, padre Miguel Cavallè, LC". La lettera sortì l'effetto sperato, dato che Gianni Letta la inoltrò immediatamente al governatore Caldoro, il quale, da grande incassatore qual è, prima, impassibilmente, allargò i cordoni della borsa liquidando il contributo del 2010, salvo però legarsela pesantemente al dito, al punto che, da quel momento in poi, il rapporto tra lui, don Cavallè, e il Villaggio dei Ragazzi, divenne a dir poco gelido. Ma in questa lettera ci sono anche un paio di spunti interessanti: uno è senz'altro rappresentato da un dato che don Miguel stesso ci fornisce. La Regione Campania non era in arretrato profondo. Nel 2011 don Cavallè chiedeva la liquidazione dell'ultimo contributo del 2010 e di quelli riguardanti l'anno allora in corso. Orbene, nella ricerca, obbligatoriamente empirica, che dobbiamo realizzare per capire i motivi di questo disastro finanziario, non possiamo inserire la ragione di mancati trasferimenti da parte della Regione Campania, dato che, almeno fino al 2011 questi sono stati regolarmente erogati e sono puntualmente registrati in quei bilanci che si chiudono con passivi da record.   ECCO QUANTO "SCUCIONO" REGIONE E PROVINCIA - Tra le altre cose, leggendo con attenzione alcuni bilanci della fondazione, ci accorgiamo che tra le attività vengono annoverati anche i contributi non ancora incassati, con la definizione di "attivo circolante", che si può paragonare ai cosiddetti residui attivi presenti nelle contabilità complesse degli enti territoriali locali. Solo che nel caso dei residui attivi, l'esigibilità è, almeno per buona parte, incerta, mentre nell'attivo circolante l'esigibilità è in pratica sicura. Chiarito, quindi, che i debiti accumulati sono legati a motivi diversi dalla dinamica dei trasferimenti da parte degli antichi contributori, vanno precisati anche gli importi, che annualmente Regione, Provincia, Comuni ed altri enti pubblici erogano a favore della fondazione. Giusto per ricordare questa sciocchezzuola: si tratta di soldi pubblici che vengono tirati dalle tasche dei contribuenti. Nel 2008 la Regione Campania ha trasferito la cifra di 4 milioni 537mila 302 euro, che nel 2009 sono diventati 5 milioni 20mila 450 euro; l'amministrazione provinciale di Caserta ha erogato, nel 2008, 1 milione 701mila 244 euro, mentre nel 2009, dallo stesso ente, sono arrivati 1 milione 717mila 346 euro; dai Comuni di Maddaloni e Viciniori, nel 2008, sono arrivati 255mila 146 euro, nel 2009 solo 34mila 200. Poi ci sono i contributi di altri enti pubblici: nel 2008, 213 mila 361 euro, che nel 2009 sono diventati 78mila 316 euro. Complessivamente, nelle casse della fondazione nell'anno 2008 sono arrivati 6 milioni 707mila 53 euro, mentre nel 2009 sono entrati 6 milioni 850mila 312 euro, che, per noi nostalgici della lira, sono pur sempre 13 miliardi e mezzo all'anno, in pratica mezzo miliardo in più di quanto, con un'ardita fideiussione, il Napoli pagò Diego Maradona. Questo solo, per ciò che riguarda i contributi pubblici, dato che un altro paio di milioncini all'anno arrivavano dalle rette scolastiche, dalle donazioni liberali e dai fitti attivi. Ora, si potrebbe anche obiettare che la crisi economica ha ridotto, negli anni successivi al 2009 l'importo delle erogazioni, ma con tutti quei scienziati che sono al timone della fondazione, si trattava di una evoluzione prevedibilissima, tanto è vero che gli scienziati in questione si sono riempiti la bocca di fundraising , salvo poi far sfociare tutto questo in spese discutibili a favore della rete di associazioni costruite da Don Cavallé (Vedi puntate precedenti). Con 9 milioni di euro circa all'anno di entrate, la fondazione ha accumulato un debito che, fonte "Il Mattino", sarebbe arrivato a circa 12 milioni nell'anno in corso. Come è successo tutto questo? Beh, se date un'occhiata alle puntate precedenti, un'idea ve la fate. UN ESERCITO DI CREDITORI - Ma chi sono quelli che devono avere soldi dalla fondazione? Chi sono i creditori che, dopo un tempo di attesa, legato al rispetto per l'istituzione Villaggio sono stati costretti a ricorrere allo strumento spiacevole dell'atto ingiuntivo che sono piovuti a decine e decine, per la maggior parte validati e ammessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, presidente don Antonio Aragosa, in due lettere del 10 gennaio 2010 e del 6 marzo 2013, ricorda a don Cavallè di alcuni sospesi, di alcuni canoni di locazione relativi all'utilizzo dei locali dell'ex "re burlone", oggi trasformato in scuola. La fondazione li ha fittati dall'istituto a partire dall'aprile 2011, quando la situazione finanziaria era già tutt'altro che florida. Ad oggi il canone mensile che la fondazione deve corrispondere all'ente di assistenza diocesana è di circa 15mila euro al mese. Don Aragosa, nella seconda citata lettera ricorda che a marzo 2013 il debito per canoni non pagati è di 250mila 280,76 euro. Ci si poteva aspettare per una normale ragione legata ad una gestione da buon padre di famiglia che, rimasta lettera morta quella del 2012, rimasta lettera morta la seconda del 2013, l'Istituto per il Sostentamento del Clero si muovesse di conseguenza nel rispetto dei suoi obblighi statutari. Ma chi avrebbe dovuto muovere rilievi e appunti a don Aragosa per il suo approccio soft? Indovinate un po' chi è il presidente dei revisori dei conti dell'Idsc di Caserta? Il commercialista Pietro Matrisciano, amministratore con delega agli affari esterni della fondazione. La Teknoimpianti si è occupata dei lavori di ristrutturazione all'ex "Re burlone" e alle camerate del Villaggio, associando a queste opere già realizzate l'attività di manutenzione: da una semplice lampadina ad una riparazione muraria in tutti gli immobili della fondazione. Teknoimpianti vanta un credito di oltre 300mila euro e il titolare Lorenzo Verdicchio, dopo esser stato costretto a chiudere la cooperativa che si occupava delle pulizie che operava all'interno del Villaggio (ora sostituito dalle povere maestre dell'ex asilo chiuso), sta compiendo autentici salti mortali per far sopravvivere la sua azienda. Esiste a Maddaloni una cartolibreria, molto nota in città, che si chiama Cordioli. Ha fornito per anni, già dai tempi di don Salvatore D'Angelo, libri e volumi al Villaggio dei Ragazzi. Nel 2012, la fondazione e la cartolibreria hanno firmato un atto di transazione in modo da compensare il credito vantato dai titolari della cartolibreria, pari a 167mila 200 euro. A quanto ci risulta, se si eccettuano poche rate, il debito resta lì e sta anche producendo significativi interessi. I debiti nei confronti di Equitalia, a cui Cavallè fa riferimento nella già menzionata e testualmente citata lettera a Gianni Letta ammontano a svariate centinaia di migliaia di euro. Ne citiamo uno, giusto per fare un esempio: 237mila 849,35 euro per il mancato pagamento dei contributi Inps. E qui ci fermiamo, rimandandovi ad una probabile pubblicazione, che onestamente cominciamo a prefigurare. Dato che dal Villaggio minacciano o presentano querele, sapete che facciamo? A Natale, massimo a gennaio, questa inchiesta rappresenterà il corpo principale di un libro che abbiamo intenzione di vendere, così incassiamo i soldi e possiamo pagare i risarcimenti. E nel pubblicheremo tutto il lunghissimo elenco dei creditori. Sempre a condizione che, come abbiamo scritto in una precedente puntata, questi soldi finiscano in un fondo a favore delle vittime della pedofilia.   Gianluigi Guarino