Cronaca Nera

MADDALONI - La squadra mobile pedinava la compagna da giorni. Arrestato latitante e i suoi complici

La sezione antidroga della squadra mobile ha arrestato Antonio di Francesco, latitante di Maddaloni, accusato di riciclaggio e usura, e i suoi complici: la compagna e l'uomo press


La sezione antidroga della squadra mobile ha arrestato Antonio di Francesco, latitante di Maddaloni, accusato di riciclaggio e usura, e i suoi complici: la compagna e l'uomo presso cui Di Francesco si rifugiava. MADDALONI - Nella tarda mattinata di ieri, domenica 3 Ottobre, la Sezione Antidroga della Squadra Mobile ha arrestato Antonio Di Francesco, 52enne di Maddaloni, il quale, da alcune settimane, si era reso latitante, dopo essere stato raggiunto da una condanna definitiva a 3 anni ed 11 mesi di reclusione per riciclaggio. I poliziotti sono giunti all’arresto dell’uomo a seguito di una paziente attività di pedinamento dell’attuale compagna, che è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento personale. Arrestato per lo stesso reato anche Antonio Di Matteo, 48enne di Maddaloni ma residente a Santa Maria a Vico, proprietario dell’abitazione dove Di Francesco aveva trovato rifugio. In particolare, gli investigatori appuravano che la donna quotidianamente si recava presso una rosticceria per acquistare cibi preconfezionati e poi raggiungeva un deposito di autoarticolati in Via Appia, a Montedecoro frazione di Maddaloni , da dove poi si allontanava, preceduta da una seconda vettura condotta da un uomo, poi identificato come Di Matteo. Anche ieri, alle ore 13.00 circa la donna dopo avere acquistato dei piatti pronti, raggiungeva l'uomo, a Montedecoro e poi, a bordo di due vetture, raggiungevano un palazzo, con due sole abitazione, a S. Maria a Vico, il cui accesso era sbarrato da un cancello in ferro. Dopo avere atteso alcuni minuti, i poliziotti, scavalcato il muro di cinta del palazzo,hanno raggiunto il primo piano facendo irruzione nell’appartamento dove avevano notato entrare la coppia.

Antonio Di Francesco era stato coinvolto in una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina che aveva permesso di disarticolare un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di usura in danno di imprenditiri del basso Lazio, in particolare l’arrestato aveva il compito di riciclare gli assegni consegnati dalle vittime ai loro usurai a garanzia delle somme ricevute in prestito