Cronaca Bianca

MADDALONI - Ecco tutta la verità sul clamoroso sequestro di tutti i libretti delle navette che dovevano condurre migliaia di visitatori al cimitero

Non era un problema di assicurazioni, ma delle autorizzazione mancante della motorizzazione civile che consente ad un autobus turistico di svolgere servizio urbano MADDALONI -


Non era un problema di assicurazioni, ma delle autorizzazione mancante della motorizzazione civile che consente ad un autobus turistico di svolgere servizio urbano MADDALONI - Nella giornata di ieri, sabato, avevamo promesso ai nostri tanti lettori, in netto aumento anche sulla piazza di Maddaloni, che avremmo approfondito la vicenda del clamoroso stop dei bus navetta, utilizzati già il primo novembre e che dovevano servire per traghettare migliaia di maddalonesi dal centro cittadino al cimitero, in occasione della giornata dedicata alla commemorazione dei rifiuti. Ieri avevamo scritto di un intervento deciso da parte dei vigili urbani legato a delle verifiche fatte sui contrassegni assicurativi. Si trattava di notizie frammentarie, che andavano chiarite. E il chiarimento è arrivato. I vari operatori che erano stati individuati dagli uffici comunali per erogare questo servizio, hanno cominciato a litigare tra di loro.  Da una parola all'altra, da cosa nasce cosa. Una tensione che ha indotto i vigili ad effettuare dei controlli approfonditi. E' venuto fuori che tutti gli autobus erano sprovvisti di quell'autorizzazione obbligatoria che consente ai pullman turistici di effettuare servizio urbano. Un'autorizzazione che, ai sensi delle norme del codice della strada, viene rilasciata dalla motorizzazione civile. Da qui i libretti sequestrati, il blocco del servizio navetta che, del resto, era anche a pagamento, i disagi e le proteste. Ma perché litigavano tra di loro gli operatori? Perché pare ci sia stata una grande confusione e pare pure che qualcuno abbia fatto il furbo rispetto agli accordi presi con il comune che prevedevano un numero preciso di mezzi, ripartiti tra i vari operatori privati, con un'indicazione vincolante anche sulle linee e sulle direttrici che ogni mezzo avrebbe dovuto percorrere. E invece, forse anche a causa della poca chiarezza di quest'accordo ci sono state delle invasioni di campo. E, a quanto pare, si è verificato anche un episodio di vero e proprio imbucamento. C'era un autobus che operava e che non era stato indicato in nessun protocollo e in nessun accordo. D Due domande: il comune di Maddaloni sapeva che gli autobus turistici, per esercitare il servizio urbano, hanno bisogno di un'autorizzazione della motorizzazione civile? E se lo sapeva, perché non ha chiesto che questo documento fosse presentato all'inizio del servizio e nell'incartamento che comunque prevedeva altre autorizzazioni e altri visti? E poi, chi ha lavorato alla determinazione  e alla formalizzazione dell'accordo con le autolinee private, che poi si è dimostrato confuso e inefficace? Qualcuno, al comune, ne dovrà pur rispondere. G.G.