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L'EDITORIALE - Un interpartitico per "far fuori" la De Negri sarebbe indegno.Avrebbe senso solo se si partisse da un azzeramento della giunta

D'altronde il sindaco ha la facoltà di revocare chi gli pare. A che gli serve la copertura del partito? A renderlo complice di un'operazione impresentabile CASERTA - Si ritorn


D'altronde il sindaco ha la facoltà di revocare chi gli pare. A che gli serve la copertura del partito? A renderlo complice di un'operazione impresentabile CASERTA - Si ritorna a parlare insistentemente di interpartitico. Capita sempre cosi: quando Polverino e Del Gaudio, si riducono, come si suol dire, in un cul de sac, la buttano in caciara. Cioè riscoprono che esiste un partito a cui appartengono, del quale però non hanno alcuna percezione quando si tratta di scrivere i bilanci di revisione, di operare le scelte strategiche più pesanti, come quella dell'hausing sociale ecc. Nella visione minimalista, ed è già un complimento, di Bibi e Coco della politica casertana, l'interpartitico dovrebbe sancire ineluttabilmente che 4 diviso 4 non può fare 4. Insomma, in poche parole, dopo non essere riuscito a farla fuori attraverso una clamorosa raccolta di firme tra i consiglieri di maggioranza, trattamento che si riserva agli indegni, ora vogliono far di conto in modo da dimostrare che la De Negri deve lasciare il posto a un assessore del gruppo dei 10 rompi scatole che stanno mettendo in pericolo il futuro di quest'amministrazione, ma che potrebbero salvare il futuro della città di Caserta. Poi non sarà importante se ad essere accontentato sarà l'Udc, il quale, a quanto ci risulta il terzo assessore lo chiede solo in subordine alla richiesta principale che è quella di avere delle deleghe più importanti a partire dalle attività produttive. Dicevamo, non è importante chi si accontenterà se l'Udc o i due di Fratelli d'Italia che Polverino e Del Gaudio stanno provando disperatamente di staccare dal gruppo dei zinzani, l'importante è che la De Negri se ne vada. Prima lei e poi, eventualmente, anche Spirito, in modo da costruire una giunta livellata nella sua totale inconsistenza di cultura amministrativa, e istituzionale tout court. Ma un interpartitico convocato per questo non serve a nulla. Tra i potere del sindaco, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, c'à anche quello di nominare e revocare gli assessori. Perché chiedere la copertura politica del Pdl per far fuori uno dei due assessori decenti di questa giunta? Il sindaco lo deve fare da solo, perché è nelle sue facoltà farlo. L'interpartico avrebbe senso solo se, prima di tutto Polverino la piantasse con questa furbata ormai annosa delle liste civiche e dei movimenti civici, da lui costituiti e che sono utilizzati, a volte, contro gli interessi del partito, di cui Polverino è vicecoordinatore provinciale. Una roba che solo uno sprovveduto politico come Nitto Palma, che magari sarò un uomo di grande competenza in tema di giustizia e di diritto, ma  quello di dirigente politico non è mestiere suo, può tollerare. Un interpartitico potrebbe servire se, a due anni e mezzo dall'inizio di questa consiliatura, si aprisse una fase di verifica seria che investa i contenuti, in verità latitanti, di questa esperienza di governo e che da questa analisi prenda le mosse per tentare di dare un senso al resto della consiliatura, con deleghe redistribuite, rivisitate e rideterminate, anche attraverso un sistema di turn-over che metta da parte per il momento politici di professione come gli Enzo Ferraro, i Peppe Greco, come gli Emilio Caterino. Se non si parte da questi contenuti, se l'interpartitico deve diventare una sinistra cerimonia sacrificale di Maria Felicita De Negri, allora farebbe bene la Petrenga a non prestarsi a questo gioco, perché questo gioco proietterebbe ombre ancora più disonorevoli su un partito già provato da una fase nazionale molto complicata. G.G.