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PD, al "killer" Stumpo, Cusano e Magliulo rubano subito la pistola. 8 ore di tortura e alla fine si al congresso: si voterà il 10 novembre

L'uomo che ha pilotato Bersani alla vittoria alle elezioni primarie contro Renzi, riteneva, forse, di fare un sol boccone dei sedicenti renziani casertana. Non immaginava con qual


L'uomo che ha pilotato Bersani alla vittoria alle elezioni primarie contro Renzi, riteneva, forse, di fare un sol boccone dei sedicenti renziani casertana. Non immaginava con quali ossi duri avrebbe dovuto confrontarsi su un terreno completamente estraneo alla politica autentica. CASERTA - Fosse dipeso da lui, e al netto dei giaguari da smacchiare, oggi Pierluigi Bersani sarebbe Presidente del Consiglio. Se fosse dipeso solo da lui, da Nicola Stumpo, l'ala sinistra del PD oggi avrebbe in mano il Paese, grazie alla vittoria alle ultime elezioni, grazie a un risultato che nè Achille Occhetto, nè Walter Veltroni erano riusciti a raggiungere. E come se dopo aver dribblato tutta la squadra avversaria e anche il portiere, il centravanti, a un metro dalla linea di porta, e in posizione centralissima, riesce a buttare il pallone fuori. Stumpo era quello che aveva saltato come birilli tutti gli ostacoli più alti e insidiosi nella corsa di Bersani verso la premiership, soprattutto è riuscito a imbragare Renzi non già con un competitor bello simpatico e figo come lui, ma con la vecchia scuola di Botteghe Oscure, Stumpo evidentemente ha ben assimilato nei suoi studi di giovane dirigente di partito, che ti uccide con un sorriso e con la melassa paralizzante di regolamenti, norme, pandette e codicilli. Senza di lui, Bersani, le elezioni primarie, che rappresentavano la vera montagna da scalare per aprire l'orizzonte verso Palazzo Chigi, non le avrebbe vinte. Per quello che è riuscito a fare nei mesi e settimane precedenti alle primarie di un anno fa, Stumpo si è guadagnato il graziosissimo appellativo di "killer". Freddo, attento, pronto a usare le sue cartucce con parsimonia e solo al momento opportuno, rifuggendo ogni tentazione di sprecare energie nella bagarre dialettica. Ebbene, uno così, diventato deputato del PD alle ultime elezioni, è arrivato a Caserta, ieri pomeriggio, venerdì dei Santi, pensando forse che, essendo venuto a capo di contese durissime al cospetto dei Renzi-boys, sorretti dal vento possente della popolarità, in 5 minuti avrebbe affermato la sua idea determinata e determinante, di far celebrare il congresso provinciale del PD di Caserta entro e non oltre il 3 novembre, facendo un sol boccone dei sedicenti renziani di questa sperduta provincia meridionale. Quando solcava, con la sua auto, il nastro di asfalto autostradale che separa Roma da Caserta, tra le tante telefonate che l'avranno sicuramente impegnato su altri temi nazionali ben più importanti, Stumpo non ha ragionato, non è riuscito a farsi venire il dubbio che quelli che andava ad incontrare non erano veri renziani, ma degli imbucati alla festa organizzata dal sindaco di Firenze e che qui a Caserta avrebbe trovato persone che hanno un'abitudine cementata, da solidi retroterra culturali e territoriali, all'intrigo, alla trattola, al continuo utilizzo della manipolazione anche di tipo documentale. Ecco perchè Stumpo ha fatto le 3 di notte e ha impiegato 8 ore di riunione per ottenere il via libera al congresso, che non si terrà, però, domani 3 novembre, ma domenica 10 novembre. Ore e ore di interventi dei componenti della commissione provinciale fedeli a Caputo, Picierno e Marino, hanno lasciato letteralmente di sasso Stumpo il quale, rovistandosi nella tasche, ha capito che i vari Giovanni Cusano, Falco e lo scatenatissimo Diogini Magliulo, gli avevano immediatamente trafugato la pistola, trasformandolo in un killer un pò sfigato, come quello che vagava disperato nel celeberrimo film con Bud Spencer e Terence Hill "Altrimenti ci arrabbiamo". E neanche l'arma dell'autorità ha potuto usare colui che a Caserta era arrivato, da componente della commissione nazionale del congresso, delegato dal presidente Zoggia. Perché quella gliel'aveva spuntata Pina Picierno, che in questi giorni oltre a starnazzare contro Casertace anche al telefono di Cruciani e del noto programma di radio 24 "La zanzara", aveva fatto di tutto per bloccare questo congresso. Pensate un pò che per bollare di vizio la candidatura di Raffaele Vitale è stato anche detto che il sindaco di Parete sarebbe stato sostenuto dal vituperatissimo Enrico Fabozzi, il quale, essendo diventato un avversario dell'ex fidanzato della Picierno, e cioè di Nicola Ucciero, difficilmente, al contrario, appoggerà il giovane primo cittadino di Parete, proposto proprio da Ucciero. A un certo punto, nella riunione di ieri sera, è stato anche detto che si stavano comprando i voti. Cacciamo un piccolo scioglilingua: lo ha detto Dionigi Magluilo ed è tutto dire. Alle 3 di notte, come detto, la riunione è finita. Congresso fissato per il 10 novembre. Stamattina scopriremo se sono stati o meno già nominati i presidenti di seggio, gli scrutatori e garanti. Sembra un piccolo particolare, ma in considerazione di quello che è capitato nelle ultime settimane, non lo è. Gianluigi Guarino