Cronaca Bianca

L'EDITORIALE, IL VIDEO E LE FOTO. Questa ci mancava, una mega partita di cricket nei campetti della Reggia. La sconfitta di ogni logica di governo in una CASERTA totalmente scombussolata

Quando, in maniera sempre più disillusa, proponiamo temi dall'alta cifra culturale, sappiamo, purtroppo, di aver di fronte un muro munito e inscalfibile: quello dell'ignoranza collettiva che si traduce nelle classi dirigenti che ci ritroviamo


di Pasquale Manzo

Per il modo in cui vengono attuati, secondo una impostazione deliberata, i servizi di vigilanza e di controllo di piazza Carlo III e delle aree ad essa attigue hanno carattere solo saltuario ed intermittente.

Ora, tale scelta tradisce una completa sottovalutazione del tema della tutela di Palazzo Reale e del suo contesto.

Ed il rilievo non e' certo rivolto alle forze di polizie, che anzi fanno molto di piu' di quello che devono e con risultati altamente apprezzabili quando intervengono. Anche se con un grave inconveniente, perche', distolte come sono - impropriamente, a nostro avviso, come sosteniamo da sempre - dai propri compiti principali per quel diverso impiego, si trovano per forza di cose a dover ridurre in proporzione i servizi per la sicurezza pubblica generale. Perche' un fatto e' certo: se polizia, guardia di finanza e carabinieri sono impiegati per la Reggia, il numero di essi che indagano - ad esempio - per la drammatica morte della povera Raffaela IODICE, l'anziana insegnante deceduta in conseguenza di un furto notturno subito in casa lo scorso agosto, non potra' che essere inferiore a quello altrimenti dispiegabile.

L'incomprensione di questo tema e', di contro e con tutta evidenza, direttamente imputabile all'amministrazione comunale, la quale, in perfetta continuita' con quelle passate, non coglie che il decoro del monumento nel contesto cittadino non e' una delle tante questioni annose del capoluogo, ma e' la questione capitale.

Il sindaco Carlo Marino, difatti, da politico navigato qual e' e sfruttando l'auge del suo partito al governo nazionale, una volta resosi conto che per tutelare realmente il monumento gli sarebbe stato anche necessario farsi piu' di un nemico e mettere il dito in alcune piaghe purulente della citta', ha incalzato l'ufficio di prefettura per trasformare la sua responsabilita' diretta ed esclusiva in una responsabilita' diffusa con le forze di polizia, riuscendovi pienamente.

Come si fa a non capire, anche se qualcuno si illude ingenuamente del contrario, che Caserta, per il comune turista, e' solo la Reggia, senza la quale sarebbe una anonima cittadina del sud, carente di servizi, architettonicamente mediocre e deturpata, che nessuno visiterebbe per se stessa.

Questo dato di fatto innegabile ha una sola conseguenza logica.

Il primo sforzo della citta' dovrebbe essere quello di presentare ad ogni costo ai suoi visitatori un centro storico e specie l'area monumentale in condizioni inappuntabili di pulizia e di ordine e con un sistema di accoglienza, assistenza ed informazione perfetto. Che senso ha buttare soldi e risorse, tanto per fare, in iniziative come quella dell'Infopoint istituito sotto il porticato comunale, defilato ed ignoto ai piu' ?

Nella situazione di disastro in cui sono le cose, la misura piu' urgente sarebbe quella di affidare la vigilanza di piazza Carlo III e dell'area circostante, in via stabile e continuativa, al personale della polizia municipale, determinato negli interventi e responsabilizzato dei risultati del servizio. Coadiuvato, se del caso, da uomini attinti dalla leva del servizio civile o finanche dalle associazioni di volontariato. O persino, per determinati scopi, da guardie particolari giurate anche a pagamento, considerate le tante spese inutili che gravano sul bilancio comunale.

E' la scoperta dell'acqua calda. Ma l'insipienza delle politiche fin qui condotte - si fa per dire, naturalmente, perche' si e' trattato sempre di un cieco barcamenarsi - ha prodotto i fenomeni di degrado che tutti conoscono e che placidamente perdurano.

Oggi documentiamo non la presenza dei soliti parcheggiatori abusivi, quelli che denunciamo regolarmente da alcuni anni e che nei giorni scorsi volevano menare Luca Abete, ma altro ancora.

Dopo i campeggiatori con tanto di tenda, dopo quelli delle scampagnate, delle partite di pallone, delle mountain-bike, del motocross, dopo i cinofili ed i writers, dopo quelli che scorrazzano in motorino e passano in macchina in piazza Carlo III, che vi abbiamo fatto vedere, oggi vi offriamo le foto della comunita' pakistana che nei giorni di festa va a giocare lo sport nazionale, il cricket. E poi si dice che Caserta non integra gli stranieri !

Nella foto e nel filmato che pubblichiamo si vedono alcune fasi della partita che si e' disputata il 15 ottobre, la cui durata non e' proprio breve, come sa chi conosce le regole di questo sport.

Le altre foto si riferiscono a due storici venditori abusivi, quasi emeriti, che si piazzano strategicamente all'uscita del parcheggio Pollio, punto da dove transita la massa dei turisti. Vedete, in uno scatto riferito a sabato mattina, la donna che contratta la sua merce. In un'altra, si nota l'uomo che vende le calamite mentre ritorna, al termine della mattinata, alla sua macchina, parcheggiata in divieto di sosta per tutto il tempo. C'e' da credere che i due abbiano il dono dell'invisibilita', se riescono ad agire indisturbati in posizione tanto evidente da sfuggire solo ad un cieco.

Uno scatto ancora ritrae i soliti ragazzi che oziano sui basamenti del monumento, questi imbrattati di fresco, senza che incomprensibilmente nessuno si azzardi a farli smammare.

Qualcuno pensa a queste cose come a cose di folclore, invece esse gettano grave discredito sulla citta' e sul suo monumento agli occhi dei turisti che osservano.

E non si e' certamente sulla strada buona se ancora oggi, come per il fenomeno della movida incontrollata, negli ambienti del comune si tira in ballo che siano le persone ad essere maleducate e a non collaborare. Non si e' capito che non e' piu' il tempo di dare motivazioni a quello che accade, ma che occorrono i fatti.