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ESCLUSIVA CASERTA - Ecco come con un documento di sfiducia Del Gaudio vuol "far fuori" l'assessore De Negri

Polveriniani in azione per determinare una terza poltrona da garantire all'UDC, senza disturbare la carica di vicesindaco di Enzo Ferraro. Tutti i particolari. CASERTA - Si sa ch


Polveriniani in azione per determinare una terza poltrona da garantire all'UDC, senza disturbare la carica di vicesindaco di Enzo Ferraro. Tutti i particolari. CASERTA - Si sa che una delle aspirazioni dell'uomo, soprattutto di quelli più ingegnosi e con l'attitudine ai viaggi onirici e fantastici, c'è la ricerca della perfezione, intesa come essenza, che non si può neanche spiegare in termini materiali, di definizione razionale, computistica e aritmetica. Inutile citare le vicende leggendarie di Icaro, che però tornano buone per far capire quale fine possano fare determinate velleità. In questi giorni a Caserta c'è un'entità che lavora per arrivare alla perfezione della propria capacità di elaborazione politica e amministrativa: stiamo parlando dell'amministrazione comunale e di chi la rappresenta, cioè del sindaco Pio Del Gaudio. In questi due anni e mezzo, l'attività instancabile, la qualità reale, concretatasi in una trasformazione, in una vera e propria rivoluzione dei livelli di vivibilità della città capoluogo, ha trovato un solo ostacolo, una sorta di corpo estraneo a una tale espressione di senno e di "Ragion Pura". Questo ostacolo si chiama Maria Felicita De Negri, assessore alla cultura in piena asimmetria culturale e cognitiva rispetto ad autentici giganti del pensiero, quali sono lo stesso sindaco Del Gaudio, i Peppe Greco, gli Enzo Ferraro, questo si che se ne intende di cultura, ma soprattutto il gigante dei giganti: l'assessore ai cornetti Algida, Emilio Caterino. Giustamente, il sindaco Del Gaudio aspira alla sublimazione in questi ultimi due anni e mezzo di consigliatura e, trattando in questi giorni con il capogruppo dell'UDC, Pierpaolo Puoti, ha aperto alla possibilità di offrire un terzo assessore al partito di Zinzi in modo da determinarne, da un lato il rientro in maggioranza del medesimo, con contestuale voto di approvazione ai 300 appartamenti targati Tenzi, che fanno battere il cuore del primo cittadino e di Angelo Polverino, dall'altro la blindatura di quel patto inscindibile che ha stipulato con Enzo Ferraro che non ha mai accettato l'idea di cedere la poltrona di vicesindaco all'Udc, dato che, siccome questa città nulla si vuol far mancare, proprio Enzo Ferraro aspira, addirittura, udite udite, alla fascia tricolore come successore di Del Gaudio. E allora per fare posto all'Udc occorre che il corpo estraneo, questa donna fastidiosa, questa archivista di stato che ha dedicato la sua vita agli studi e che si esprime con un linguaggio incomprensibile ai giganti del pensiero che abitano la stanza dei bottoni del comune di Caserta, va accantonata. E per fare questo occorre organizzare una sorta di sfiducia strisciante. Un documento da non rendere pubblico, ma da far girare all'interno dei gruppi di maggioranza e all'interno dei partiti della stessa maggioranza. Sul pezzo si stanno muovendo, proprio in queste ore, il capogruppo del PdL, ma in sostanza del gruppo di Polverino, Roberto Desiderio, ma un paio di consiglieri sempre di stretta osservanza polveriniana, di CasertaPiù quali Santonastaso e Tenga, altri due che da tempo mordono il freno per andarsi a sedere in questo cenacolo di fertili culture, come quello rappresentato dalla giunta. Bene, ora smetto di scherzare, se fate fuori la De Negri, che insieme a Nello Spirito è l'unica faccia spendibile di questa amministrazione, stavolta Casertace vi organizza la rivolta civile. Ve ne dovete andare. Atti del genere offendono la città e quel poco di identità pulita che ancora sopravvive in una asfissiante montagna di merda. Gianluigi Guarino