Cronaca Bianca

L'INCHIESTA. SESTA PUNTATA. VILLAGGIO DEI RAGAZZI. - Quanti soldi assorbono le associazioni di don Cavallè? Storia di viaggi, cene, concertini e webmaster da importazione

SESTA PUNTATA. Vida e Vis: altre due gemme, apparentemente extra Villaggio, sbocciate grazie all'innesto e all'infaticabile attività del presidente della fondazione e del suo f


SESTA PUNTATA. Vida e Vis: altre due gemme, apparentemente extra Villaggio, sbocciate grazie all'innesto e all'infaticabile attività del presidente della fondazione e del suo fedele collaboratore Pietro Matrisciano. GIOVEDI' SETTIMA PUNTATA MADDALONI - Nella sesta puntata della nostra lunga inchiesta relativa, lo vogliamo precisare ancora una volta, non a don Miguel Cavallè,  ma ai metodi di gestione della fondazione Villaggio dei ragazzi adottati dal presidente  pro tempore don Miguel Cavallè, continueremo a trattare il tema interessantissimo delle associazioni. Questo, nell’ottico di voler comprendere una serie di situazioni che hanno anche  a che fare con l’utilizzo  di ingenti trasferimenti di risorse pubbliche, ultimo della serie il  milione di euro incassato dalla Regione Campania e, dunque, da tutti noi che paghiamo l'irap (perché noi l'irap la paghiamo) e l'accisa aggiuntiva sulla benzina. Fatta la premessa veniamo subito al sodo. Nella quinta puntata ci siamo soffermati a lungo su questa autentica passione del presidente don Cavallè per le associazioni no profit. L'ultima analisi l'abbiamo dedicata a "Sognare ad occhi aperti” e da questa ripartiamo dato che l'associazione  è la genitrice di fatto di un'altra perla della catena di solidarietà costruita dal presidente . Stiamo parlando dell'associazione Vida onlus. Le prime attività  di Vida sono state finanziate proprio da Sognare ad occhi aperti, presidente Pietro Matrisciano e vicepresidente, il presidente Cavallè, socio l'avvocato Michele Santonastaso, oggi al carcere preventivo e sotto processo con l'accusa di camorra. SINGAPORE, UN PRESIDENTE GLOB TROTTER - Così cantavano, negli anni '70 i Nuovi angeli: Singapore, vado a Singapore, benedette care signore. Il presidente don Cavallè sgambettava ancora in un asilo della sua Barcellona, ma evidentemente questo motivetto deve averlo conosciuto nella sua ricca formazione culturale impartitagli dal suo maestro padre Maciel e gli è rimasto l'amore per l'antica colonia britannica, visitata con entusiasmo in quest'ultima estate subito dopo una corposa e, a suo dire, proficua missione nella terra del Mahatma Gandhi Vida ha come sua finalità, piuttosto impegnativa e ambiziosa, la realizzazione di missioni umanitarie in India. Presidente dell'associazione è lo stesso padre Miguel, socio Pietro Matrisciano. Ora, se è vero che padre Miguel è un sacerdote relativamente giovane, si può anche pensare che questa miriade di associazioni messe in piedi e di cui si occupa direttamente possano sottrargli tempo a quella che è la sua funzione fondamentale di presidente del Villaggio dei ragazzi. Infatti, nelle ultime estati il presidente a Maddaloni, nei mesi di luglio ed agosto, quando ci sono anche importanti necessità di programmazione, non si è quasi mai visto, dato che si trovava in India per mettere in piedi queste missioni umanitarie, oppure nei campi estivi organizzati da Regnum Christi, il braccio secolare dei Legionari di Cristo. Ma se un'associazione no profit, ambiziosa, come Vida, che padre Miguel  aspira addirittura a far diventare prima una  ong riconosciuta dal ministero degli esteri per poi farle spiccare il volo verso il palazzo di vetro dell'Onu, deve funzionare sul serio occorrono quattrini, finanziamenti, donazioni. CENE E CONCERTI. DUE   SEMPLICI DOMANDINE AL PRESIDENTE CHE PERO' NON CI RISPONDE -  Avremmo preferito che a scriverci, rispondendo alle molte domande che gli abbiamo posto, fosse don Miguel Cavallè  e non l’esimio avvocato Michele Marra che continua ad inondarci di mail. Michele Marra, legittimamente, fa il tifo per don Miguel, ma non si concentra molto sugli atti del presidente don Miguel.  Forse perché è coinvolto anche lui emotivamente nelle azioni dei Legionari di Cristo  attraverso il nobile sostegno fornito alle sorti di un'altra associazione, "Bambini di Manina",  con cui ha contribuito ad organizzare una cena insieme a Vida. Badate bene,  non Manila, la capitale delle Filippine, ma Manina che in lingua malgascia, cioè in lingua del Madagascar, significa "nostalgia di una persona lontana", forse quella giusta e ugualmente nobile che l'esimio avvocato Michele Marra avverte  nei confronti del suo amico avvocato Michele Santonastaso. E a proposito di cene, una molto importante fu organizzata nell'istituto alberghiero del Villaggio dei ragazzi, precisamente il 12 dicembre del 2011. Dunque,  il Villaggio con le sue strutture organizza cene il cui ricavato finisce a Vida che è un'associazione giuridicamente indipendente dal Villaggio con un suo statuto e con un organigramma, manco a dirlo riempito dalle stesse persone che ricoprono le cariche più importanti della  fondazione Villaggio, e cioè don Cavallè, Pietro Matrisciano e il consigliere Antonio Rosario Cerimoniale , responsabile del settore assistenza dell’istituzione fondata da don Salvatore D’Angelo. Ma non solo con le cene del Villaggio viene finanziata l’attività di Vida. Sempre attraverso l’organizzazione della struttura maddalonese sono state messe in piedi tre edizione del cosiddetto Village Festival. Il primo si svolse  nel maggio 2010. Vida non esisteva ancora, ma i soldi raccolti erano già finalizzati per le missioni umanitarie dell’India. A quella edizione di Village Festival parteciparono molti dei protagonisti della nota trasmissione di Amici, tra cui Pasquale Maione. Nella seconda edizione della Kermesse svoltasi il 15 giugno del 2011 (noi  scriviamo con carte alla mano e non raccontiamo fandonie, capito avvocato Marra) si esibisce Sal Da Vinci. Nella terza edizione tenutasi poco più di un anno dopo, precisamente l’8 luglio del 2012, a cantare è Gigi Finizio.  Il prezzo del biglietto è di 10 euro e sono circa mille quelli che lo pagono per assistere ai concerti per un incasso che si aggira intorno ai 10 mila euro. Ora, siccome regoliamo le nostre affermazione in base ai documenti che abbiamo diciamo che su questa cosa, proprio per garantire  un’eventuale diritto di replica del presidente don Miguel, affermazione non ne facciamo, ma per dindirindina, qualche domanda la possiamo pur porre, dato che il Villaggio esiste grazie ai soldi dei contribuenti : le spese per queste edizioni del Village Festive chi le ha sostenute? C’era un palco, c’erano le sedie, c’era l’assicurazione, la Siae da pagare. Non sappiamo se i cantanti si siano esibiti gratuitamente, anche se ne dubitiamo. Basta rispondere. Formulare un’affermazione precisa a questa nostra domanda, possibilmente circostanziandola e documentandola con lo stesso sforzo garantista che stiamo svolgendo noi di Casertace per essere i più equilibrati possibili.  Pubblicheremo a carattere cubitali, ma ovviamente all’interno di eque virgolette, l’eventuale risposta di cui ci vorrà, bontà sua, gratificare il presidente  Cavallè. Giusto per completare questa parte della narrazione, citiamo le due edizioni di Natale al Villaggio, svoltesi la prima, l’8 dicembre del 2010, giorno in cui è stata fondata l’associazione Vida, la seconda, che a quanto pare  fu un’edizione non riuscita, ,  nonostante la presenza dell’archeomelodica, Angela Luce,  nel dicembre dell’anno successivo. In quell’occasione Angelo Luce fu  portata a cena in un noto ristorante di Maddaloni, alla presenza di molti invitati, e con un conto pagato da qualcuno di cui vorremo conoscere sommessamente ed educatamente  le generalità. VIS, OVVERO SPERIAMO CHE IL MODELLO DI QUESTO  VILLAGGIO NON  SIA  ESPORTABILE – Ma il presidente della fondazione don Miguel è un vero moto perpetuo. Non si accontenta della ciclopica missione che si è assegnato con Vida  e fonda un’altra associazione, anzi una vera e propria fondazione  che chiama Vis, indicando, evidentemente, il significato della parola latina , vis, forza. Da un punto di vista strettamente giuridico, come si può verificare tranquillamente dal sito ufficiale, si tratta di una  fondazione privata di padre Miguel. Che poi questa fondazione abbia creato una  relazione con il Villaggio è un fatto che attiene, come sempre, al problema della sussistenza, della sopravvivenza e della necessità di risorse di cui la fondazione ha bisogno per seguire il suo obbiettivo che è quello di esportare, così è scritto nel sito già citato, “ la decennale esperienza solidale della fondazione del Villaggio dei ragazzi di Maddaloni, creando una rete mondiale di centri di accoglienza e di fondazione al servizio dei bambini” . Hai detto niente!!! Questa  è una cosa ancora più grossa di Vida. Di questa nuova fondazione don Miguel è presidente come è presidente di Vida e come è vicepresidente di Sognare ad occhi aperti. I Legionari di Cristo potrebbero anche a porsi il problema della iperattività del loro confratello, dato che  una regola benedettina, ma anche Francescana, mutuata  non da un fesso, ma dal fondatore della filosofia Scolastica, Tommaso d’Aquino, successivamente santo, sostiene che è meglio fare una cosa bene che tante raffazzonate. E come si sa san Tommaso d’Aquino è uno caposaldo degli studi imposti ai legionari di Cristo. All’inaugurazione di Vis, avvenuta il giorno 2 novembre del 2011, alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe, dell’allora vescovo Pietro Farina, il quale, insieme all’arcivescovo di Napoli, inaugura e, naturalmente benedice  le nuove camerate dei convittori che, giusto per dire, quel giorno non erano finite, dato che se da un lato c’erano gli arredamenti che fanno look nelle inaugurazioni, mancavano ancora i  bagni che di solito, a differenza delle camerate, non vengono benedette. I giri del globo di don Cavallè si moltiplicano. Della seria: tutta vida, speriamo non mo… vida. Poi ci simette anche Vis  che, va detto, trova dei finanziatori anche nel messico, patria di Maciel, maestro del presidente. Brasile, Tanzania, Costarica, naturalmente Messico: don Miguel, accompagnato spesso dall’immancabile Matrisciano, scende da un aereo e sale su un altro, quasi senza soluzioni di continuità. Anche in questo caso, domanda innocente: i viaggi istituzionale citati che non abbiamo difficoltà a conoscere come tali, da chi sono stati pagati? Non sono domande tendenziose o speciose come sostiene l’esimio avvocato  Michele Marra. E mo’ vi spieghiamo anche il perché. IL TESORIERE -  Questa rete di associazioni, Vida, Vis, Sognare ad occhi aperti, e ce ne sono anche altre, che formalmente e giuridicamente non hanno nulla a che vedere con la fondazione Villaggio dei Ragazzi annoverano un unico tesoriere. E fin qui ancora niente di strano, dato che noi siamo ipergarantisti. E diciamo allora, che tutte queste creazioni di don Miguel Cavallè , che nulla centrano con la fondazione retta dal “presidente, pro tempore, don Miguel Cavallè” , si avvalgono di un uomo di fiducia che dà una mano alla gestione economica. Però, don Miugel, se questa persona è colui che svolge l’attività di tesoriere del Villaggio dei ragazzi, mi spiega perché il suo avvocato continua a sostenere che quest’inchiesta è tendezionsa, è faziosa, è apodittica, è persecutoria, è diffamatoria, è calunniosa? Questo è giornalismo. Rispondete alle domande che una testata formula e avrete un’ampia diffusione. Ma le domande le facciamo noi e noi non siamo un giornale di veline scritte da ammaestratori per ammaestrati. Pensate  che sia finita? No. Oltre alla questione del tesoriere c’è anche quella di un neo assunto nel Villaggio dei Ragazzi. Si tratta del dottor, di laurea breve, Francesco Grauso che svolge l’importante funzione, certo non da impiegato d’ordine o di concetto, di economo. Il dottor Grauso ha svolto la funzione, ben retribuite, di coordinatore  delle associazioni Vida e Vis, con le quali, probabilmente, ancora oggi collabora. Per carità, niente di peccaminoso fino a prova contraria, ma ci potrà pur sorgere qualche dubbio sul modo con cui vengono utilizzate le risorse pubbliche (ha capito bene presidente, pubbliche) della fondazione del Villaggio dei ragazzi? L’IMPEGNO NEL SOCIALE. SI, NEI SOCIAL NETWORK. IL WEBMASTER SPAGNOLO – Il presidente don Miguel Cavallè fa parte della categoria ampiamente partecipata di coloro ai quali l’avvento dei cosiddetti social network ha cambiato vita e abitudini. La profusione di post pubblicati sulla pagina personale di Facebook, su quella di Twitter, sul blog che reca il suo nome, per non parlare del canale Youtube per i video, rasenta l’incontinenza. E’ molto più facile incontrare don  Cavallè su internete  che  incontrarlo di persona. E’ forse questa la strada che Casertace utilizzerà per ottenere le risposte di merito sulle questioni da noi documentate  che don Cavallè continua a  non darci. Tra le altre cose, quest’altra attività , spesso extra Villaggio che si aggiunge a tutte le altre di cui abbiamo parlato è gestita  da un webmaster spagnolo.  Lavora contemporaneamente  al sito del Villaggio, di Regnum Christi nostrano, delle associazioni Vida, Vis e compagnia bella, e anche al blog  personale  di padre Miguel. Ultimissima domanda. Quanto guadagna il webmaster spagnolo, chi gli ha pagato i tre viaggi che ha fatto arrivando dalla Spagna? Chi gli corrisponde i legittimi emolumenti? Non si tratta di domande retoriche. Noi la risposta, effettivamente, non l’abbiamo in tasca, ma riteniamo di avere il dritto, frutto  della serietà giornalistica di quest’inchiesta, di riceverla da chi all’intero degli organismi della fondazione del Villaggio dei ragazzi gestisce le ingenti risorse pubbliche  che servono a farlo vivere e a farlo camminare . Gianluigi Guarino