Politica Economia e Territorio

CASERTA. Come volevasi dimostrare: la Corte dei Conti boccia il riequilibrio folle targato Nicolò e avallato da Carlo Marino. Il Titanic affonda e questi qua, compresi i tre signori della Commissione Liquidatrice, continuano a ballare

In foto il Sindaco Marino, il Prefetto Nicolò e l'Assessore Pica

Era stato fin troppo semplice prevederlo. In calce all'articolo il comunicato stampa contenente le dichiarazioni del Sindaco Marino


CASERTA (G.G.) - Verrebbe da dire, ma che ne parliamo a fare? Anzi, che ne scriviamo a fare? Quei pochi che si interessano, sciaguratamente per questa terra che non a caso versa in tali condizioni per quasi totale assenza dell'esemplare del 'cittadino', ben conoscono quanti articoli noi abbiamo scritto negli ultimi mesi per pronosticare, sempre con dovizia di argomentazioni, l'esito certo dell'azione di vaglio, da parte della Corte dei Conti, del riequilibrio di bilancio relativo all'anno 2016.
Bocciatura avevamo previsto al 100%, e bocciatura è stata.
D'altra parte, se uno più uno fa due, non potrà mai fare tre. Ma quando mai si è visto che un Comune con un dissesto in corso e non definito nei suoi elementi consequenziali, cioè nella determinazione di un avanzo o di un disavanzo di amministrazione, a conlusione delle varie procedute che lo compongono, possa realizzare un riequilibrio?
Ma riequlibrio di che cosa, caro Prefetto Nicolò, che nel Maggio 2016, senza curarsi minimamente dei moniti di questo giornale, avviò una procedura assolutamente improponibile?
Ma riequilibrio di che cosa, Sindaco Marino, pigro e non coraggioso a sufficienza per riconoscere quella che era un'enorme castroneria?
E attenzione, qui ci arriva anche un bambino delle elementari, non ci vuol certo un docente ordinario di contabilità degli enti locali.
Che cos'è il riequilibrio? È l'atto attraverso cui un Comune, riconoscendo il proprio stato di difficoltà, l'impossibilità di assolvere ai suoi obblighi di debitore, chiede ed ottiene dal Governo una sorta di dilazione dei propri debiti. Un riequilibrio può avere un'estensione temporale diversa: può essere di tre, quattro o anche dieci anni.
Insomma, è l'ultima ciambella di salvataggio che ti viene offerta prima di piombare in un dissesto che, nel nostro caso, sarebbe un altro, un nuovo dissesto.
Che oltre alla maglia nera di peggior provincia d'Italia ci darebbe un nuovo record per un fatto accaduto da nessun'altra parte: avere due dissesti in corso.
Ma come dice la parola, un riequilbrio, riequilibra. E per farlo ci deve essere qualcosa da riequilibrare. Ora, se noi abbiamo un dissesto in atto ed una commissione liquidatrice che è qui da sei anni, e che, in questo lasso di tempo, non è riuscita a vendere un solo ettaro di terra o un solo vano dell'enorme patrimonio immobiliare del comune, come puoi costituire un riequilibrio? Se noi abbiamo una commissione liquidatrice che costa un botto ai contribuenti e che dall'ottobre 2011 non riesce ad ufficializzare il dato finale del dissesto, quindi la contabilità di un attivo o, a quanto pare purtroppo, di un passivo dello stesso, su quali parametri se non quelli insufficienti (ed espressione di grandezze largamente minori rispetto alle prime) della gestione extra dissesto, puoi costruire un riequilibrio? Sarebbe un riequilibrio fasullo.
Perché se mettiamo che alla fine del dissesto salta fuori, nonostante i 43 milioni di euro di mutuo avuti a suo tempo, un disavanzo di tre o quattro milioni di euro, avresti fatto un riequilibrio fasullo, farlocco. E questo la Corte dei Conti, come puntualmente è capitato, non te lo può permettere.
Va bene, questo articolo lo abbiamo scritto giusto per coscienza, dato che ai casertani non frega un tubo neppure se gli sale la merda fino alla gola. Non gli frega nulla del disonore nazionale di quella maglia nera. Niente di niente. Direbbero a Roma, giustamente, "ma andate a morire ammazzati". 

Il comunicato stampa del Comune:

 “La Corte dei Conti non ha approvato il riequilibrio finanziario 2016 che riguardava il rendiconto 2014 dell’Amministrazione di centrodestra, ritenendo che lo sforamento fatto dal gennaio 2012 al dicembre 2015 durante quella stessa Amministrazione e nel corso della gestione commissariale non possa essere sanato attraverso il fondo di rotazione messo a disposizione dal Ministero dell’Interno. Pertanto, ora l’Amministrazione Comunale aspetterà con serenità le motivazioni del provvedimento della Corte dei Conti per poi decidere come comportarsi in merito a quel debito creato da chi ha governato la città negli anni scorsi”. A dichiararlo è il sindaco di Caserta, Carlo Marino.
“Va detto – ha aggiunto Marinoche siamo in attesa di provvedimenti che potrebbero giungere dalla Legge di Stabilità e che potrebbero dare all’Amministrazione la possibilità di affrontare con maggiore tranquillità le situazioni legate al passato. Nell’udienza di ieri a Napoli ho rappresentato che sin dal nostro insediamento, avvenuto nel giugno 2016, abbiamo avviato delle politiche di risanamento e di contenimento dei costi. In particolare, è stato abbattuto l’aggio del concessionario dei tributi, avviando un percorso che porterà ad una internalizzazione della riscossione dei tributi per la parte volontaria, all’abbattimento dell’aggio per la riscossione delle somme derivanti dalla sosta a pagamento nelle strisce blu. Inoltre, è in atto la riorganizzazione del patrimonio comunale nonché una grande battaglia contro l’evasione (Tari, concessioni per l’occupazione di suolo pubblico, oneri accessori e oneri di urbanizzazione)”.
Marino, poi, ha proseguito nell’analisi di alcune misure che avranno effetti importanti sul risanamento della gestione amministrativa: “È stato approvato un regolamento dell’avvocatura comunale per garantire un miglior funzionamento dell’ufficio legale dell’Ente e per abbattere i contenziosi. Ad oggi – ha proseguito il sindaco – l’Amministrazione Comunale al 30 settembre 2017 non si rivolge ad anticipazione bancaria ma ha saldo in cassa. Va detto che ciò non si verificava da decenni. Inoltre, va sottolineato come la Corte dei Conti non ha potuto valutare le politiche fiscali, contabili e giuridiche messe in campo dalla nostra Amministrazione da 18 mesi a questa parte in quanto la stessa Corte è stata chiamata ad esaminare il Riequilibrio 2016 che teneva conto del Rendiconto 2014 e dei debiti emersi dal gennaio 2012 al dicembre 2015, formatisi durante il periodo dell’Amministrazione di centro-destra e della gestione commissariale”.