Cronaca Bianca

L'EDITORIALE S. MARIA C.V. - Può una città, simbolo del Diritto e della legge, avere come suo decisivo perno politico un innocente indagato per camorra come Alfonso Salzillo? Secondo noi no e vi spieghiamo perchè

Le nostre riserve espresse nei mesi scorsi all'indomani dell'operazione Normandia diventano ancor più solide e urgenti nel momento in cui pur trovando all'ultimo momento anche la


Le nostre riserve espresse nei mesi scorsi all'indomani dell'operazione Normandia diventano ancor più solide e urgenti nel momento in cui pur trovando all'ultimo momento anche la stampella di Di Monaco, il sindaco Di Muro ha utilizzato Salzillo per rimanere in sella Solite istruzioni per l'uso: per la legge e per il diritto Alfonso Salzillo è un innocente. Quello che il Gip riporta nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione Normandia, e quello che è scritto nella richiesta, di arresto, formulata dalla Dda di Napoli non è una sentenza, men che meno aumenta o riduce le chances processuali, qualora dovesse approdare in un dibattimento del consigliere comunale Alfonso Salzillo. In quelle pagine non c'è nessuna verità acclarata in fatto di Diritto, ma quelle pagine meritano un rispetto maggiore da parte della politica, che non può non usare un elemento di prudenza nel momento in cui si pone la questione della presenza di Salzillo all'interno del Consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere. In tre o quattro articoli abbiamo fornito argomentazioni e contenuto a questa ultima nostra affermazione, ma oggi siamo costretti a ritornare sull'argomento perchè questo assume una forma tale da farlo considerare ancor più urgente e ancor più inquietante. Se è vero, come è vero che il sindaco Di Muro è riuscito a far sì che Alfonso Salzillo non fosse il 13esimo consigliere che decretava la sua sopravvivenza, con l'operazione in extremis di Di Monaco, è anche vero che lo stesso Salzillo pur non essendo l'unico titolare della Golden Share della politica locale, ne diventa un protagonista ancor più evidente, più incidente e più discriminante. Salzillo assume questo peso e se lo carica su spalle già fortemente impegnate dal fardello di una pesantissima inchiesta giudiziaria, in cui non due consiglieri di opposizione a Di Muro, non due politicanti da 4 soldi, ma una Procura della Repubblica italiana e, in parte, pur senza considerare sussistenti le motivazioni per una custodia cautelare in carcere, lo considerano implicato dentro ad un affare di camorra, ancora da chiarire all'interno di un dibattimento, prima di tipo preliminare, poi, eventualmente davanti ad un collegio giudicante. Per cui se a nostro avviso la presenza di Salzillo in Consiglio comunale era inopportuna prima della raccolta delle firme da parte dell'opposizione, a cui si sono aggiunti tre consiglieri dissidenti de "I Sammaritani", a maggior ragione diventa, ripetiamo l'aggettivo, inquietante nel momento in cui Salzillo diventa il fulcro su cui ruotano i destini della politica di Santa Maria Capua Vetere. Questo avevamo da dire e questo abbiamo detto. Il sindaco Di Muro è liberissimo di costruire la sua sopravvivenza istituzionale sulla figura di Alfonso Salzillo, ma noi siamo ugualmente liberi (e lo abbiamo fatto con chiunque in questi anni al di là della sua carta di identità personale e politica), siamo liberi di urlare ad alta voce  che  un percorso istituzionale, fondato sulle regole della democrazia, del diritto, sulla trasparenza e sulle "mogli di Cesare", non può avere come sua leva, almeno fino a quando la sua posizione giudiziaria e le accuse gravissime che la Dda formula a suo carico, non saranno definitivamente chiarite, il consigliere comunale Alfonso Salzillo. Gianluigi Guarino