Politica

MARCIANISE. Velardi, sindaco dell'antidoping, in comunione sadomaso con il Pd, cornuto e stra-mazziato, col povero Raffaele Guerriero...

Antonello Velardi, Raffaele Guerriero, Antimo Rondello e Domenico Laurenza

I marcianisani hanno voluto questa bicicletta, e l'hanno voluta fortemente al di fuori di ogni ragionamento logico, razionale e argomentato, e ora pedalassero


MARCIANISE (g.g.) - Il sindaco Antonello Velardi, si è cautelato per garantire l'elezione a consigliere provinciale del suo candidato Enzo Galatuomo, suo e di nessun altro visto che dopo che il Pd ha letteralmente fatto di tutto e anche di più per farlo diventare sindaco, dopo che gli ha rgalato la poltrona di presidente dell'Ato dei rifiuti, dopo che ha escluso Pino Moretta dalla propria lista affinchè lui, Velardi, ritirasse le dimissioni dalla presidenza dell'Ato, la candidatura di Galatuomo si è concretizzata fuori dal Pd nella lista dei Moderati dentro, cioè, a quelle aree politiche di tipo trasversale con cui il governatore De Luca sta letteralmente cannibalizzando il partito di Renzi in Campania, trasformando i leader di queste liste trasversali in formidabili raccattatori di consenso, di squadriglie di sindaci, assessori e consiglieri comunali, conquistato attraverso la possibilità, garantita loro da De Luca, di attingere a piene mani dal mulino clientelare della Regione.

Velardi non si è, però, accontentato, lui prova, infatti, un piacere sadico, lo stesso che proviamo evidentemente noi quando capeggiamo, a suo dire, la camorra casertana o sorbiamo etti di cocaina (pronti ad un antidoping pubblico in piazza Umberto I, a condizione che venga pure lui, nudi entrambi, così facciamo fare un pò di risate al popolo della pasta e fagioli), ad accanirsi su ogni brandello sopravvissuto di quel Pd da cui ha preso tutto e che ora umilia un giorno sì e l'altro pure.

Oltre a far proseliti per Enzo Galantuomo, il sindaco dell'antidoping si è speso affinchè Raffaele Guerriero, consigliere comunale di maggioranza e candidato nella lista del pd, uscisse mortificato da queste elezioni. Insomma, una parolina di qua, una parolina di là e un paio di voti sicuri equivalenti a più di 500 consensi ponderati, Raffaele Guerriero li ha persi nel consiglio comunale di Marcianise. Non l'hanno votato il presidente del consiglio Rondello il quale, ammaliato (contento lui...) dalla cultura politica e istituzionale che promana dalle meningi di Luigi Bosco, ha scritto sulla scheda il nome dell'infermiere Laurenza; non l'ha votato nemmeno un altro consigliere del Pd, anche lui smistato verso Laurenza, visto che Raffaele Guerriero, di consensi, in consiglio comunale, ne ha ricevuti solo 3 sui 5 previsti, addirittura andando sotto a quelli raccolti dall'appena citato infermiere.

Fino a qualche giorno fa, c'era sembrato adatto e sufficiente, a commentare le cose del Pd di Marcianise (Filippo Fecondo non ha rinnovato la tessera, a questo punto, riteniamo, per fottere meglio politicamente, a vantaggio di Velardi, gli esponenti del Pd locale) l'antico adagio del "cornuto e mazziato". Il Pd, infatti, non solo aveva subito l'impegno di un sindaco, da esso messo su quella poltrona in contrasto con gli interessi elettorali del partito guidato (si fa per dire) da Franco Mirabelli, che ha dovuto epurare dalla lista il Moretta che voti ne avrebbe portati, e tanti, ma continuava a pagare dazio, con la candidatura di Galatuomo nel gruppo dei Moderati, nonostante il Pd si fosse genuflesso ai piedi di Velardi affinchè facesse rientrare le sue dimissioni da presidente dell'ato.

Dopo le elezioni provinciali, nemmeno la sintesi chiara e fino a quel punto evidente, del cornuto e del mazziato, è più sufficiente. Qui, come scrivevamo prima, siamo alla pura comunione sadomaso.