Politica

ESCLUSIVA PDL ATTO PRIMO - Alfano a casa, ma ecco perché Nitto Palma e Pasquale Giuliano restano in carica fino all'otto dicembre. TRA POCO, L'ATTO SECONDO

Berlusconi ha commissariato tutto a livello nazionale, ma i quadri locali non possono saltare, altrimenti sarebbe impossibile formare la platea del consiglio nazionale, così com'


Berlusconi ha commissariato tutto a livello nazionale, ma i quadri locali non possono saltare, altrimenti sarebbe impossibile formare la platea del consiglio nazionale, così com'è statutariamente prevista CASERTA - Quello che è successo a Roma, ieri, venerdì, nel PdL lo conoscono già coloro che si interessano, almeno un poco delle non certo edificanti vicende della politica italiana. Noi, che ci occupiamo delle ancor meno edificanti vicende della politica nostrana, siamo chiamati, stamattina, in considerazione del deserto sconsolante delle diverse trattazioni giornalistiche, a occuparci delle ricadute locali di ciò che, ieri pomeriggio, si è consumato a Palazzo Grazioli. Partiamo subito da una cosa fondamentale: Berlusconi ha sancito con solenne chiarezza che le cariche del partito sono azzerate. Affermando questo, la logica vorrebbe che tutte le cariche del partito fossero azzerate. Anche quelle regionali e provinciali. Siccome, però, quelli del PdL, men che meno il Cavaliere, hanno dimestichezza con le regole della democrazia interna, ieri pomeriggio, concentrati com'erano sul focus nazionale, non hanno valutato un particolare fondamentale. Non l'hanno fatto perchè non sono abituati, come detto. Ma siccome, al momento, a meno che una scissione non si determini prima, il Consiglio nazionale del prossimo 8 dicembre, un vero D-day della politica italiana, visto che sarà anche il giorno della convenzione e del voto per l'elezione del nuovo segretario del PD, rappresenterà un momento in cui le due anime del partito, quella governativa e quella dei cosiddetti lealisti, dovranno procedere alla conta delle proprie truppe. Una conta che determinerà una maggioranza e una minoranza interna. Ed è per questo che, a 20 anni di distanza dalla costituzione della prima Forza Italia, diventerà una roba seria quello che mai e poi mai si sarebbe pensato che potesse diventarlo: la cosiddetta verifica dei poteri. Si tratta di un atto giuridicamente rilevante, collegato alla normativa espressa dagli statuti dei vari partiti, attraverso cui si definisce la platea degli aventi diritto al voto in un congresso, in un consiglio nazionale o in qualsiasi altro organismo interno. Ora, se si azzerano gli organismi regionali e provinciali, il consiglio nazionale del PdL verrebbe amputato di molte sue componenti. Dunque, stamattina, nei piani alti del PdL si starebbe già preparando una sorta di circolare, in cui si stabilisce che i coordinatori regionali e quelli provinciali del PdL resteranno in carica, a differenza di quello che è accaduto con Alfano, fino al prossimo 8 dicembre, quando la nuova Forza Italia vedrà la luce. E questo perché, la composizione del consiglio nazionale del PdL prevede la presenza al suo interno, con potere deliberante, di tutti i coordinatori regionali e di tutti i coordinatori provinciali. Durante la giornata odierna, dedicheremo 3 articoli alle questioni del PdL. Questo è il primo. In uno degli articoli, ci soffermeremo non poco su un ragionamento riguardante la presenza del presidente del consiglio regionale, Paolo Romano, alla riunione, svoltasi ieri pomeriggio, venerdì, all'Hotel Plaza di Caserta, organizzata dal coordinatore regionale Francesco Nitto Palma. Gianluigi Guarino