Cronaca Bianca

ESCLUSIVA AVERSA - Offerte sospette per la mensa scolastica. La Stazione unica appaltante blocca tutto

Cifre e servizi di due imprese valevano complessivamente il 15% in meno rispetto alla maggiore offerta presentata manco a dirlo dall'azienda che gestisce attualmente il servizio e


Cifre e servizi di due imprese valevano complessivamente il 15% in meno rispetto alla maggiore offerta presentata manco a dirlo dall'azienda che gestisce attualmente il servizio e che stamattina, giovedì, ha potuto anche godere di una proroga fino a quando la Suap non avrà terminato i suoi accertamenti AVERSA - Iniziamo questo nostro articolo ricorrendo a un noto modo di dire, nella versione italiana e latina: "delle due l'una" ovvero "Tertium, tertium non datur": o l'impresa che gestisce la mensa nelle scuole di Aversa, in questi anni, ha scialato, oppure altre due delle 5 imprese che hanno presentato l'offerta per l'assegnazione del servizio nell'anno scolastico in corso alla Stazione unica appaltante hanno qualcosa che non funziona. Stamattina, giovedì, la giunta comunale della città ha dovuto assegnare, infatti, una proroga all'azienda che ha operato negli ultimi anni. Una proroga a termine, fino al momento in cui la Stazione unica appaltante assegnerà la gara. Questo si è reso necessario per effetto della sospensione della procedura di aggiudicazione, operata dalla Suap, che avendo constatato la sproporzione tra le offerte di due imprese, che hanno quantificato, nella valutazione complessiva degli importi e dei servizi garantiti alle scuole aversane una cifra pari al 15% in meno rispetto all'offerta più alta presentata, ha bloccato tutto e ha chiesto, come accade sempre in casi del genere, alle due imprese di giustificare in maniera analitica in che modo riuscirà a garantire i servizi promessi nell'offerta presentata. Ecco perchè, delle due l'una. O l'offerta più alta, manco a dirlo, esposta dall'impresa che esercita oggi il servizio e che ha goduto anche della proroga ha parametrato la richiesta fatta a quello che ha avuto dal comune di Aversa in questi anni, oppure, sul piano delle necessità di controllo anticamorra le due imprese dei maxi ribassi devono spiegare più di qualcosa. E se dovesse ricorrere la prima circostanza vorrebbe dire che il comune di Aversa ha buttato via nel periodo di Ciaramella, una barca di quattrini. Il che, visto come funzionano i rapporti, da queste parti tra imprese erogatrici di servizi di natura pubblica e gli enti locali, ci farebbe pensare un po' male, come pensiamo male, giusto per fare un esempio quando narriamo le vicende ormai leggendarie della Publiservizi e dei suoi aggi da record. Gianluigi Guarino