Politica

Giù le mani da Giovanni Cusano, patrimonio dell'umanità. Lo vogliono portare davanti al giudice per la sparizione di mille miseri euro del penultimo tesseramento

Citazione formale a firma della dirigente del Pd sessasno Ida Verrico, la quale sostiene di aver consegnato al Picasso di Ruviano, in qualità di addetto alla ricezione e tesorier


Citazione formale a firma della dirigente del Pd sessasno Ida Verrico, la quale sostiene di aver consegnato al Picasso di Ruviano, in qualità di addetto alla ricezione e tesoriere,  975 euro per 65 tessere che non sarebbero mai arrivate agli iscritti CASERTA – La buon anima (?) di Oscar Luigi Scalfaro avrebbe detto tosto: “Non ci sto… non ci sto”. Questo è un vero massacro. Ma all'amico Giovanni Cusano diciamo: chi non è apprezzato in vita sarà esaltato dopo la morte. Giova’ , questi a Caserta sono dei caproni. Hanno la Reggia, ma qui Vanvitelli capitò per sbaglio e nulla ha lasciato in eredità in grado di far capire a questo popolo bue cosa sia l’arte, l’estro, il talento, il genio, l’inventiva… l’incoscienza, l’allegria… pardon questa era una canzone brasiliana interpretata dalla Vanoni. L’altro giorno con la storia dei documenti dell’ultimo tesseramento che sarebbero scomparsi da un armadietto della sede del Pd di via Maielli. Oggi, queste due…, bocca mia taci, sconosciute pseudo pasionarie di Sessa Aurunca addirittura  hanno citato te, in quanto tesoriere del Pd casertano,  davanti al giudice accusandoti, in sostanza, seppur non affermandolo in maniera esplicita, di aver contribuito direttamente o indirettamente a far sparire quasi mille euro relativi alle  65 tessere sottoscritte da un manipoli di rozzoni aurunci Ti hanno preso per un ragioniere della mutua, per il signor Travet del noto film. Se avessero letto il nostro articolo di domenica scorsa in cui abbiamo tentato di spiegare la tua arte, il talento improvviso, lo schizzo di genialità che tu hai messo generosamente a disposizione di questo grigio partito a cui appartieni, partirebbero le petizioni in tuo favore. Perché qui non si tratta di difendere quest’autentico Picasso delle tessere, ma si tratta di battersi per una causa molto più grande: la tutela dell’arte pura. Ma come, a un Giovanni Cusano gli dite di aver in sostanza fatto sparire, nell'esercizio formale delle sue funzioni di tesoriere e di ricettore delle quote corrisposte per il tesseramento, i soldi di 65 anonimi di Sessa Aurunca. Ma figuriamoci se uno abituato a dialogare con il suo talento di improvvisatore, figuriamo se un esteta della “trastola” si può mettere a pensare a dove siano finiti 975 miseri euro di quattro fessi di Sessa Aurunca? Ma andate a quel paese, o come direbbe Grillo… vabbè lasciamo perdere. E siccome stiamo scrivendo un pezzo che intende recare un tributo all'arte e all'ingegno, citiamo un grande poeta del XX secolo, Gianni Bella, il quale, in una canzone interpretata da sua sorella Marcella Bella, affermava testualmente: “non si recinge l’anima” e cosa volete fare voi, recingere gli estri di quello che è un patrimonio dell’umanità, uno che sarà studiato a fondo dalle prossime generazioni come quintessenza della politica casertana del terzo millennio, quella in cui fu creato una nuova scuola artistica, una nuova scuola culturale che cambiava quella fondata sull'antico finanziamento ai partiti, quando i soldi tirati fuori da questo o quell'altro venivano utilizzati per organizzare le feste politiche e per mettere il carburante nelle auto degli onorevoli, delle consorti o degli amanti, facendola diventare vera sublimazione della prestidigitazione: i soldi arrivano e dopo mezzo minuto spariscono materialmente, non in maniera virtuale. Questa, il grande Gigi Proietti, nel primo Febbre da cavallo, l’avrebbe definita una mandragata. E voi sessani dei miei stivali volete portare uno da premio Nobel davanti al giudice di pace di Caserta. Mo’ vi diciamo una cosa: dovete avere questa schifezza di 975 euro ? Passate da Casertace. Ve li diamo noi. Ma lasciate in pace Giovanni Cusano, perché, come dimostrano anche gli ultimi eventi ha ancora molto da dare all'umanità in materia di progresso nella prospettiva di una nuova avanguardia della “trastola” che oggi tutti noi, assetati di scienza, tutti noi che proveniamo dallo studio approfondito dell’illuminismo, aspettiamo come il vero “tempo nuovo” Gianluigi Guarino